All'inferno si ascolta la musica, è certo!
La musica diabolica
La musica come divertimento, come base ritmica per la trance, come ispirazione per la meditazione e come stimolo per la trasgressione. La musica come bene e come male, da sempre. Dalla condanna nei confronti delle musiche rozze e rituali che si riteneva accompagnassero i sabba (reminiscenze di precedenti culti pagani) sino al mito dei messaggi satanici nascosti tra le righe dei testi rock, il legame tra musica e demoniaco ne segna la storia.
Tra i maggiori ispiratori di musiche travolgenti possiamo indubbiamente annoverare il diavolo. Nel repertorio classico ci sono riferimenti diretti a una ispirazione che si è tramandata nei secoli, sulla linea di uno stereotipo affascinante quanto misterioso, gotico e spaventoso. E così come le altre arti anche la musica ha seguito l’andamento ciclico del gusto e il diavolo è ricomparso qui e là a rendere talvolta più cupe e altre volte più sferzante i brani. Per puro divertimento vi segnaliamo alcuni titoli che fanno riferimento al diavolo nel repertorio classico.
Ma prima prendiamo a prestito un brano del bel testo firmato da Gianfranco Manfredi e intitolato La bellezza del diavolo (Introduzione al Dizionario dell'horror rock, edizioni SugarCo 1993, ora fuori catalogo) per accennare al rapporto tra satanismo (o presunto tale) e musica rock: un tema su cui si sono spese milioni di parole...
"È all'Horror Rock che bisogna rivolgersi per rintracciare le influenze del diavolo sulla musica rock? Ne ho qualche dubbio, a dispetto dei tanti teologi improvvisati critici del rock che ultimamente hanno riversato stupidi e frettolosi giudizi su questo genere o sottogenere musicale. A mio parere se si vogliono rintracciare reminiscenze pagane, demoniache e 'possedute' nella musica rock bisogna risalire alla prima fonte: il blues, ribattezzato la musica del diavolo da Giles Oakley in un corposo saggio edito qualche anno fa in Italia da Mazzotta [1978, traduzione di Umberto Fiori, ndr.]. È infatti nel blues che si possono ritrovare le pulsioni sessuali, ritmiche, ossessive e rituali degli antichi culti pagani, come anche il misticismo dionisiaco che dovrebbe essere marchio inconfondibile di ogni musica che voglia qualificarsi come "demoniaca".
È strano dunque e d'altro canto sintomatico che l'hard rock satanico, in tutte le sue ramificazioni, sia un genere mono-razziale, esclusivamente bianco. Se poi qualcuno volesse andare alla ricerca di quel culto nordico e bianco della natura e delle pratiche magiche che è un altro aspetto fondamentale del "demoniaco", potrebbe trovarlo in tutt'altra direzione: il folk celtico degli anni Settanta, certa musica psichedelica e hippy, il simbolismo alchemico-elettronico di autori come Alan Parsons, e persino molta New Age dei nostri giorni. Ma allora cos'e' l'Horror Rock? Stabilito che si tratta di un sotto-genere che, come mostra bene Marzorati, ha percorso l'intera storia del rock e non solo momenti episodici frutto di mode passeggere, credo che esso vada inquadrato piu' in un fenomeno spettacolare che strettamente musicale, carnevalesco e clownesco."
