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Grande lutto per il mondo della musica
Mstislav Leopoldovich Rostropovich non suonerà più
Il leggendario violoncellista è direttore d'orchestra si è spento dopo una lunga malattia, ma soprattutto dopo una vita di grandi successi professionali ma anche di tormenti personali. Fu infatti tra i più strenui oppositori del regime sovietico e per questo fu costretto all'esilio e poi privato nella cittadinanza. Tornò in Russia solo nel 1991, dopo aver suonato il suo violoncello l'11 novembre 1989 davanti al muro di Berlino che crollava.
È scomparso un grande della musica del Novecento, un protagonista per certi versi leggendario e sicuramente affascinante come pochi sono riusciti a esserlo.
Grazie a lui anche il grande pubblico si è avvicinato a uno strumento difficile come il violoncello, seguendo con passione le sue esecuzioni in tutto il mondo.
La sua vita era stata "segnata" sin dalla nascita (il 27 marzo 1927 a Baku, nell'Azerbaijan), figlio com'era di una pianista e di un violoncellista della Scuola Centrale di Mosca. E infatti si era a lungo dedicato a entrambi gli strumenti oltre che alla direzione d'orchestra (in gioventù inoltre era stato anche compositore) per scegliere poi la brillante carriera di violoncellista che l'ha portato a suonare con interpreti leggendari come i pianisti Emil Grigoryevich Gilels, Sviatoslav Richter e il violinista Leonid Kogan.
 | | Rotropovich e la moglie Galina Vishnevskaya | Nel volontario esilio negli Stati Uniti con la moglie, la cantante Galina Vishnevskaya, inziato nel 1974, portò con sé lo strumento che suonava: uno Stradivari del 1711, considerato uno dei migliori esistenti al mondo. Con questo interpretò in particolare il repertorio classico dell'arco e il repertorio slavo dell'opera e dell'orchestra. A lui vennero dedicati brani di Prokofiev (il secondo concerto per violoncello e orchestra) e Shostakovich (ma anche Khachaturian, Lutoslawski e Dutilleux) e con quel violoncello rese la Patetica e l'Evgenij Onegin di Tchaikovsky con un'intensità profonda e quasi ineguagliabile.
Ricordiamo ancora che dal 1977 al 1994 fu direttore della National Symphony Orchestra di Washington.
Ma Rostropovich verrà ricordato anche come un forte oppositore del regime sovietico, amico dello scrittore Aleksandr Solzenicyn, che ospitò a casa sua per quattro anni, e del compositore Dimitri Shostakovic, che fu anche suo maestro e gli dedicò (come dicevamo) alcune composizioni.
Rostropovich ricordò recentemente così l'amicizia con Solzhenitsyn: "In Russia avevo tanti amici. Quando in Occidente fu pubblicata la mia lettera a favore di Solzhenitsyn, questi amici, quasi tutti, incontrandomi, voltavano la faccia e guardavano i muri, studiando meticolosamente il colore dell'intonaco".
Si riconciliò con la sua terra natale (pur mantenendo sempre la cittadinanza statunitense) grazie a Mikhail Gorbaciov.
Le tante registrazioni che trovate in commercio delle sue interpretazioni restano a testimonianza del suo grandissimo talento e della varietà del suo repertorio: Vivaldi, Tartini, Boccherini ma anche Debussy, Schumann, Schubert e praticamente tutti i grandi slavi del Novecento.
Sono reperibili anche numerosi album con opere da lui dirette e alcuni cd relizzati in collaborazione con la moglie.
Mstislav Rostropovich - la discografia di Wuz
Corriere della Sera - la notizia della morte con biografia
Repubblica - la notizia della morte con biografia
La Stampa - la notizia della morte con biografia
BBC News - la notizia della morte con biografia
Guardian Unlimited - la notizia della morte con biografia
Il sito del Museo Leopold and Mstislav Rostropovich a Baku
La scheda dedicata a Rostropovich dal sito della Deutsche Grammophon
| 27 aprile 2007 | | Di Giulia Mozzato |
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