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Intervista esclusiva a Franz Di Cioccio

Progressive mania



Breve storia di un genere che dalla PFM ai Genesis continua a piacere e vendere.
Ce ne parla in un'intervista molto interessante un protagonista della scena italiana, Franz Di Cioccio, grande batterista della Premiata Forneria Marconi. E in questa pagina una breve storia, qualche link per saperne di più e una discografia di riferimento.


Perché si vendono ancora molto i titoli legato al rock progressivo degli anni ’70? E perché tornano ora in auge gruppi anche italiani dimenticati per alcuni anni? È come un’onda che travolge gli altri generi musicali, portando i Pink Floyd (anche singolarmente, vedi Roger Waters e David Gilmour) ancora in vetta alle classifiche di vendita, distanziati di poco (ci riferiamo alla classifica relativa a un anno di acquisti nel reparto di vendita online di ibs.it) dai Genesis, Jethro Tull, Premiata Forneria Marconi, Yes, Banco del Mutuo Soccorso… E se vogliamo allargare il discorso ai gruppi che negli ultimi anni si sono rifatti a quell’esperienza musicale vediamo che anche per loro le classifiche sono positive, basti pensare ai Radiohead o ai Sigur Ròs tra i tanti.



Cos’è il progressive?
Come definire questo genere musicale che ha trasformato il rock? È davvero difficile trovare una definizione univoca che stabilisca chiaramente di cosa si parla quando si parla di musica progressiva. Ogni critico musicale tende a darne definizioni differenti anche basate sul proprio gradimento, ben considerando il fatto che, se c’è chi ama spassionatamente ancor oggi (come abbiamo visto) questo tipo di rock, c’è anche chi lo detesta da sempre e lo boccia mettendo alcuni album storici del genere tra i peggiori del decennio Settanta. Così è: questione di gusti.
A caratterizzare il filone potremmo indicare alcuni elementi:
il superamento della “forma canzone” e del ritornello come elemento centrale della composizione musicale, l’allungamento temporale dei brani verso una dilatazione sinfonica che si ripercuote anche nell’armonia, l’uso di una strumentazione ampia di tipo orchestrale con particolare attenzione alle tastiere, l'avvicinamento al genere della suite, la creazione di "concept album" cioè di album che raccolgono brani di differente lunghezza uniti fra loro da una linea e una storia comune una attenzione particolare all’elemento fantastico (esoterico e fantasy) che si riflette anche nelle scelte grafiche delle copertine e in modo particolare nei testi con conseguente allontanamento dai temi sociali e politici.
Alcuni critici hanno visto in questa evoluzione, che è passata necessariamente attraverso l’esperienza della psichedelica, un innalzamento artistico della musica rock che le ha regalato maggiore dignità nella storia della musica in generale.
Giordano Montecchi, critico musicale e docente di storia della musica presso il conservatorio di Parma, afferma che “la parola che meglio rende il senso di quel bisogno espresso da questo genere musicale è utopia e dentro questo termine c’è l’arte, c’è il rock senza il roll non più confinato in una zona marginale”.


Quando nasce?
Si puo parlare di una data d’inizio di questo genere? Di un primo album che ha segnato la strada? Per molti critici musicali questo non è possibile dato che le radici del genere possono affondare in un album come Sgt Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles datato 1967, mentre per altri un titolo e una data indicano l’inizio di tutto: il 10 ottobre del 1969 esce In The Court Of The Crimson King dei King Crimson, un capolavoro non solo del progressive ma di tutta la storia del rock.
Da quel giorno la musica rock non è stata più la stessa e fino alla metà degli anni Settanta il progressive è il genere di riferimento del rock, segnato da un altro gruppo inglese, i Genesis. Del 1969 è From Genesis To Revelation, dell’anno successivo Trespass e poi i capolavori del genere: Nursery Crime, Foxtrot, Selling England By The Pound, The Lamb Lies Down On Broadway.
Da non dimenticare negli stessi anni gli Emerson Lake And Palmer, nati dalle ceneri dei Nice con un tastierista straordinario come Keith Emerson. Degli ELP dobbiamo ricordare l’Lp omonimo, Emerson, Lake & Palmer (1970) e Tarkus (1971), oltre a Trilogy.


Indiscussi protagonisti del genere anche gli Yes, artefici di un rock barocco particolarmente affascinante espresso nel discusso Tales From Topographic Oceans, del 1973, Relayer dell’anno successivo e Going For The One, del 1976. Celebre tastierista del gruppo ( e quanto le tastiere hanno caratterizzato questo genere musicale!) il “mitico” Rick Wakeman che realizzarà anche album pretenziosi come solista, di cui in particolare si ricordano The Six Wives Of Henry VIII (1973), Journey To The Centre Of The Earth (1974) e The Myths & Legends Of King Arthur & The Knights Of The Round Table (1975), scanditi da strutture sinfoniche. Accanto a questi come non ricordare i Jethro Tull, nati più come gruppo folk-blues-rock (in particolare pensiamo a Stand Up del 1969) e diventati poi a pieno titolo progressivi con  Aqualung del 1971, Tick As A Brick del 1972 e A Passion Play, dell’anno successivo. Dalla psichedelica arrivano invece i Pink Floyd che diventano un gruppo progressive con Atom Hearth Mother (1970), Meddle (1971), The Dark Side of The Moon (1973), Wish You Were Here del 1975.