"Qui nel filone storico del rock bianco ribelle, se diavolo c'e', trattasi di Lucifero, l'angelo favorito da Dio, il più bello, cacciato per disobbedienza agli ordini, per mancanza di sottomissione. E qui il discorso sul demonismo del rock trova la sua più giusta collocazione. Non è ancora stato scritto, ma spero che prima o poi qualcuno si decida a scriverlo, un saggio sui rapporti (pure cosi' evidenti) tra il rock nel suo complesso e il cristianesimo. Molti sono i temi che si intrecciano, primo fra tutti l'identificazione con la figura stessa di Cristo, il profeta osannato dalle masse e poi vittima sacrificale dopo solo tre anni di predicazione. Non mi riferisco tanto a film espliciti come Jesus Christ Superstar e Tommy, ma alle vite stesse di tanti "martiri" del rock come Jim Morrison, Hendrix, Sid Vicious. Tutta la storia del rock, le sue canzoni, le interviste dei divi, le loro combattute esperienze sono attraversate da problematiche tipicamente cristiane: il rapporto tra disobbedienza e fondazione di nuove regoole, il mistero e le tentazioni del successo e la difficolta' di essere leader (cfr. la splendida analisi di Wilhelm Reich nell'Assassinio di Cristo), il messaggio di speranza rivolto ai poveri e agli umili della terra, il trovarsi meglio tra bambini, puttane, ladroni di strada, poveri di spirito e sbandati che tra i ricchi, i colti e i potenti, il passaggio dalle catacombe all'istituzionalizzazione, il bisogno di fede e di eresia, il conflitto tra la carne e lo spirito, l'ondeggiare perpetuo trai i rituali di massa e il piu' totale isolamento individuale, la capacità di rivolgersi a tutti e di parlare ai singoli. Di questo cristianesimo la parte bianca del rock ribelle ha senza dubbio sottolineato gli aspetti scandalosi, antagonisti e luciferini, ma tenendosi lontano dalle smargiassate, troppo innocue per essere efficaci, e in qualche caso (raro per la verità) prendendo le distanze dal culto del denaro, del potere e del successo, sapendo essere con gli altri, anzi essere gli altri nei momenti (forse) giusti e preferendo essere 'altrove', anche a prezzo della morte, nei momenti (forse) sbagliati. Questo rock ha insieme saputo riproporre i valori piu' autentici del cristianesimo evangelico, quei valori che spesso i teologi della Chiesa-Istituzione hanno dimenticato. Dove sta allora Satana? Mai dove lo si cerca. E' questa la sua insidiosa bellezza."
Per saperne di più
- La musica del diavolo: il diavolo nella musica, a cura di Crollo R., 2000, Euro 14,46 - Moretti & Vitali
- Aurora Dupré - Interludio imaginario con il diavolo. Il diavolo nella letteratura, nell'arte e nella musica, 1992, Euro 40,28, Brenner
Breve discografia classica
Giuseppe Tartini - Sonata in sol minore Op.1 n.4 "Il trillo del diavolo" Vuole la leggenda che fu il diavolo stesso a suggerire al musicista (forse non a caso proprio a lui, avviato alla carriera ecclesiastica) il trillo virtuoso, che egli pentagrammò non appena sveglio...
Modest Petrovic Mussorgsky - Una notte sul Monte Calvo Memorabile, romantica musica che nel film Fantasia di Walt Disney accompagna il risveglio del demonio che segna l'inizio di un grande sabba notturno.
Daniel François Esprit Auber - Fra’ Diavolo, o L'Hôtellerie de Terracine Opéra-comique in tre atti. Libretto di Eugène Scribe e Casimir Delavigne. In realtà la storia è ispirata alla figura di un bandito, il famoso Michele Pezza detto Fra Diavolo, temuto capobanda sanfedista e che divenne, dopo la morte, un eroe popolare.
Franz Liszt - Mephisto walzer Nel 1859, Liszt scrisse due opere per orchestra ispirate al Faust. La seconda di questa, inizialmente intitolata Danza nella taverna del villaggio, divenne poi il celeberrimo Mephisto Waltz No. 1. Il brano è indubbiamente uno dei più evocativi tra quelli ispirati alla leggenda di Faust.
Arrigo Boito - Mefistofele Opera in un prologo, quattro atti e un epilogo dal Faust di Goethe, nata nell’entusiasmo per le tematiche della cultura germanica, care alla scapigliatura.
Hector Berlioz – La damnation de Faust Leggenda drammatica in quattro parti e dieci quadri. Libretto di Almire Gandonnière e Gérard de Nerval, dal Faust di Goethe, che, come accadde per altri maestri del romanticismo (Schumann, Mendelssohn, Liszt), lo suggestionò profondamente.
Ludwig Spohr - Faust Opera romantica in tre atti con libretto di Josef Karl Bernard "All’origine del libretto di Bernard non sta la sintesi spirituale ed escatologica del romanzo goethiano, ma più semplicemente la tradizione popolare, che aveva interpretato la leggenda di Faust secondo i crismi delle ‘moralità’ medioevali".
Charles Gounod – Faust Opera in cinque atti con libretto di Jules Barbier e Michel Carré, da Goethe L'idea nacque al musicista ventenne leggendo la straordinaria traduzione francese di Gérard de Nerval.
I film del diavolo
Il diavolo e i libri
| 01 giugno 2006 | | Di Giulia Mozzato |
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