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ARTICOLO


Lavoro: impossibile non parlarne



Il lavoro in tutti i sondaggi appare la prime delle preoccupazioni che attanagliano gli italiani. In pochi guardano al futuro con ottimismo, la maggior parte invece lo fa con ansia e talvolta con angoscia.
Nuovi i problemi che il terzo millennio ha presentato, nuovi i quesiti che si pongono le persone davanti alla fragilità della propria condizione lavorativa: saranno nuove anche le risposte?

Intervista a Gianni Pagliarini
Intervista a Don Andrea Gallo
Intervista a Tullio Avoledo
Intervista a Maria Cristina Colombo, Consulente del lavoro
Il lavoro sullo schermo: i film
Cinema &/e Lavoro: Festival cinematografico dell'Umbria
Siamo uomini o precari. Una rassegna cinematografica a Roma


Alcuni volumi, recentemente usciti, hanno preso in esame il mondo del lavoro e la sua precarietà, ne proporremo alla lettura, alcuni:

Breve storia del neoliberismo

Perché, dopo le grandi conquiste del secolo scorso, il mondo del lavoro sembra essere arretrato e dominato da  precarietà e incertezza? Forse leggendo con attenzione il bel saggio di David Harvey riusciremo a capirne il motivo.
Dagli anni Settanta il neoliberismo ha modificato il volto dell'economia e lentamente ma inesorabilmente ha modificato i poteri dei singoli stati, i mercati mondiali, l'etica stessa dei rapporti umani. "La deregolamentazione, la privatizzazione e il ritiro dello stato da molte aree d'intervento sociale sono stati estremamente diffusi." E inoltre: "La conversione al neoliberismo ha comportato tuttavia una ingente distruzione creativa, non solo di strutture e poteri istituzionali preesistenti (tanto da minacciare le forme tradizionali di sovranità statale) ma anche nell'ambito della divisione del lavoro, delle relazioni sociali, del welfare, degli assetti tecnologici, degli stili di vita e di pensiero, delle attività riproduttive, dell'attaccamento alla propria terra e degli atteggiamenti affettivi."
L'autore analizzando la svolta verso un imperialismo conservatore come quello imposto da Bush indica i rischi politici ed economici a cui stiamo andando incontro e valuta le alternative più attente alle problematiche sociali avanzate da diversi movimenti di protesta.
Edizioni il Saggiatore, 283 pag. - 22,00 €


Gli anni dell’incertezza

Per addentrarsi nei problemi del mondo del lavoro è utile avere a disposizione, almeno a grandi linee, il quadro economico internazionale del momento. È per questo che il saggio di Marcello De Cecco (edito da Laterza) che analizza l’instabilità della scena mondiale a partire dallo scoppio della bolla della new economy, passando per la guerra in Iraq e il sempre più alto prezzo del petrolio, sembra un corretto approccio al tema. Anche le scelte della Federal Riserve americana e quelle della Banca Centrale Europea appaiono sempre più discutibili a fronte dell’ascesa dei nuovi giganti dell’economia mondiale: i Paesi asiatici.
L’economia mondiale è davvero minata, oggi e nel futuro, da tante incognite e lo sviluppo potrà continuare a non avere limiti?
Marcello De Cecco, professore ordinario di Storia della finanza e della moneta alla Scuola Normale Superiore di Pisa  in questo libro affronta, con la competenza che gli è propria, problemi cruciali in campo economico. Quali sono le cause e quanto durerà questo clamoroso ritorno all'instabilità dopo anni di crescita apparentemente illimitata? O forse ci si deve finalmente porre il problema dei necessari limiti di questa crescita? Le prospettive per l’immediato futuro non paiono di certo molto rosee…
Edizioni Laterza, 325 pag. 18,00 €



