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EROTISMO - Aforismi, frasi, citazioni dalla letteratura non solo erotica


Takato Yamamoto Shunga V


  • «Dell'erotismo si può dire che è l'approvazione della vita fin dentro la morte.»
    Georges Bataille - L'erotismo, 1957

  • «Quella notte scoprii il piacere inverosimile di contemplare il corpo di una donna addormentata senza le urgenze del desiderio o gli intralci del pudore.»
    Gabriel García Márquez - Memoria delle mie puttane tristi, 2004

  • «Mi sembra certo che lo sbocco normale dell'erotismo è l'assassinio.»
    Julien Green - Diario, 1938-1955

  • «Le ragazze del Convento ballano, slanciano le braccia sopra la testa, fanno questo e quest'altro. Fanno grandi sorrisi e qualche urletto ma non guardano nessuno. Soltanto i corpi che ondeggiano.»
    Toni Morrison - Paradiso, 1998

  • «Con un profondo gemito di piacere o di dolore, capitolò senza condizioni, calandosi finalmente nel ruolo che la vita aveva studiato per lui: quello dell'angelo martirizzato, fragile nel fisico e mansueto nel carattere, da accarezzare e picchiare, da cullare e insultare, capace di ispirare, in chi era attratto da lui e in chi lo attraeva, il desiderio di proteggere, e allo stesso tempo di profanare, l'innocenza che all'inizio era parsa tanto seducente.»
    Gilbert Adair - The Dreamers, 2003

  • «Non sapeva che, quando in una donna l'erotico e il tenero si mescolano, danno origine a un legame potente, quasi una fissazione.»
    Anaïs Nin - Elena

  • «L'erotismo è una delle basi di conoscenza di sé, tanto indispensabile quanto la poesia.»
    Anaïs Nin - Essere donna e altri saggi, 1977

  • «In principio era il sesso... In principio era il verbo... No, in principio era il sesso.»
    Antonio Gramsci - Cronache teatrali da Letteratura e vita nazionale, pubblicato nel 1950

  • «La biancheria nera, erotismo per i poveri.»
    Guido Ceronetti - Pensieri del tè, 1987

  • «Una forza stranissima si insinua / nelle mie labbra docili e le incurva; / io ruoto, sento, sul mio desiderio / schiava di un magnetismo che mi ha vinta. / La corsa dopo invaderà il mio corpo / che la esercita in sé, nel suo tormento, / per superare ciecamente il solco / dove tu, assente, non puoi più fiorire. / Ardo di mille musiche diverse, / ma dove è tempo di un incontro nuovo, / resiste il “poter essere” di te.»
    Alda Merini - Lirica, La presenza di Orfeo, 13 marzo 1949

  • «I cinquant'anni sono come l'ultima ora del pomeriggio, quando il sole tramontato ci dispone spontaneamente alla riflessione. Nel mio caso, tuttavia, il crepuscolo mi induce al peccato. Forse per questo, arrivata alla cinquantina, medito sul mio rapporto con il cibo e l'erotismo, le debolezze della carne, che più mi tentano, anche se, a ben guardare, non sono quelle che più ho praticato.»
    Isabel Allende - Afrodita, 1998

  • «Il piacere carnale più intenso, goduto senza fretta in un letto disordinato e clandestino, combinazione perfetta di carezze, risate e giochi della mente, sa di baguette, prosciutto, formaggio francese e vino del Reno. Ognuno di questi tesori della cucina fa comparire davanti a me un uomo in particolare, un antico amante che ritorna insistente come un fantasma desiderato a infondere una certa luce malandrina nella mia età matura.»
    Isabel Allende - Afrodita, 1998

  • «A un tratto ha uno sguardo alterato, falso, intrappolato nel male, nella morte. Gli dico di avvicinarsi, di ricominciare a prendermi. Si avvicina. Sa di tabacco inglese, di profumo di lusso, di miele, la pelle ormai ha preso l'odore della seta, l'odore fruttato del tussor di seta, l'odore dell'oro. Lo desidero. Gli dico il desiderio che ho di lui. Aspetta, dice. […] Diventa violento, un sentimento disperato lo scuote, mi si getta addosso, morde i seni di bambina, grida, insulta. Chiudo gli occhi per l'intensità del piacere. Penso: è abituato, non fa altro nella vita, fa solo l'amore, solo questo. Le mani sono abili, meravigliose, perfette.»
    Marguerite Duras - L'amate, 1984

  • «L'unica era guardarla allontanarsi. I capelli scuri che ricadevano sulle spalle. Le braccia nude. La schiena, il sedere, le gambe, le caviglie, i deliziosi sandali bianchi. Ripercorse mentalmente segmenti dell'accaduto - parole, momenti, sguardi - ma gli mancava la concentrazione per trasformarli in qualcosa che non fosse motivo di tormento.»
    Geoff Dyer - Amore a Venezia, morte a Varanasi, 2009

  • “Setzuko era diversa. Per sentirsi veramente viva aveva bisogno di qualcosa simile a una poesia. Una poesia squisitamente erotica. Un concetto il più vicino possibile a una sensazione carnale. Non, come accade agli uomini, un’idea che si trasforma in sensazione carnale, bensì una sensazione carnale che si trasforma in idea, che prende a rifulgere come un gioiello di carne...”
    Mishima Yukio - Una virtù vacillante, 1957

  • «Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.
    Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.»
    Vladimir Nabokov - Lolita, 1955

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13 luglio 2012  

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