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ARTICOLO

Antonia Pozzi, a cento anni dalla nascita il ricordo di una vita per la poesia

Nasceva a Milano il 13 febbraio 1912, cento anni fa, Antonia Pozzi, poetessa fragile e inquieta. Moriva a soli ventisei anni, segnata da una profonda ferita d'amore e da un'angoscia oscura. Consapevole di essere inadatta alla vita, senza una fede e una prospettiva, Antonia si suicida quando capisce che neanche la poesia potrà più salvarla. "Vivo della poesia come le vene vivono del sangue", si legge in un appunto del suo diario.


All'ultimo tumulto dei binari
hai la tua pace, dove la città
in un volo di ponti e di viali
si getta alla campagna
e chi passa non sa
di te come tu non sai
degli echi delle cacce che ti sfiorano.
Pace forse è davvero la tua
e gli occhi che noi richiudemmo
per sempre ora riaperti
stupiscono
che ancora per noi
tu muoia un poco ogni anno
in questo giorno.


Vittorio Sereni, 3 dicembre (in Frontiera), in memoria dell'amica Antonia Pozzi


Antonia Pozzi cresce in una famiglia colta e raffinata. Suo padre è l’avvocato Roberto Pozzi, sua madre la contessa Lina, figlia del conte Antonio Cavagna Sangiuliani di Gualdana e di Maria Gramignola. Fin da bambina, Antonia avrà con la nonna materna (figlia di Elisa Grossi, a sua volta figlia del più famoso Tommaso) e le zie, un rapporto di grande affetto e di intesa.
Gli anni del liceo segneranno la vita di Antonia: stringe una forte amicizia con Lucia Bozzi ed Elvira Gandini, incomincia a dedicarsi con assiduità alla poesia, conosce l'amore. Nel 1927, al primo anno di liceo, Antonia rimane affascinata dal professore di greco e latino, Antonio Maria Cervi, e inizia con lui una storia d'amore osteggiata fortemente dal padre e destinata a naufragare tragicamente.


Dopo il liceo, Antonia si iscrive all'Università statale di Milano, nella facoltà di lettere e filosofia, e per alcuni anni frequenta l'ambiente culturale fervido e stimolante che si raccoglieva sotto i portici delle università milanesi. Ebbe intensi rapporti di amicizia con Vittorio Sereni, Remo Cantoni, Dino Formaggio, Guido Morselli, e molti altri intellettuali dei migliori circoli milanesi, e si laurea con il maestro Antonio Banfi con una tesi sulla formazione letteraria di Flaubert.

Nel 1937 Antonia inizia l'insegnamento presso l’Istituto Tecnico Schiaparelli, mentre la sua vita sembra scorrere tranquilla, piena di impegni. Tra i vari progetti in cantiere, c'è anche un romanzo sulla storia della Lombardia a partire dalla seconda metà dell’Ottocento. Nel corso degli anni si era specializzata nella fotografia, cercando di cogliere con l'obiettivo l'anima eterna ed essenziale delle cose della natura, così come aveva cercato di fare con la poesia. Fin da piccola, aveva coltivato un grande amore per la montagna, trascorrendo per anni le vacanze a Pasturo, paesino ai piedi della Grigna. La natura è per Antonia un vero e proprio rifugio interiore a fronte di una situazione politica e sociale cupa, senza futuro: ne abbiamo testimonianza in intense pagine di poesia e prosa, e in scatti lirici ed evocativi.


L'apparenza nasconde un malessere e una solitudine che la sta consumando lentamente. Negli ultimi anni, Antonia si sente stretta in una morsa fatale. La poesia Grido, datata 10 febbraio 1932, esprime drammaticamente l'angoscia della sua situazione:

Non avere un Dio
non avere una tomba
non avere nulla di fermo
ma solo cose vive che sfuggono –
essere senza ieri
essere senza domani
ed acciecarsi nel nulla –
– aiuto –
per la miseria

che non ha fine –


È un grido disperato per un dolore che non trova sollievo né nella fede né nella potenza della parola poetica. Antonia Pozzi si toglie la vita il 3 dicembre 1938, senza aver mai pubblicato una poesia e senza aver mai ricevuto il riconoscimento letterario che meritava.
Di Antonia Pozzi si conoscono attualmente più di trecento composizioni e duemilaottocento immagini fotografiche.

I libri di Antonia Pozzi in catalogo





In occasione del centenario dalla nascita di Antonia Pozzi, molti eventi sono stati organizzati a Milano per ricordare una poetessa dall'intensità lirica ineguagliabile. Dal 3 al 19 febbraio 2012 al Teatro Franco Parenti una serie di iniziative (una mostra, un incontro, uno spettacolo teatrale e una proiezione) a cura di Elisabetta Vergani e Maurizio Schmidt rivisiteranno la vita e l’opera poetica e fotografica di Antonia Pozzi.


Ancora propone la nuova edizione riveduta e ampliata di uno dei saggi più importanti fra quelli che hanno segnato la clamorosa riscoperta della poetessa milanese. Per troppa vita che ho nel sangue di Graziella Bernabò è una biografia critica che ricostruisce la travagliata vicenda umana di Antonia Pozzi con un appassionante andamento narrativo, ma anche con un particolare rigore filologico e storico nell’utilizzazione di tutti i documenti disponibili e delle numerose testimonianze, rilasciate appositamente per la stesura di questo saggio.


I libri di Antonia Pozzi in catalogo

Per saperne di più: Tutte le opere di Antonia Pozzi, Garzanti 2009


13 febbraio 2012  


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