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Premio Strega 2019: i dodici libri finalisti, tutti i segreti degli “stregati”

In principio erano in 57. Ora ai blocchi di partenza della lunga maratona di presentazioni che li porterà alla selezione dei finalisti sono in dodici, scelti dal Comitato direttivo del Premio. Quali saranno i cinque romanzi che si contenderanno lo Strega 2019? Cerchiamo di capirlo andando ad esplorare titolo per titolo, settimana dopo settimana, la mitica “dozzina”.

La decisione non sarà stata facile, ma il 17 marzo scorso, nel giorno di chiusura di Libri Come – Festa del Libro e della Lettura, sono stati annunciati i dodici libri candidati alla LXXIII edizione del Premio Strega. Il Comitato direttivo del Premio – composto da Pietro Abate, Giuseppe D’Avino, Valeria Della Valle, Ernesto Ferrero, Simonetta Fiori, Alberto Foschini, Paolo Giordano, Melania G. Mazzucco (presidente), Gabriele Pedullà, Stefano Petrocchi, Marino Sinibaldi e Giovanni Solimine – li ha selezionati tra i quasi sessanta titoli di narrativa in lingua italiana (pubblicati tra il 1 marzo 2018 e il 28 febbraio 2019) proposti quest’anno dagli Amici della domenica, la giuria storica del premio composta da 400 personalità del mondo della cultura italiana (scrittori e giornalisti, studiosi, artisti, registi di cinema e teatro).

strega baronciani 670x954Il manifesto del Premio Strega 2019 realizzato da Alessandro Baronciani.


La dozzina 2019


Quali sono i dodici libri selezionati? Ecco una veloce carrellata con qualche nota tratta dalle motivazioni fornite per la loro candidatura. A partire dalla scorsa edizione, infatti, ogni Amico della domenica aveva la possibilità di segnalare, con il consenso dell’autore, un’opera ritenuta meritevole di concorrere (senza più alcuna necessità di associarsi a un altro giurato), fornendo però, insieme alla segnalazione, un breve giudizio critico.

- Valerio Aiolli, Nero ananas (Voland), proposto da Luca Formenton

«Verosimiglianza e realtà si confondono in quest’opera, che ha il merito di essere riuscita in un’impresa senza dubbio difficile: restituire quel periodo [dalla strage di piazza Fontana alla strage della Questura di Milano, N. d. R.] della nostra coscienza culturale e storica senza cedere alla pura mediazione della cronaca, ma mettendo in scena una narrazione corale, universale – a volte intimamente vertiginosa.»

aiolliLa copertina di Nero ananas di Valerio Aiolli.
- Paola Cereda, Quella metà di noi (Perrone), proposto da Elisabetta Mondello

«Un romanzo intenso e coinvolgente, ambientato nella Torino dei nostri giorni, in cui si muovono una folla di personaggi a cui Paola Cereda affida il compito di narrare le contraddizioni e le difficoltà della condizione contemporanea. Il romanzo […] pagina dopo pagina diviene la narrazione della condizione liminare che, in alcune fasi della vita, tutti dobbiamo affrontare.»

Leggi la nostra recensione di Quella metà di noi

ceredaLa copertina di Quella metà di noi di Paola Cereda.
- Benedetta Cibrario, Il rumore del mondo (Mondadori), proposto da Giorgio Ficara

«Fondato su minuziosi studi d’archivio e sostenuto da una verve narrativa personalissima, il lavoro di Benedetta Cibrario ci mostra un punto di vista non convenzionale sul Risorgimento: Anne Bacon, inglese malinconica e operosa in un piccolo Piemonte aristocratico, è un personaggio originale in grado di registrare e testimoniare […] ogni impulso di una straordinaria evoluzione storica.»

cibrarioLa copertina de Il rumore del mondo di Benedetta Cibrario.
- Mauro Covacich, Di chi è questo cuore (La nave di Teseo), proposto da Loredana Lipperini