Possiamo poi citare molti altri gruppi attivi nella prima metà degli anni Settanta. Partiamo dai Van Der Graaf Generator di Peter Hammill, in particolare con H To He, Who Am The Only One del 1970 e Pawn Hearts del 1971 con quel loro caratteristico "rock gotico, maestoso e classicheggiante su testi impregrati di riflessioni esoteriche".
I Gentle Giant di Aquaring The Taste (1971), che inserisce una cornice rock alla tradizione arcaica, e Three Friends (1972), un concept-album con sei ampie composizioni. E poi i Camel, i Caravan, i Gong, i Soft Machine di Robert Wyatt che trasformano la psichedelia elaborandola in senso "colto"... Elencare tutti i gruppi che si sono in qualche modo rifatti a questo filone musicale non è qui possibile.
Una considerazione finale sulle copertine degli album: un momento di straordinaria creatività che ha generato piccoli capolavori come quelli firmati Roger Dean per gli Yes e i Gentle Giant, quelli di Giger per gli ELP o ancora degli Hipgnosis per i Pink Floyd. Difficile trovare grafica e disegni freddi o banali che illustrino questo genere musicale. Qualche volta percepiamo una certa ridondanza e un romanticismo esasperato denso di citazioni art nouveau, ma era il gusto di un'epoca e ormai la ricorda e la caratterizza con simpatia.


E in Italia?
L'Italia non è stata solamente a guardare ciò che accadeva in Gran Bretagna. Molti gruppi nascono sull'onda lunga del progressive. Tra i primi fra questi il Banco del Mutuo Soccorso che esordisce nel 1972 con un album omonimo e "una poetica musicale certamente influenzata dagli Emerson, Lake & Palmer" in particolare da un album che ha rappresentato il punto di partenza di molti musicisti italiani: Tarkus.
Per la storia della Premiata Forneria Marconi rimandiamo alla bella intervista con Franz Di Cioccio che accompagna questa scheda introduttiva. Parliamo ancora delle Orme, fondate a Marghera bel 1966 dalla iniziativa di Aldo Tagliapietra, voce e chitarra, seguito presto da Tony Pagliuca e Miki Dei Rossi. Del 1971 Collage e del 1972 il sofisticato Uomo di pezza con il pezzo più celebre di tutta la carriera del gruppo: Gioco di bimba. E non dimentichiamo gli Area dell'indimenticabile Demetrio Stratos, gruppo nato nel 1971 e subito "spalla" di musicisti come i Gentle Giant. Ampi riferimenti ai King Crimson e ai Soft Machine si possoto trovare nell'album d'esordio Arbeit Macht Frei del 1973, forse l'Lp più prog della loro produzione.


Il "gioco": trovare le citazioni classiche
Un gioco divertente legato all'ascolto dei grandi album progressive è la ricerca delle citazioni classiche più o meno nascoste nei brani. Molti sono infatti gli elementi di musica "colta" che si rivelano nelle composizioni, un aspetto che potrebbe apparire quasi "regressivo". Ci si potrebbe chiedere: inserire nel rock elementi di musica dell’Ottocento o addirittura precedenti non è poi così "progressive"... ma la novità sta proprio nel laboratorio di contaminazione, nella sperimentazione. Qualche esempio?

Emerson, Lake & Palmer: in questo caso più che di ispirazione classica si potrebbe parlare di "spregiudicate operazioni di 'appropriazione indebita' rivolte a un uditorio ingenuo", come scrive Giuseppe Rausa. Nell'album Emerson, Lake & Palmer il brano The Barbarian è la trasposizione praticamente identica  anche se adattata per trio, dell'Allegro barbaro di Béla Bartók, Take a Peeble svela nel finale la citazione del tema della prima Invenzione a due voci per clavicembalo (1723) di Bach, mentre Knife Edge riprende il motivo chiave della Sinfonietta di Leos Janácek con un inserto centrale ancora bachiano.
Il capolavoro del gruppo, Tarkus, cela ancora la citazione "sincopata" dell'Allegro barbaro di cui sopra in Eruption e riprende il Preludio in re minore del Clavicembalo ben temperato, libro primo di Bach, 1722.
Volutamente resa nota invece l'ispirazione totale dei Quadri di un'esposizione di Modest Musorgski orchestrata in ambito pop-rock, che dà vita a un album omonimo, Pictures At An Exhibition del 1971.
In Trilogy (1972), ultimo esempio che tuttavia non esaurisce il tema, ecco le citazioni di Prokofiev di The Endless Enigma e quelle dal balletto Rodeo di Aaron Copland nascoste in Hoedown.


Jethro Tull
: anima del gruppo, il flautista Ian Anderson porta non solo folk e blues nei brani, ma anche molto Bach. Una citazione fra le tante: il brano Bourée dell'album Stand Up (1969), esatta riproduzione del brano omonimo di Johann Sebastian Bach Lute Suite n.1 BWV 996.

