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HOME | giovedì 24 maggio 2012 |
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Musica a Basso prezzo: perché i classici costano poco, e valgono tantissimoVolete un Natale veramente Low Cost? Ebbene, è giunto il momento di affrontare un grandissimo tema. Una bandiera che, personalmente, porto avanti da tantissimi anni. La frase più ricorrente, per chi della musica ne ha fatto solo una questione di file digitali o, peggio ancora, di colonna sonora in lontananza ad accompagnare i tanti impegni della vita, è una frase che risuona sempre come una terribile eco: “..Sì, ma i Cd costano veramente troppo..”. Vero, anzi, sbagliato. Dipende sempre dall’obiettivo. E soprattutto dalle necessità. Però non ci si può nascondere dietro un dito. Questo sarebbe pericoloso se non addirittura fuorviante. Non è vero che la musica costi tanto. Anzi: la grande musica costa veramente poco.
Bisognerebbe innanzitutto chiarire il concetto di grande musica, ma considero il pop in ogni sua forma (dal rock al folk, passando per il pop in senso stretto) come un classico culturale del novecento. Così come lo fu la musica classica nel settecento e nell’ottocento. Ci sono tantissimi generi musicali del ‘900 che sono, parlano, raccontano di cultura, di storia del nostro secolo, di storia dell’uomo. Dal blues a Bob Dylan. È arte. Al pari di Fitzgerald, di Henry James, di Bach, di Picasso, di Fontana, di tantissime altre cose. Ill grande difetto dell’uomo del dopoguerra è stato considerare merce ogni produzione artistica, dimenticandosi che invece, si parlava comunque di arte.
Certo, la grande diffusione dagli anni ’80 in poi non ha certo aiutato a far sedimentare la musica, né ha aiutato a rendere classici alcuni dischi. Però è innegabile come la musica contemporanea, anche dagli anni Sessanta in poi, sia stata e sia ancora un elemento CULTURALE imprescindibile. E quindi la musica, quella vera, costa veramente poco. A meno che voi non cerchiate il gruppo del momento. E allora questo è un altro discorso.
Esistono, siano benedette, le Deluxe version e le ristampe che ci fanno apprezzare misconosciuti classici di un tempo. Ma esiste anche il Nice Price: e nel Nice Price NON si nascondono, ma si mettono in mostra, dischi assolutamente fondamentali per chiunque.
Qualche esempio? Cito dei nomi, giusto per la cronaca, ma non basterebbe tutto il web per scriverne un elenco. Da David Bowie a Bob Marley, dai Led Zeppelin ai Deep Purple, da alcune cose dei Pink Floyd agli Mc5, da Ray Charles ad Aretha Franklin, da Emerson Lake & Palmer agli Yes, da Bob Dylan ad alcune cose dei Rolling Stones, dai Lynyrd Skynyrd alla Allman Brothers Band, dai Creedence Clearwater Revival a John Lee Hooker, da Stevie Wonder ai Police, dai Jefferson Airplane ai Velvet Underground, da Nico agli U2, e potremmo, ripeto andare avanti per secoli. Dagli Ac Dc agli Aerosmith, dai Nirvana agli Abba, dall’Electric Light Orchestra ai Jethro Tull, dagli Eagles a Jimi Hendrix, dai Rem ai Red Hot Chili Peppers. Ma i titoli in offerta sono migliaia. Come dire? Basta scegliere. Basta scegliere bene, senza farsi prendere da manie e trend, concentrandosi, magari con l’ausilio di una buona encicolopedia di musica, su ciò che veramente vale. Per fare un regalo. Per costruirsi una discoteca. Per riscoprire il valore dell’oggetto disco. La musica costa poco. Basta saperla cercare. Ed amare.
| 11 dicembre 2008 | | Di Mario Ruggeri |
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