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Povia era gay: il prossimo Festival di Sanremo sarà teatro di una controversa polemica sulla natura omosessuale?



La canzone più attesa della prossima edizione del Festival di Sanremo è senza dubbio quella del cantante Povia, al secolo Giuseppe Povia. Quello de “I bambini fanno Ooh” tormentone di qualche anno fa presentato fuori concorso proprio sul palco dell’Ariston. E anche quella era un’edizione condotta da Paolo Bonolis. La canzone è molto attesa per via del titolo “Luca era gay” e per le voci che si sono rincorse sul tema, nonostante il testo sia ancora top secret. Voci che hanno dato vita a una serie di polemiche prima tra tutte quella dell’Arcigay, che ha minacciato azioni contro la kermesse. Le preoccupazioni sono legate al fatto che la canzone tratterebbe il tema dell’omosessualità e della guarigione da questa, secondo le tesi di Joseph Nicolosi.

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È stato quel titolo, Luca era gay, a scatenare le polemiche e i sospetti riguardo alla tematica della canzone che l'artista Povia presenterà alla prossima edizione del Festival di Sanremo. Quel tempo imperfetto lascia intendere che il Luca in questione ora gay non lo sia più. E quindi si può smettere di essere omosessuali? Secondo Povia si possono attarversare alcuni periodi di confusione. Lui stesso ha dichiarato in un'intervista di aver superato un periodo gay di sette mesi circa, e di aver convertito anche alcuni suoi amici che poi si sono addirittura sposati. Quindi il titolo della canzone avrebbe potuto essere benissimo "Povia era gay". Povia parla di cambiamento, di passaggio. Anche Bonolis ha rimarcato questo carattere del tema.

Ma il mondo omosessuale, con l'Arcigay in testa, ha subito protestato perché in quel titolo, Luca era gay, sono stati in molti a leggerci le teorie sulla guarigione della omosessualità, che seguono la dottrina dello psicologo americano Joseph Nicolosi. Ecco come si è espresso l'Arcigay, attraverso un comunicato ufficiale:

"Ripetiamo per l’ennesima volta, che la nostra dura reazione nei confronti della possibilità che Povia canti una canzone dove si racconta la “guarigione” di un omosessuale, nasce dalla constatazione che Luca era gay non è il semplice racconto di una supposta storia vera, ma l’emblema di teorie, contrastate dalla scienza, sostenute da gruppi cattolici integralisti che attraverso la preghiera dichiarano di poter redimere i gay. Il nostro paese ha bisogno davvero di ascoltare storie vere, quelle delle migliaia di lesbiche, gay e bisessuali che vivono amori che purtroppo vengono ancora negati e considerati contro natura anche dalle loro stesse famiglie. Il grave di tutta questa oscena vicenda è che queste pratiche superstiziose oltre a procurare enormi danni alle persone coinvolte, tentano di passare nell’opinione pubblica come cure mediche, di cui in tutto il mondo si sono già ampiamente occupati gli Ordini degli pschiatri e degli psicologi con dure e documentate condanne pubbliche".

Ma anche il soggetto del titolo, quel Luca, ha destato sospetti. Potrebbe essere un qualsiasi Luca, un amico di Povia. Per alcuni però potrebbe essere Luca Tolve, ovvero un ex gay (così lui si dichiara) diventato un vero e proprio spot vivente delle teorie sulla concersione degli omessuali, teorie che stanno prendendo piede in Italia anche grazie alla formazione di numerosi gruppi di impronta religiosa tra cui il Gruppo Lot Regina della pace, il cui motto è "Abbiamo superato pulsioni omosessuali indesiderate, sosteniamo altri nello stesso cammino". I seminari propongono le cosidette terapie riparative che la psicologia internazionale ha però bollato come pericolose per l'individuo.
Ricordiamo che nel 1973 successivamente ai moti di Stonewall, e alle pressioni della associazioni di gay, l’APA, American Psychological Association, tolse l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali. L’anno successivo gli atti omosessuali tra adulti consenzienti venivano decriminalizzati.  

Tuttavia le teorie riparative hanno continuato a proliferare. E ora la paura del mondo gay è che questa canzone di Povia ne diventi una sorta di inno. Il cantante ha comunque sempre smentito ogni tipo di legame tra le sua canzone e chi sostiene una medicalizzazione dell'omosessualità.

Tutto questo alla fine si sta rivelando forse un ennesimo spot per il Festival di Sanremo e per il cantante Povia. La manifestazione canora più importante d'Italia attinge da nuovi bacini di utenza (quelli che amano la polemica) linfa per i suoi ascolti. Ma un reality come X-Factor, forse il reality più dignitoso della televisione, ha recentemente dimostrato come si possa realizzare un prodotto musicale che attiri l'attenzione del pubblico italiano, puntando sulle canzoni.



20 gennaio 2009 Di Francesco Marchetti


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