King Crimson: nel loro album capolavoro In The Court Of The Crimson King troviamo citazioni "libere" di Stravinski e Bartók specie nel brano 21st Century Schizoid Man.

Genesis: nel terzo disco del gruppo, Nursery Crime (1971) The Fountain of Salmacis, una "composizione ampia su soggetto mitologico" non priva di magniloquenza barocca racchiude un assolo di chitarra che rimanda a Bach, così come nell'album Selling England By The Pound (1973) Firth Of Firth, considerato dai critici il pezzo migliore dell'album, rielabora ancora reminiscenze bachiane, più esattamente la Toccata in re minore BWV 565.

Interessante anche citare l'album d'esordio, omonimo, dei Gentle Giant (1970) al cui interno, nel brano intitolato Nothing At All si nasconde la citazione di un celebre notturno di Franz Liszt del 1850: Liebesträum.

Con il Banco del Mutuo Soccorso e Le Orme chiudiamo questa panoramica, assolutamente parziale, che sarebbe però divertente proseguire: per i primi ricordiamo gli "echi schumanniani" de Il giardino del mago nell'album Banco del Mutuo Soccorso (1972), dal tema principale dei pianistici Studi sinfonici op. 13 del 1837. Dei secondi in Collage (1971) troviamo una "fedele versione per clavicembalo elettronico della più popolare sonata di Domenico Scarlatti, la graziosa e aristocratica Sonata K 380 in mi maggiore", mentre in Uomo di pezza (1972) il brano Una dolcezza nuova "il tema iniziale adatta all'organo in modo fantasioso il celebre, pensoso incipit della Ciaccona per violino solo di Bach".


La fine del progressive
L’esperienza del progressive si chiude molto, troppo rapidamente. A metà degli anni Settanta le principali band hanno dato il meglio e non riusciranno a ripetere in qualità e successo gli album degli anni precedenti, anzi, molte di loro si scioglieranno dando vita a rivoli di altre sperimentazioni. Come scrive Giuseppe Rausa nella Preazione al Dizionario della Musica Rock edito da BUR, “con poche eccezioni (King Crimson, Pink Floyd in testa, ma anche Mike Oldfield e Jethro Tull) il progressive rock soccombe sottomi colpi del disarmante primitivismo delle nuove generazioni punk”. E questa è un'altra storia di cui parleremo prossimamente.

Dalla rete, in italiano
Per gli appassionati e i critici l'evento italiano recente di maggior importanza sul progressive è stato il convegno internazionale Composizione e sperimentazione nel rock britannico: 1966-1976 tenutosi a Cremona dal 20 al 22 ottobre 2005 a cura di Gianmario Borio e Serena Facci. Sul sito della Facoltà di Musicologia dell'Università degli Studi di Pavia troverete molte informazioni sull'evento.
Il sito AltreMuse presenta una sezione dedicata al Progressive & dintorni con un bell'elenco di bands straniere ma soprattutto italiane.
ItalianProg è un sito interamente dedicato all'esperienza progressive in Italia.
Sul sito OndaRock trovate un lungo saggio intitolato Storia del rock: il progressive, punto di partenza imprescindibile per ogni altro approfondimento.
E se non avete voglia di leggere ma di ascoltare ecco sul sito Rai della trasmissione Village di Radio1 Musica, l'intervista audio a Giordano Montecchi sul Progressive rock britannico: 1966-1976.


Discografia essenziale
Proviamo a indicare qualche album imprescindibile per care il genere, senza alcuna pretesa di esaustività.

Gli album che hanno aperto la strada

1967
Procol Harum - Shine on brightly

1968
Procol Harum - Procol Harum
Nice - Ars longa vita brevis
Family - Music in a doll's house

1969
Colosseum - Valentyne suite


Gli imperdibili
 
1969
King Crimson - In the Court of the Crimson King

1970
King Crimson - Lizard
Pink Floyd - Atom Earth Mother
Traffic - John Barleycorn Must Die

1971
Genesis - Nursery crime
Emerson Lake & Palmer- Tarkus
Van Der Graaf Generator - Pawn hearts
Pink Floyd - Meddle
Jethro Tull - Aqualang

1972

King Crimson - Islands
Yes - Close to the edge
Yes - Fragile
Gentle Giant - Octopus

1973
Genesis - Selling England by the pound
Emerson Lake & Palmer - Brain Salad Surgery
Jethro Tull - Thick as a brick
Jethro Tull - A passion play
Pink Floyd - The Dark Side Of The Moon

1974
Genesis - The Lamb Lies Down On Broadway
Camel - Mirage

1975
Pink Floyd - Wish You Were Here


In Italia

1972
PFM - Storia di un minuto
Banco - Darwin
Alan Sorrenti - Aria

1973
Orme - Felona e Sorona
Area - Arbeit macht frei
Ping Pong - Ping Pong

1974
Perigeo - Genealogia


09 maggio 2006 Di Giulia Mozzato

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