Generazione mille euro

Nasce da internet e con i numerosissimi contatti ha creato una grande comunità, ora anche internazionale dato che proprio in questi giorni è uscita l’edizione tedesca e olandese del volume, un reality book che è nato dalla rete. Stiamo parlando di Generazione mille euro, un titolo che è già diventata un’espressione comune per indicare le nuove leve di lavoratori.  Autori sono Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa. Giovane architetto (è del 1974) il primo, “praticante seriale” avendo lavorato come grafico, web editor, redattore e autore tv, come dal suo sito si può evincere.
Alessandro Rimassa è nato nel 1975 e quindi è quasi coetaneo dell'amico coautore. Giornalista e autore televisivo lavora tra carta stampata, web, radio e tv: si presenta meglio sul suo sito.
L’idea di dar vita alla prima web community italiana di “milleuristi” è stata vincente. Nel forum hanno spazio (ma quanto bisogno hanno i ragazzi di raccontarsi?) testimonianze, proposte e scambi di opinione. La storia dei “lavoratori fluttuanti e dei praticanti seriali” è finita in prima pagina sull’International Herald Tribune e ne hanno parlato anche il Guardian e Le Monde.
Ecco in breve la trama del romanzo: Claudio, 27 anni, lavora (“precario a progetto”) come junior account nell’ufficio marketing di una multinazionale. Diventato specialista in “economia creativa” per non andare troppo spesso in rosso in banca, condivide affitto, spese e ansie con tre coetanei: Rossella che si parcheggia come babysitter aspettando un vero lavoro, Alessio che ha rinunciato al giornalismo accettando un posto fisso alla Posta e Matteo, eterno studente, mantenuto dai genitori. Idee, progetti, speranze, aspettative: Claudio è lo specchio di tanti ragazzi di questa generazione spesso trascurata.
Il 14 aprile i due autori, durante il Cuveglio Film Festival, premieranno il miglio cortometraggio della sezione "Generazione 1000 euro", dedicata ai lavori sul precariato lavorativo.
Edizioni Rizzoli, 164 pag., 9,50 €


I nuovi poveri. Storie di ordinaria emarginazione nell’Italia di oggi

Ma dall’ironia con cui si osserva la condizione dei giovani oggi, ecco un saggio che affronta un tema drammatico: le nuove povertà.
Il libro I nuovi poveri. Storie di ordinaria emarginazione nell’Italia di oggi è di Giampiero Beltotto, scrittore e giornalista, e di Giancarlo Giojelli, caporedattore e inviato di Rai Due che ha collaborato con tutti i poli televisivi (Rai, Mediaste, La 7) e che ha già pubblicato numerosi saggi. Questo volume è edito da Piemme.
L’Istat calcola che in Italia ci siano 7 milioni di poveri. Al Sud una famiglia su quattro è indigente e in tutti il Paese il 14,4% delle famiglie non sa come affrontare il suo crescente indebitamento.
Mancanza di mezzi di sussistenza, questa è la povertà: ma è anche solitudine, abbandono, emarginazione. Quelli che gli autori ci propongono in questo libro sono racconti in prima persona di chi vive in condizioni di miseria. C’è una trappola in cui cade chi guadagna troppo poco per affrontare spese impreviste e a cui le banche non fanno facilmente prestiti: è l’usura. Tante piccole imprese per colpa dello strozzinaggio falliscono, tanti commercianti ne sono vittima e tanti sono i suicidi di chi, disperato, non sa come far fronte alle impellenti richieste dei “cravattari”. Il giro d’affari è elevatissimo, praticamente pari a una Legge finanziaria.
La malattia, la depressione è anche povertà ed esclusione, ma c’è una categoria che gli autori chiamano “poveri per gioco” che rappresenta un caso sociale sempre più frequente: si tratta dei giocatori d’azzardo che per questa particolare “malattia” riescono a dilapidare interi patrimoni. Esiste però, ed è quella che ci interessa in modo particolare, una povertà nascosta, quella di chi lavora ma guadagna così poco da non riuscire ad arrivare alla fine del mese. “Circa 4,2 milioni di lavoratori guadagnano meno di 780 euro al mese. Ci sono 10 milioni di persone classificate povere con un reddito inferiore a 6.000 euro all’anno” e ancora “Le famiglie italiane che vivono in condizioni di povertà relativa sono 2.360.000, pari al 10% delle famiglie residenti. Un totale di 6.786.000 individui, l’11,8% dell’intera popolazione.” Ma guardiamo anche questa statistica: le famiglie che hanno come riferimento economico un lavoratore autonomo sono proporzionalmente meno povere (il 7,9%) rispetto a quelle dei lavoratori dipendenti (il 9,3%) e ci sono ancora più problemi se il referente è un pensionato (il 13,1%), se poi è un disoccupato la percentuale di povertà si fa ancora più alta (il 28,9%). Il libro fotografa altre storie di povertà dolorosa, dignitosa, disperata: ma, ci chiediamo, è questa la società del benessere? E per quanti lo è?
Edizioni Piemme, 206 pag. 12,90 €


