WUZ  
  HOME | martedì 09 febbraio 2010
Cerca nel sito
INTERVISTA

Intervista a Maurizio Milani

Vorrei fare un film con Ermanno Olmi


Maurizio Milani racconta ai lettori di Wuz il suo ultimo libro, Del perché l’economia africana non è mai decollata, edito da Kowalski. Cerchiamo poi scoprire i segreti della sua surreale comicità, i suoi gusti letterari e musicali. Ci confida un suo desiderio artistico: girare un film con un maestro del cinema, Ermanno Olmi.

Leggi la recensione di Del perché l’economia africana non è mai decollata



Ascolta l'intervista a Maurizio Milani


Parliamo subito del tuo ultimo libro…
Si intitola Del perché l’economia africana non è mai decollata, edito da Kowalski. È una presa di coscienza sulla situazione del mondo. Per esempio non è giusto che il protocollo di Kyoto venga applicato ai paesi in via di sviluppo. Perché dopo 200 anni di rivoluzione industriale, durante i quali noi abbiamo inquinato il pianeta, ora è troppo comodo chiedere a quei poverini che finalmente si stanno emancipando di non produrre un po’ di gas. Tieni conto che la Cina non è che inquini poi tanto perché tranne per Shanghai e Pechino, la maggior parte del miliardo e duecento milioni di cinesi si muove in bicicletta. Non è come da noi che abbiamo tutti la macchina con l’aria condizionata. È una presa di posizione rispetto al fatto che è troppo comodo dire al povero: “Adesso tu non inquini”, vedi Brasile, vedi India e vedi Cina e continente africano.

Come ti sei documentato per questo libro?
Leggo un po’ i quotidiani. Ci sono anche dei film, come The Day After, quello in cui la corrente del golfo va su di un grado e provoca tutti i cataclismi. Non c’è neanche da fare una gran ricerca perché è l’argomento del momento. Io abito vicino al Po. Ho 45 anni e non ho mai visto il Po in queste condizioni. Sembra quasi un affluente del Po stesso. A Piacenza il Po è ridotto a non poter essere navigato. Quando ero bambino il Po era maestoso, non vedevi da una sponda all’altra. Adesso il Po sembra il Trebbia, sembra un suo affluente.

Hai riportato nel libro esperienze che hai vissuto sulla tua pelle…
Certamente. Come tutti. Per esempio abbiamo avuto una primavera con maggio e aprile in cui faceva caldo come a luglio. Questo inverno statisticamente sembra essere stato il più caldo. Un mio amico non pianta più il mais perché richiede troppa acqua ma pianta la soia. Sono cose che scopri senza andare su Internet.

Da più parti sei stato definito un grande scrittore…
Sono un po’ esagerati. Io ringrazio chi mi paragona a grandi scrittori ma a me piace rimanere un comico anche perché conosco i miei limiti. Dentro di me mi sento un calciatore da metà classifica, non da serie B ma nemmeno da Nazionale. Sono un calciatore da Udinese, non da Juve o da Inter.

A parte la trasmissione con Fazio hai altri progetti?
Faccio sempre Sciambola, su Radio Deejay con Albertino, un programma che va in onda dal lunedì al venerdì. Poi sto preparando uno spettacolo teatrale con Gianpiero Solari e Bebo Storti. Stiamo facendo le prove adesso in Romagna, a Longiano di Romagna. Debuttiamo a ottobre 2007 e proseguiamo la tournée fino a maggio 2008. Ci sarà una tappa anche al Ciak di Milano.

Prima ti sei definito un calciatore da metà classifica. Però devi riconoscere che sei unico nel tuo genere nel senso che la tua comicità surreale ti rende un fuoriclasse. Da dove ha origine la tua comicità?

Rimanendo sempre in ambito calcistico, è come chiedere a un calciatore come ha fatto un bel tunnel. Recoba non è capace di spiegarti dal punto di vista meccanico che velocità  e potenza ha utilizzato con le gambe per fare il tunnel. Magari un professore dell'Isef te lo spiega. Però non so quali dinamiche portano a far nascere un pezzo che tu, mi fa piacere, consideri originale.

