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HOME | mercoledì 22 febbraio 2012 |
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Unità d'Italia 1861 - Riassunto Riassunto dell'Unità d'Italia (1859-1861) - Giuseppe Garibaldi, Cavour, Vittorio Emanuele II, Napoleone III, Giuseppe Mazzini, Roma capitale, Regno d'Italia, Spedizione dei Mille.
LA FORMAZIONE DELL'UNITÀ (1859-1861)
II guerra di indipendenza
> 1859 II generale austriaco Giulay tenta di prevenire l'arrivo dei Francesi, ma viene fermato dall'allagamento del Vercellese e della Lomellina. Congiungimento dell'esercito piemontese e di quello francese giunto dalle Alpi e dalla Riviera genovese. > 20 maggio Vittoria dei Franco-piemontesi a Montebello. > 23 maggio Garibaldi con i volontari «Cacciatori delle Alpi» varca il Ticino a Sesto Calende. Battaglia di Varese e di S. Fermo. > 30/31 maggio Vittorioso fatto d'armi piemontese a Palestro. > 4 giugno I Franco-piemontesi, varcato il Ticino a Boffalora, battono gli Austriaci nella battaglia di Magenta. Successo del generale Mac Mahon. > 8 giugno Vittorio Emanuele II e Napoleone III entrano in Milano. Ritirata austriaca nel Quadrilatero; il comando è assunto personalmente dall'imperatore Francesco Giuseppe. > 23-24 giugno Battaglia di S. Martino e Solferino. Ritirata austriaca. La scarsa popolarità della guerra in Francia, osteggiata dalla corte e dall'imperatrice, il pericolo di un intervento prussiano, la preoccupazione di Napoleone III che l'Italia (moti annessionistici del Centro) si avvii all'unità, spingendosi così oltre i limiti convenuti a Plombières, inducono l'imperatore francese a porre termine alla guerra col > 11 luglio Convegno di Villafranca. I due imperatori stipulano l'armistizio. Cessione della Lombardia fino al Mincio alla Francia, perché la consegni a Vittorio Emanuele II. Dimissioni di Cavour. > 10 novembre Pace di Zurigo. Clausola della restaurazione dei legittimi sovrani nell'Italia Centrale (ma senza intervento armato). Le decisioni relative alla situazione italiana sono demandate a un congresso delle grandi potenze.
I moti dell'Italia Centrale e le annessioni
> 27 aprile 1859 Una grande manifestazione popolare a Firenze guidata dal mazziniano Giuseppe Dolfi convince il Granduca ad abbandonare la città. Governo provvisorio presieduto da Bettino Ricasoli. Carlo Buoncompagni, commissario di Vittorio Emanuele II, non accetta la «dittatura» offerta al re dai Fiorentini. I ducati cacciano i loro sovrani; insurrezione di Bologna e delle Legazioni; repressione delle truppe pontificie nelle Marche e in Umbria (eccidio di Perugia). A Parma, Modena e Bologna, dopo il richiamo dei commissari piemontesi (in base agli accordi di Villafranca), si formano le «dittature» di Manfredi, Farini e Cipriani, e viene costituita (insieme alla Toscana) una forza militare comune agli ordini di Manfredo Fanti e Garibaldi. Il fallimento dei piani napoleonici (confederazione italiana, sotto l'egemonia francese) sull'Italia orienta il governo britannico a favore della soluzione unitaria. > 21 gennaio 1860 Ritorno al potere di Cavour, che succede al ministero Lamarmora-Rattazzi. Cavour indice i plebisciti in Emilia e Toscana. > 11/12 marzo La Toscana (con 366.571 voti contro 19.869) e l'Emilia (con 462.000 voti contro 1056) votano l'annessione al Piemonte. > 15 aprile Nizza e Savoia votano con un plebiscito per l'annessione alla Francia.
Spedizione dei Mille
A Ferdinando II di Napoli succede, nel 1859, il figlio Francesco II, incapace di dominare la difficile situazione interna.
> 4 aprile 1860 I rintocchi del campanile della Gancia danno il segnale della rivolta a Palermo. Il moto, represso in città, dilaga nelle campagne siciliane; il mazziniano Rosolino Pilo contribuisce a tenere desta la rivolta; Francesco Crispi incita Garibaldi a uno sbarco. > 5-6 maggio Garibaldi salpa dallo scoglio di Quarto (Genova) con un migliaio di volontari (camicie rosse) sulle navi «Lombardo» e «Piemonte». Cavour, che non approva le intenzioni del generale, tenta invano di fermarlo, mentre l'iniziativa trova consenziente Vittorio Emanuele. > 11 maggio Dopo una sosta a Porto Talamone, dove viene sbarcato un piccolo gruppo (Zambianchi) per tentare una spedizione contro lo Stato Pontificio, Garibaldi approda a Marsala. Navi inglesi ancorate nel porto favoriscono lo sbarco. > 13 maggio Proclama di Salemi; Garibaldi assume la dittatura dell'isola in nome di Vittorio Emanuele II. > 15 maggio Vittorioso scontro a Calatafimi. Il popolo accoglie con entusiasmo il liberatore. > 30 maggio Dopo una dura lotta di tre giorni, cui partecipa anche la popolazione della città, i garibaldini conquistano Salemi. Impadronitosi della Sicilia, Garibaldi varca lo Stretto di Messina e risale vittoriosamente la penisola verso Napoli mentre l'esercito borbonico si sgretola. > 7 settembre Entrata trionfale a Napoli. I successi del dittatore preoccupano le cancellerie europee, tanto più che Garibaldi ha intenzione di marciare su Roma. Cavour ne approfitta per strappare a Napoleone III il consenso a una spedizione piemontese nelle Marche e nell’Umbria. > 18 settembre I Piemontesi (generale Cialdini) sconfiggono le deboli truppe pontificie a Castelfidardo. Caduta di Ancona. > 8 novembre Vittorio Emanuele, giunto nel Napoletano attraverso gli Abruzzi, si incontra a Teano con Garibaldi che rimette nelle mani del re il Mezzogiorno e parte per Caprera. > 1860, ottobre-novembre Nuovi plebisciti sanzionano l'annessione del Regno di Napoli, delle Marche e dell'Umbria. > 1861, gennaio-marzo Cessa l'estrema resistenza borbonica a Gaeta e Messina.
> 17 MARZO CON VOTAZIONE UNANIME, IL PARLAMENTO TORINESE PROCLAMA VITTORIO EMANUELE II «PER GRAZIA DI DIO E VOLONTÀ DELLA NAZIONE» RE D'ITALIA.
> 27 marzo Dopo un discorso di Cavour («libera Chiesa in libero Stato») la Camera proclama Roma capitale del Regno d'Italia. > 6 giugno 1861 Morte di Cavour.
Fonte: Atlante storico. Cronologia della storia universale dalle culture preistoriche ai giorni nostri, Garzanti Libri
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