Volevo solo vendere  la pizza

Altra realtà, altro libro: Volevo solo vendere  la pizza di Luigi Furini (Garzanti) con prefazione di Marco Travaglio, racconta le disavventure di un piccolo imprenditore. Dove è più facile aprire un’impresa? Nella classifica della Banca Mondiale, l’Italia è all’82° posto. La burocrazia, i costi, i bolli, le carte tutto rende già in sé un'impresa difficilissima aprire  una piccola e semplice impresa come un negozio di pizza da asporto. E una volta avviata l’attività bisogna fare i conti con i dipendenti... Talvolta, pur essendo da sempre dalla parte dei lavoratori, l'autore li prenderebbe a sberle e si porrebbe nei loro confronti come il peggiore dei reazionari...
Due anni e il nostro giornalista imprenditore chiuderà.
Questo libro è il resoconto, spesso ricco di aneddoti spassosi, dei due anni di attività di un inegnuo che “voleva solo vendere la pizza”.
Ecco una frase di Marco Travaglio che presenta con efficacia libro e realtà italiana: "Un ritratto del nostro Welfare straccione forgorante e impietoso, poiliticamente scorrettissimo proprio perché molto più autentico e realistico di qualunque trattato economico. vivamente consigliato ai politici e ai sindacalisti che vogliono guardarsi allo specchio e uscire dal loro polveroso Jurassic Park".
Edizioni Garzanti, 193 pag, 14,00 €


Élite e classi dirigenti in Italia

Se tante sono le disavventure dei poveracci, ma chiediamoci anche chi sono le classi dirigenti del nostro Paese: Élite e classi dirigenti in Italia a cura di Carlo Carboni (edito da Laterza), ce lo racconta. La prefazione di Pierluigi Celli sottolinea la necessità di meditare sul quadro che Carboni e il suo gruppo di lavoro fanno della dirigenza italiana: una fotografia in bianco e nero, piena di ombre e forse motivo principale per cui l’Italia è rimasta indietro rispetto a molti altri paesi europei.
Tutta maschile, prevalentemente del nord e del centro Italia, piuttosto vecchia e con problemi di ricambio, tende ad autolegittimarsi e presenta carenza di competenze e mancanza di aggiornamento.
Osservando un quadro del genere e constatando la mancanza di “anticorpi” c’è da preoccuparsi. “Il problema delle classi dirigenti di un paese è solo quello della sua cultura civile e della disponibilità a farsi carico del bene comune, almeno come cornice di riferimento”, cosa che in Italia, purtroppo invece non avviene, sottintende amaramente Celli, sottolineando anche : "Carboni e i suoi ci offrono una fotografia in bianco e nero del potere che andrebbe meditata".
Edizioni Laterza, XVIII-163 pag. 10,00 €


