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Robinson: i contenuti del primo numero 

Trasmette l’idea di una certa luminosità Robinson, il nuovo inserto culturale de la Repubblica: sarà il colore ceruleo della copertina che incornicia la foto di Wislawa Szymborska – appoggiata a un albero che svetta in alto –, saranno l’uso sapiente del bianco o la geometria della grafica, agevolata da un font spesso e aggraziato. Una rivista di ampio respiro che, per rimanere nell’area semantica, sembra davvero portare una ventata d’aria fresca, non solo per la cura estetica – belle le foto, mai eccessivi i colori – ma anche per la fruibilità degli articoli. Le numerosissime firme blasonate garantiscono infatti una qualità impeccabile e una scorrevolezza che “plana sulle cose dall’alto”, per parafrasare un tipo che si intendeva di leggerezza; la novità rappresentata dalla recensione di un punto di riferimento del web come Casa Lettori è rimasta isolata: in fondo, però, è solo il primo numero di quello che, si spera, diventerà un inserto separato dal quotidiano.

Nel dettaglio, la rivista si apre con un testo del direttore Mario Calabresi, che fa da corredo a un articolo di Toni Morrison. L’autrice premio Nobel interpreta la vittoria di Donald Trump come un tentativo di restituire alla whiteness il suo “prestigio perduto di marcatore dell’identità nazionale”, e ricorda che già Faulkner aveva intuito questi meccanismi in Assalonne, Assalonne!.

Seguono un brano sulle mappe di Alessandro Baricco, un curioso pezzo di Michele Smargiassi sugli zerbini, un’analisi di Francesco Paolo De Ceglia sul mutamento della fede dalla religione alla scienza e un testo di Nadia Fusini sull’algoritmo che ha permesso di dimostrare che Marlowe è stato coautore dell’Enrico IV.

Ma, dopo il paginone dedicato alla Szymborska a firma di Roberto Saviano e Wlodek Goldkorn, è la sezione Critiche a colpire: innanzitutto per il bellissimo titolo, quasi desueto, che sembra riecheggiare un’epoca passata alla quale al giorno d’oggi si guarda con un pizzico di orrore – il richiamo agli intellettuali, alla critica letteraria, a cose vecchie, polverose e spocchiose. In secondo luogo, perché lo spazio dedicato ai libri è davvero sostanzioso, e non sembri scontato dato che negli inserti culturali è palese ci sia una diminuzione delle recensioni a favore di articoli di cultura più generale. Protagonisti, tra gli altri, “Anatomia di un soldato” di Harry Parker, SUR edizioni (di cui parla Andrea Bajani), “Breve storia delle donne” di Jacky Fleming (Corbaccio), “L’astragalo” di Albertine Sarranzin (Bompiani), insomma un succoso potpourri da cui attingere.
Le pagine d’arte sono firmate niente meno che da Melania Mazzucco e Natalia Aspesi e non manca, alla fine, la classifica dei libri più venduti.

Si può dire che Robinson non abbia deluso le aspettative: il tenore è molto alto e riesce a coniugare ricchezza di contenuti e leggibilità. Chissà se anche i seguiti saranno degni di questo primo, scoppiettante inizio.

A cura di Federica Urso

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