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HOME | lunedì 13 febbraio 2012 |
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Cronache dallo Sziget Festival 2010 Nato nel 1993 come rassegna di gruppi emergenti ungheresi, lo Sziget Festival è oggi la manifestazione musicale più grande d’Europa. Bastano pochi numeri per rendersene conto: 7 giorni di divertimento no-stop, 1000 spettacoli, 70.000 campeggiatori e 400.000 presenze in una settimana.
Grazie a una macchina organizzativa pressoché perfetta l’isola di Obuda (“sziget” in ungherese significa semplicemente “isola”), sita a Budapest nel bel mezzo del Danubio, ha accolto anche per l’edizione 2010 migliaia di giovani provienti da tutta Europa per una settimana di musica, giochi, performance teatrali, mostre d’arte e d’artigianato, feste, balli e chi più ne ha più ne metta. È chiaro dunque che questo tipo di vacanza va “affrontato” con il piglio giusto, ovvero: chi ha intenzione di rilassarsi e ricaricare le batterie dopo un anno di duro lavoro stia lontano da Obuda durante il periodo del Festival. Per chi invece ha ancora l’ultimo carico di energia da spendere e soprattutto un’altra settimana (oltre a quella che passerà sull’isola) di ferie per riprendersi, lo Sziget Festival potrebbe essere l’evento giusto.
Gli impianti stereo della miriade di bar disseminati per tutta l’isola iniziano a pompare musica sin dalle 10 del mattino circa, mentre un fiume di campeggiatori invade le vie dove sorgono negozietti e stand gastronomici di ogni sorta. È possibile acquistare vestiti, scarpe, cappelli, cinture, divise militari, maschere, bracciali, collane, souvenir, farsi fare un massaggio orientale, un tatuaggio, le treccine o i rasta. Si può frequentare un corso per imparare a fare il pane all’ungherese, un corso di ballo, perdersi nei meandri del labirinto dei tarocchi, scalare una parete artificiale o fare bungee jumping. Per mangiare c’è solo l’imbarazzo della scelta: cucina ungherese, indiana, cinese, thailandese, greca, italiana, messicana, specialità balcaniche o della Transilvania; per i salutisti sono presenti stand di cucina vegetariana e un fruttivendolo. Quando si ha bisogno di soldi (e quel momento arriva sempre) niente paura: sportelli bancomat sono sparsi ovunque e c’è addirittura una banca, se proprio uno non possa farne a meno. Alle 15.00 iniziano gli spettacoli e anche qui la scelta si fa ardua. Sul Main Stage, il palco più grande con un’arena enorme per il pubblico, si esibiscono gli artisti più rinomati a livello internazionale; c’è inoltre il palco dedicato al blues, il palco dedicato al jazz, il World Music Stage, il Raggae Stage, il tendone per metallari (denominato Mtv Headbangers Ball Stage) e il palco dove si eseguono spettacoli teatrali e di danza.
Fra i musicisti dell’edizione 2010: Ska-P, Papa Roach, The Hives, Gorillaz, Mika, Kasabian, Subsonica, Danko Jones, Billy Talent, The Specials, The Wailers, Bad Religion, Children of Bodom, Paradise Lost, Fear Factory e moltissimi altri. E poi gli headliner del festival: Faithless si è esibito la sera del 12 agosto offrendo un grande spettacolo a cui hanno preso parte moltissime persone. Il 13 agosto è stata la volta dei Thirty Seconds to Mars che, a dire il vero, hanno deluso da tutti i punti di vista. In quanto main band della giornata avrebbero potuto suonare un po’ più di un’ora e un quarto, nella quale non si sono neache spesi più di tanto per trasmettere un briciolo di energia alle migliaia di ragazzi sotto il palco. C’è da dire che Jared Leto, da grande intrattenitore (forse troppo rockstar), è riuscito comunque a mettere una toppa a quello che è sembrato un concerto un po’ fiacco, soprattutto con il coup de théâtre finale: per l’ultimo brano ha raccattato qualche decina di ragazzi dalle prime file per farli salire sul palco a cantare insieme a lui e finito il brano due o tre fanciulle estasiate hanno anche tentato di seguirlo dietro le quinte. Chissà se ce l’hanno fatta. A chiudere la giornata del 14 agosto sul palco maggiore del festival sono stati gli Iron Maiden che, nonostante evidenti problemi tecnici, dal vivo sono sempre grandi. La conclusione dello Sziget 2010 è stata affidata ai Muse che si sono esibiti la sera di ferragosto. Bravissimi nelle situazioni live, hanno offerto uno show degno di tale nome con delle ottime esecuzioni dei brani, sonorità perfette e uno spettacolo di luci e laser di livello spaziale. L’arena del main stage era strapiena in ogni angolo e chi l’ha vista sa cosa significa riempire di persone uno spazio così ampio. In due parole, concerto mastodontico. Terminati gli spettacoli principali che iniziano alle 21.30 e finiscono verso le 23.30 qualcuno potrebbe pensare che le persone, dopo una giornata spesa a bighellonare in giro per tutta l’isola, un salto dalla piattaforma del bungee jumping, una cantata al karaoke e almeno 4 o 5 concerti dal vivo, stremate dall’ultima grande esibizione se ne vadano in tenda a dormire soddisfatte. Nossignore. Sui palchi minori si continua a suonare fino a tardissima notte e i bar continuano a sparare musica da ballare fino a circa le 6.00 del mattino. In pratica, allo Sziget non si dorme mai o si dorme poco. Perlomeno la notte.
| 27 agosto 2010 | | Di Andrea Montali |
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