Cento lavori orrendi. Storie infernali dal mondo del lavoro

A cura di Dan Kieran
In questo volume vengono raccolte cento storie tratte da una rubrica aperta sulla rivista inglese The Idler, che per dieci anni “ha dato asilo e ascolto a tutti i lavoratori insoddisfatti, disillusi e avviliti”. Sono, come recita il sottotitolo, “storie infernali dal mondo del lavoro” che non necessariamente riguardano i ruoli e le professioni più umili, ma che coinvolgono anche certi lavori considerati “interessanti”. E si va dal modello al giardiniere, dall’autista all’assistente di laboratorio, dal lattaio al consulente per le risorse umane, dal designer per una rivista all’impiegata in un ospedale, passando attraverso a esperienze che intuitivamente già sembrano peggiori: verniciatore di camioncini, telefonista porno, benzinaio del turno di notte, allevatore di larve, ammazza-salmoni, raccoglitrice di aglio, controllore di vassoi di plastica, controllore di piselli, imbottigliatore di koala, perforatore di torte… quanti di questi non sapevamo neppure esistessero? E per tutti c’è almeno un grosso lato negativo, un inconveniente terribile e una classificazione finale, rappresentata da simboli che categorizzano questa professione come pericolosa o disgustosa o alienante, umiliante, inutile… Per consolarsi?
Traduzione di Chiara Stangalino
Edizioni Einaudi, 178 pag., 11,00 €


Fabbriche. Storie, personaggi e luoghi di una passione italiana

Così inizia il libro di Antonio Galdo, una raccolta di casi esemplari in quel variegato mondo legato alla fabbrica:
“Sono state le fabbriche della follia. Di una lucida, accecante pazzia che ha stravolto i connotati dell’Italia, fino a trasformare un Paese di agricoltori e di mezzadri in una opulenta potenza industriale. Allora, agli inizi del terribile Novecento insanguinato da due guerre mondiali, non esistevano le grandi banche d’affari, il denaro facile del capitalismo globale, la finanza che decide prodotti, mercati, consumi. Bisognava inventare e creare. Così una generazione di imprenditori (Stato compreso) si è tuffata a capofitto nel vortice della produzione in serie, delle catene di montaggio, delle ciminiere”. E ancora, “il romanzo della fabbrica è una storia straordinaria. Di uomini separati dalla lotta di classe, dal profitto e dal salario: ma uniti dalla consapevolezza che il loro destino dipendeva dal successo di una partita giocata insieme”.
E Galdo, attraverso alcuni esempi industriali presi nell’arco dei decenni, ci racconta l’evoluzione di un mondo che parte con l’acquisto da parte dei Pirelli dal terreno dove sorgerà la Bicocca per finire alle nuove realtà industriali, come la fabbrica della tv dove da anni si gira Un posto al sole.
Edizioni Einaudi 146 pag., 14,50 €


Professionisti e gentiluomini. Storia delle professioni nell’Europa contemporanea

La trasformazione del lavoro in Italia non coinvolge solamente i livelli medio-bassi ma anche il ruolo e la condizione dei professionisti. In Italia si dibatte ormai da molti anni sul tema della riforma delle professioni, ma per poter entrare nel vivo di questa discussione dobbiamo conoscerne meglio le radici e gli sviluppi più recenti. Maria Malatesta, docente di Storia contemporanea all'Università di Bologna ed esperta di storia delle professioni, ripercorre questa storia partendo dalla caduta degli antichi regimi e arrivando al 2006, non solo in Italia ma anche in Francia, Germania e Gran Bretagna. Si evidenziano così il mutamento professionale e i fattori che l'hanno provocato, in ambito legale, medico, contabile, ingegneristico. Una capitolo finale di grande interesse è dedicato al ruolo differente giocato da uomini e donne in questa storia e alla trasforazione epocale avvenuta con l'ingresso (spesso massiccio) delle donne in queste professioni prima esclusivo dominio maschile.
Edizioni Einaudi, 400 pag., 25,00 €


17 aprile 2007 Di Grazia Casagrande e Giulia Mozzato


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