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HOME | lunedì 13 febbraio 2012 |
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| Titolo |
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Il concerto |
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| Titolo originale |
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Le concert |
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| Regia |
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Radu Mihaileanu |
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Principali interpreti |
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Aleksei Guskov; Dmitri Nazarov; Mélanie Laurent; Francois Berléand; Miou-Miou; Valeri Barinov; Anna Kamenkova Pavlova |
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| Prezzo |
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€ 9,90 |
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| Prezzo IBS |
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€ 8,99 |
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| Produzione |
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Rai Cinema - 01 Distribution, 2010 |
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| Numero dischi |
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1 |
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| Durata |
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120 min. |
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| EAN |
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8032807032184 |
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Il Concerto, un film di Radu MihaileanuCon l'ironia, la delicatezza e l'intelligenza di Radu Mihaileanu (chi non ricorda il bellissimo Train de vie o il commovente Vai e vivrai?) viene raccontata una storia ricca di temi simbolici e universali. L'ironia di questo regista, che Miou Miou definisce disperata, è lo sguardo intelligente e disincantato con cui si deve guardare la Russia di oggi e quello che permette, senza pregiudizi e senza concessioni, di giudicare l'Unione Sovietica di ieri. La comprensenza di lingue diverse, di diverse provenienze geografiche e culturali (si pensi ad un melting pot tra cultura ebraica, rom, francese e russa) rende questo Concerto particolarmente interessante. Un film in cui la musica è un vero e proprio personaggio ed è il motore dell'intreccio che fa agire i vari personaggi: la musica nel film, al di là del concerto finale, nasce da diverse culture e rappresenta appunto la ricchezza che sgorga dalla valorizzazione di tutte le provenienze e che permette di raggiungere "l'armonia suprema".
Scopri anche la colonna sonora
All'epoca di Brežnev, Andreï Filipov è il più grande direttore d'orchestra dell'Unione Sovietica e dirige la celebre Orchestra del Bolshoi. Ma viene licenziato all'apice della gloria quando si rifiuta di separarsi dai suoi musicisti ebrei, tra cui il suo migliore amico Sacha. Trent'anni dopo lavora ancora al Bolshoi, ma… come uomo delle pulizie. Una sera Andreï si trattiene fino a tardi per tirare a lustro l'ufficio del direttore e trova casualmente un fax indirizzato alla direzione del Bolshoi: è del Théâtre du Châtelet che invita l'orchestra ufficiale a suonare a Parigi… All'improvviso, Andreï ha un'idea folle: riunire i suoi vecchi amici musicisti, che come lui vivono facendo umili lavori, e portarli a Parigi, spacciandoli per l'orchestra del Bolshoi. È l'occasione tanto attesa da tutti di potersi finalmente prendere una rivalsa…
Il un'intervista il regista, presenta le tematiche del suo film:
Il film descrive il tipo di intellettuali e artisti che c'erano sotto Brežnev.
Anche se una leggera brezza di libertà si era messa a soffiare circa dieci anni prima della Perestrojka, il potere cercava ancora di imbavagliare gli intellettuali, dal momento che ogni regime totalitario ha paura che le opinioni degli intellettuali si propaghino tra le masse e che queste ultime si ribellino. Brežnev diffidava in particolare degli ebrei che spesso si erano espressi su questioni sensibili e avevano parenti all'estero in grado di diffondere le loro idee. È per questo che Brežnev ha scacciato i musicisti ebrei dall'orchestra del Bolchoj, insieme ai russi che li hanno difesi. Allo stesso modo, il regime temeva i gitani, e le minoranze in genere, che non si sommettevano alla sua autorità. Di fatto i gitani non hanno mai obbedito agli ordini in alcun paese: sono gli esseri umani più liberi della terra. Ho voluto descrivere tra le righe questa realtà. Per contro, ho cercato di mostrare che un gesto di per sé insignificante, come il licenziamento di un direttore d'orchestra e di alcuni musicisti ebrei, può generare un trauma terribile in tutta una generazione che può impiegare anche trent'anni a riprendersi. È il caso di molti destini spezzati di persone originarie dei paesi dell’Est.
Attraverso la questione della trasmissione, lei si interroga anche sul significato dei valori.