A volte sembra quasi che tu non cerchi la risata, niente battute facili, ma alla fine fai ridere ugualmente…
A volte la comicità è anche involontaria. Magari se sei un po’ simpatico con la voce perché hai una “r” particolare. È un punto di partenza, una caratteristica che aiuta. Poi devi avere anche un buon testo. Non devi però fare la chiusa, la battuta tipo barzelletta. Nel parlare, tuo malgrado puoi anche far ridere, ma alla lunga diventa anche dispendioso in fatto di energie. Per cui se cerchi la battuta a tutti i costi e come fare una vasca a tutta birra di stile libero a nuoto. Devi procedere col tuo passo. Non ho mai cercato di far ridere ogni 15 secondi, come invece alcuni programmi televisivi, ad esempio Drive In, ti imponevano. Usciva Sergio Vastano, faceva tre minuti di sketch e ogni 15 secondi ti faceva ridere. Mentre Ascanio Celestini ha un modo di narrare diverso. Mi sento più vicino a quel modo che alle battute via una sotto l’altra. Perché non sono capace. Non ce la faccio a fare una battuta dietro l’altra. Quello è il mestiere dei battutisti, non il mio.

In quale momento della tua vita ti sei avvicinato a questo tipo di professione? Fin da bambino?
No, non da bambino. Avevo già 26 anni. Avevo fatto un provino allo Zelig che era un locale molto diverso da quello attuale. Forse era anche più facile perché ai provini eravamo in 100. Tipo un concorso con 2 posti  disponibili su 100 aspiranti. Ora invece vengono da tutta Italia, fanno i provini 5-6000 persone. Io ho fatto il provino a Zelig nell’86, non c’era la televisione. Era un locale come il Derby. Non è che tutti aspirassero ad esibirsi allo Zelig come accade invece adesso. Se dovessi fare il provino oggi da sconosciuto per la legge dei grandi numeri forse non mi prenderebbero perché è più difficile, ci sono troppi candidati.

C’è un desiderio artistico che vorresti vedere esaudito?
Sì, mi piacerebbe fare un film con Ermanno Olmi. Sarebbe come giocare nel Real Madrid.

Insomma ti piacerebbe fare cinema…
Non ho bisogno di correre dal primo che mi chiama quindi deve essere proprio un film tipo quelli di Ermanno Olmi, Soldini, Mazzacurati o Nanni Moretti.

E se invece il film lo facessi tu?
No, io non sono in grado. Sai quelli che fanno tutto, sceneggiatura, attore, regia? Io non so come facciano. Li stimo ma se vogliono faccio una parte su una sceneggiatura scritta giù bene da uno sceneggiatore tipo Cerami.

Cosa ascolti e cosa leggi?
Mi piacciono i Depeche Mode e Bukowski. Poi anche Svevo e Pirandello.

Ti ricordi un concerto significativo della tua vita?
Mi ricordo un concerto di Lucio Dalla al mio paese. Quando cantava Nuvolari. Forse è primo concerto che ho visto in vita mia. Avrò avuto 18 anni.  

Le interviste:

Ale & Franz
Beppe Braida
Pino Campagna
Geppi Cucciari
Franco Neri
Checco Zalone


Le recensioni:

Claudio Bisio, Ficarra e Picone, Paolo Migone

Ridere fa bene (Kowalski)
Del perché l'economia africana non è mai decollata (Kowalski)



Articoli, recensioni e notizie su Wuz


08 giugno 2007 Di Francesco Marchetti


Condividi su:


Copyright © 1996/2010 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati.
Wuz è un marchio registrato. Licenza SIAE n. 513 / I / 06-359.
Concessionaria di pubblicità MYads.it
Con la collaborazione di Argentovivo per il settore editoria libraria
Dati audience certificati Audiweb
Internet Bookshop Italia è una società di Emmelibri (Gruppo Messaggerie)
Eventuali comunicazioni e segnalazioni utili possono essere inviate alla redazione