«Di chi è questo cuore supera i confini di quella che oggi chiamiamo autofiction iscrivendosi in un progetto artistico che Covacich persegue da anni, e si pone anzi come culmine della sua intera opera […] un’esplorazione lucida e inquieta, che può soffermarsi a scrutare il mondo degli affetti e sollevarsi a guardare lontano, verso le piccole e grandi indifferenze del nostro presente. […] Per linguaggio, stile, profondità e innovazione formale, […] si pone tra le prove più alte nel panorama letterario contemporaneo.»

covacichLa copertina del libro Di chi è questo cuore di Mauro Covacich.
- Claudia Durastanti, La straniera (La nave di Teseo), proposto da Furio Colombo

«Il romanzo merita attenzione per tre aspetti del tutto insoliti (oltre all’insolito percorso biografico e di lavoro dell’autrice, che è e non è una straniera). Il primo aspetto è certamente il linguaggio. […] Una seconda ragione è la storia […] Infine merita attenzione il talento espressivo (che non è il linguaggio, ma la costruzione del racconto) che rende La Straniera non una raccolta di memorie, ma il punto in cui nasce (anche, ma non solo da ciò che è accaduto) una storia nuova.»

durastantiLa copertina de La straniera di Claudia Durastanti.
- Pier Paolo Giannubilo, Il risolutore (Rizzoli), proposto da Ferruccio Parazzoli

«Per la perturbante libertà di quanto è narrato e per la forza del racconto, il libro di Pier Paolo Giannubilo si presenta come una sorprendente novità. L’autore chiede di seguirlo attraverso i percorsi del protagonista dall’inaspettato cognome: Gian Ruggero Manzoni è, infatti, il pronipote di Alessandro. […] Difficile trovare oggi nella narrativa italiana chi abbia, come Pier Paolo Giannubilo, un vivificante senso anarchico della letteratura, la libertà di trasformare la realtà in finzione e la finzione in realtà.»

giannubiloLa copertina de Il risolutore di Pier Paolo Giannubilo.
- Marina Mander, L’età straniera (Marsilio), proposto da Benedetta Tobagi

«Perché leggiamo romanzi? Come antidoto alla solitudine esistenziale, per trovare, nelle pagine, noi stessi; per poterci riconoscere […] Per vivere “vite che non sono la mia”, incontrare l’alterità totale […]. Il primo elemento di grande fascino de L’età straniera di Marina Mander sta nel fatto di consentirci entrambe le esperienze […]. Marina Mander ci mostra il mondo attraverso […] uno sguardo invecchiato dal precoce disincanto e insieme fresco, persino ingenuo, nei mille dubbi di chi si affaccia alla vita.»

manderLa copertina de L'età straniera di Marina Mander.
- Eleonora Marangoni, Lux (Neri Pozza), proposto da Sandra Petrignani

«Marangoni conosce l’arte finissima di rendere reale l’immaginario […] come di ogni libro complesso, non è facile parlare di Lux: è stravagante, allegro e malinconico, sapiente e leggero. C’è dentro una voce sferzante, ironica, saggia, che si muove sul solido terreno di radici letterarie comuni per proiettarsi in un oltre giovanissimo e carico di futuro.»

marangoniLa copertina di Lux di Eleonora Marangoni.
- Cristina Marconi, Città irreale (Ponte alle Grazie), proposto da Masolino d’Amico
«La storia di Alina è quella di una formazione anche sentimentale in mezzo a esponenti della fauna internazionale che agisce nella città [Londra, N. d. R.] non poi tanto irreale del titolo, sempre descritti con un occhio attento a molti particolari rivelatori e con una prosa autorevole, da scrittore in pieno controllo del suo strumento espressivo.»

marconiLa copertina di Città irreale di Cristina Marconi.
- Marco Missiroli, Fedeltà (Einaudi), proposto da Sandro Veronesi

«Ci sono romanzi che sembrano provenire dal futuro. Romanzi che sembrano ritornare a noi, qui e oggi, da un tempo nel quale finalmente molti problemi sono stati risolti, cioè ricondotti alla propria perduta, primordiale naturalezza. Di questi romanzi si usa dire che “fanno epoca”. Fedeltà di Marco Missiroli è uno di essi […]. La sofferenza in questo romanzo è come la miseria in Céline: è liberatoria, viene voglia di viverla.»