Ho la sensazione che a partire dalla fine del XX secolo non abbiamo prestato abbastanza attenzione a una delle conseguenze della diffusione e dello sviluppo dei nuovi mezzi di comunicazione: la nascita della virtualità. Secondo me, è stata la virtualità a provocare l'attuale crisi: abbiamo messo da parte i valori reali, il lavoro, l'incontro, il tempo, l'amicizia, l'amore, la conoscenza, e abbiamo adottato sempre di più i valori virtuali, i soldi, l'informazione, il ritmo frenetico, la comunicazione, l'acquisizione di strumenti. Ho l'impressione che oggi gli esseri umani abbiano voglia di recuperare i veri valori. Capiscono anche che nello scambio con l'Altro risiede la vera ricchezza e cercano di ristabilire un equilibrio nel rapporto individuo/comunità. In quest'ottica, il film racconta che senza l'amicizia e senza questo viaggio per incontrare un'altra cultura è impossibile raggiungere la felicità.
Anche le riprese si sono svolte in modo inconsueto.
Abbiamo girato per tre settimane circa in Romania, dove abbiamo ricostruito quasi tutta la parte russa del film, visto che è molto difficile girare in Russia. Ciò nonostante, abbiamo finito col girare due giorni a Mosca, perché avevamo bisogno di alcune riprese in esterni della città e della Piazza Rossa. A questo proposito, abbiamo vissuto un'avventura degna di un film, visto che alla vigilia delle riprese non avevamo ancora l'autorizzazione malgrado la stessimo sollecitando da sei mesi. Per miracolo, grazie all'intervento di Alexei Guskov (Andreï), la situazione si è sbloccata! E abbiamo avuto la Piazza Rossa tutta per noi, una situazione davvero insperata. Ne abbiamo riso insieme, fingendo di essere la troupe di un film di James Bond.
Le riprese del concerto vero e proprio sono di un virtuosismo impressionante.
È stato un incubo durato sei mesi! Avevo una paura terribile di quella scena perché il film si chiude sul concerto che rimane quindi impresso nella mente dello spettatore. Non potevo permettermi di sbagliare quella sequenza per nessun motivo, senza contare che non avevo mai filmato un concerto di musica classica. Ho iniziato guardando tutti i film sulla musica e diversi DVD di registrazione di concerti classici, rock, etc. Così facendo ho imparato molto: qual è il "linguaggio" e l'importanza di ciascun strumento, in quale momento e in quale modo bisogna filmarlo affinché sia drammaticamente efficace. La sfida era tentare di essere un po' più spettacolare e moderno rispetto a una registrazione, pur restando fedele alla drammaturgia e ai personaggi e senza strafare. Per rendere gli attori dei musicisti credibili, abbiamo in seguito lavorato con alcuni istruttori. Abbiamo preparato la scena finale inquadratura per inquadratura. Avevamo tutti una serie di cartelli che indicavano il ruolo di ciascuno, sempre in funzione dei tempi musicali. Al momento delle riprese, abbiamo lavorato con tre macchine da presa che dovevano inquadrare ciascuna un musicista o una sezione. È stato un lavoro difficilissimo, a maggior ragione perché avevamo a disposizione solo quattro giorni e dovevamo proteggere il più possibile gli attori da tutta quella tensione. Infine, durante le riprese, ho dovuto tener conto dei flashback che avrei dovuto inserire in fase di montaggio, calcolandoli quasi al secondo, anche in funzione delle sonorità musicali.
CAST ARTISTICO
Andreï Filipov - Alexeï GUSKOV Sacha Grossman - Dmitry NAZAROV Anne–Marie Jacquet - Mélanie LAURENT Olivier Morne Duplessis - François BERLEAND Guylène de La Rivière - MIOU MIOU Ivan Gavrilov - Valeri BARINOV Irina Filipovna - Anna KAMENKOVA PAVLOVA Jean- Paul Carrère - Lionel ABELANSKI Victor Vikitch - Alexander KOMISSAROV Il proprietario del “Trou Normand” - RAMZY
CAST TECNICO
Regia Radu MIHAILEANU Sceneggiatura, adattamento, dialoghi Radu MIHAILEANU In collaborazione con Alan Michel BLANC e Matthew ROBBINS Dal soggetto originale di Hector CABELLO REYES, Thierry DEGRANDI Musiche originali Armand AMAR Prodotto da Alain ATTAL Direttore della fotografia Laurent Dailland Direttore artistico Cristian Niculescu Montaggio Ludovic Troch Suono Pierre Excoffier, Selima Azzazi, Bruno Tarrière Primo aiuto regista Olivier Jacquet Scenografie Stan Reydellet Costumi Viorica Petrovici Direttore di produzione Xavier Amblard Direttore della post produzione Nicolas Mouchet Segretario di produzione Grégory Valais
| 22 febbraio 2010 | | Di Grazia Casagrande |
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