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ARTICOLO

Romanzo criminale


Un libro e un film che raccontano l'Italia dei tanti misteri


Gli anni Settanta e le tante ombre che li hanno attraversati.
Tre giovani delinquenti, il Libanese, il Freddo, il Dandi, organizzano una banda che grazie ai collegamenti con la mafia e ancor più con i servizi segreti diventa il centro di controllo di tutto il traffico della droga che passa per l’Italia: è la famigerata banda della Magliana.

Solo un commissario, nel film interpretato da un ottimo Stefano Accorsi (“Con questo personaggio Accorsi è un uomo” ha detto Michele Placido, ha cioè abbandonato il cliché giovanile con cui si era imposto al pubblico), decide di usare ogni mezzo per interrompere quella escalation criminale che sta insanguinando Roma. Ogni mezzo:  Scialoja/Accorsi osa mettere in gioco i suoi sentimenti e la sua persona.
Ma l’elemento disgregante sorge anche dall’interno della banda, la stanchezza, l’ebbrezza del potere, il disgusto che nasce dal confronto per una realtà diversa da quella immaginata…
Chi muore, chi si allontana, chi vuole vendetta: la vita e la morte continuano perché siamo di fronte appunto a un “romanzo criminale”.

Ma la documentazione da cui è partito Giancarlo De Cataldo (non si deve mai dimenticare che è un magistrato) nello scrivere il suo libro e nell’adeguarlo alla realizzazione cinematografica di Michele Placido è assolutamente ampia e seria. Pochissimo è stato lasciato alla fiction, tutto è maledettamente reale. E se già nello scrivere l’autore aveva presente in modo significativo il linguaggio cinematografico, il film è la piena realizzazione del suo intento.

Placido ha creduto subito che potesse uscire da quel libro un’opera di grande spessore e significato, filmico e civile, e i risultati gli hanno dato ragione.
Innumerevoli i riconoscimenti ufficiali. Ben otto i David di Donatello ottenuti: per la miglior sceneggiatura Stefano Rulli, Sandro Petraglia, lo stesso Giancarlo De Cataldo insieme a Michele Placido; Luca Bigazzi per la fotografia; Pierfrancesco Favino come miglior attore non protagonista; Paola Comencini per la scenografia; Nicoletta Taranta per i costumi; Esmeralda Calabria, per il montaggio; la società Proxima per gli effetti speciali visivi; e Michele Placido ha ottenuto anche il David Giovani.


Romanzo criminale ha rappresentato l’Italia al Festival di Berlino e di sicuro è uno dei film (così come lo è stato il romanzo) che meglio hanno descritto l’Italia violenta di quegli anni: per questo vederlo può essere più efficace dell’assistere a una lezione di storia.



Guarda i trailers sul sito ufficiale del film


19 maggio 2006 Di Grazia Casagrande


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