missiroliLa copertina di Fedeltà di Marco Missiroli.
- Antonio Scurati, M. Il figlio del secolo (Bompiani), proposto da Francesco Piccolo
«Il racconto corale, con al centro la figura di Benito Mussolini, compie il miracolo di farci comprendere come i fatti prendano consistenza e poi potenza in pochi anni, con la complicità dell’indifferenza e della superficialità di un intero popolo. […] M. di Antonio Scurati è un evento nella letteratura italiana, uno dei romanzi importanti dei nostri anni, che merita per questo non solo di partecipare al Premio Strega ma di vincerlo.»

Leggi la nostra recensione di M. Il figlio del secolo

scuratiLa copertina di M. Il figlio del secolo di Antonio Scurati.
- Nadia Terranova, Addio fantasmi (Einaudi), proposto da Pierluigi Battista

«In questo romanzo emozionante e profondo Nadia Terranova […] torna a Itaca-Messina perché attraverso gli oggetti della sua infanzia, gli odori e i colori della sua città, l’atmosfera della casa che la madre ha deciso di mettere in vendita, può finalmente fare i conti con se stessa e con il fantasma di un padre che non c’è più. E mettere a punto, nel tratto di mare che separa Scilla e Cariddi, la cerimonia degli addii indispensabile per continuare a vivere.»

terranovaLa copertina di Addio fantasmi di Nadia Terranova.
Nelle prossime settimane, recensione dopo recensione, anche noi cercheremo di aiutarvi ad orientarvi nella lettura dei dodici pesi massimi del premio letterario più conosciuto e ambito d’Italia. Perché lo Strega è sempre lo Strega.


La lunga strada fino alla premiazione

Ma non è finita qui. È solo all’inizio il percorso che porterà i dodici candidati alla prima votazione e alla selezione dei cinque finalisti.
La prima presentazione dei libri in concorso sarà a Benevento, la città del Liquore Strega, il 12 aprile. Il 13 aprile, al Teatro della Legalità di Casal di Principe, la dozzina sarà presentata alle scuole della Campania.
È l’inizio di un lungo tour che tra maggio e giugno porterà gli autori candidati in numerosi festival e rassegne letterarie (tra cui La grande invasione a Ivrea, La città dei lettori a Firenze, Letterature Festival Internazionale a Roma, Letteratura Festival a Salerno) al teatro Il Maggiore di Verbania e nelle città di Parigi e Lione, dove saranno ospiti dei rispettivi Istituti italiani di cultura.

I “dodici” saranno votati da una giuria composta da:
- 400 Amici della domenica
- 200 votanti all’estero selezionati da 20 Istituti italiani di cultura
- 40 lettori forti selezionati da 20 librerie associate all’ALI
- 20 voti collettivi di biblioteche, università e circoli di lettura (15 circoli coordinati dalle Biblioteche di Roma)
per un totale di 660 votanti.
Dal 2009 anche la Società Dante Alighieri esprime uno dei voti collettivi che contribuiscono all’elezione della cinquina e del vincitore. L’autore più votato dalla Dante riceverà in giugno a Roma un riconoscimento speciale e sarà ospite nei mesi successivi dei comitati esteri coinvolti.

La prima votazione, che selezionerà la cinquina dei finalisti, si terrà il 12 giugno nel Tempio di Adriano – Camera di Commercio di Roma, e non, come da tradizione, nella sede della Fondazione Bellonci, a causa dei lavori di ristrutturazione. Come ogni anno, invece, la votazione per l’elezione del vincitore si svolgerà il 4 luglio al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e in diretta su Rai 3.

E noi non vediamo l’ora di scoprire il vincitore di quest’anno!

Strega baronciani pre 670x947L'anticipazione del manifesto del Premio Strega 2019 realizzata da Alessandro Baronciani.


Articolo di Francesca Barbalace

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