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14. Festivaletteratura: il dietro le quinte Come si fa il Festivaletteratura di Mantova? Quante persone ci lavorano? Abbiamo intervistato Alessandro Della Casa, coordinatore delle magliette blu, i volontari che ogni anno per cinque giorni spendono entusiasmo, competenze e energie per realizzare la kermesse. Un modo per scoprire chi lavora dietro le quinte dell'importante evento culturale. Uno sguardo diverso all'edizione numero 14, che coinvolge come sempre gli scrittori più amati.
FESTIVALETTERATURA - Mantova 2010: tutti gli ospiti
Da quanto tempo lavori alla realizzazione del Festivaletteratura?
Fin dalla prima edizione. Dal 1997 al 2002 ho fatto parte dell'associazione di volontariato Filofestival, che appoggia l’azione di Festivaletteratura. Nel 2002 sono entrato a far parte della Segreteria Organizzativa del Festival. Continuo a occuparmi del volontariato ma seguo anche le pubblicazioni e la costruzione di alcune parti del programma.
Come è nata l’idea di mettere in piedi un’associazione di volontari?
Quando il Comitato Organizzativo si è formato all’inizio del 1996, ha cercato subito il sostegno di tutta la città per creare un Festival per la letteratura che portasse i libri fuori dai contesti tradizionali, accademici o commerciali delle fiere, per farne un incontro tra il pubblico e gli autori. Attorno ad incontri pubblici si è sviluppato un movimento di attenzione. Ed è nata così l’Associazione Filofestival, di cui fanno parte tutti i volontari che lavorano per il Festivaletteratura dando una mano alla costruzione delle iniziative, ma anche amici e simpatizzanti, persone che in qualche modo vogliono rimanere vicini alla manifestazione durante l’intero anno.
Chi fa parte dell’Associazione? Solo mantovani?
In questo momento l’Associazione conta più di 3000 soci e con il tempo è andata mutando la sua fisionomia. Molti soci provengono da fuori Mantova. È il pubblico più affezionato, che ritorna a Mantova ogni anno, che segue gli incontri e desidera mantenere sempre vivo il legame con Festivaletteratura.
Quali sono le attività dei volontari?
I volontari nei giorni del Festival si occupano della gestione della biglietteria, quindi tutto quello che concerne la vendita e prenotazione dei biglietti, sia nello spazio che allestiamo a Mantova sia telefonicamente o via internet. Inoltre i volontari curano i punti informativi in città durante i giorni della manifestazione, svolgono un servizio sugli eventi e di accoglienza. Sono impegnati in parte nell'allestimento dei 30 e passa luoghi che presidiamo in città. Alcuni volontari si occupano dell'accompagnamento degli autori dagli aeroporti, fanno da interpreti agli autori stranieri. Poi ci sono i ragazzi della nostra Redazione che aggiornano il Sito Internet nei 5 giorni della manifestazione, supportano l’ufficio stampa, acquisiscono documentazione audio e video registrata nei giorni del festival.
Quando parte la macchina organizzativa? Finita questa edizione, quando comincerete a parlare della prossima?
Il giorno dopo! Tieni conto che c’è una segreteria organizzativa che rimane in piedi tutto l’anno. Sette persone che durante tutto l’anno lavorano alla costruzione del festival e raccolgono le linee direttive del Comitato organizzatore. La segreteria organizzativa nelle settimane precedenti alla manifestazione viene affiancata dai volontari che arrivano ad essere anche seicento.
Quali sono le maggiori difficoltà?
Quest’anno abbiamo più di 200 eventi numerati e un’altra settantina non numerati ovvero gratuiti o per cui si paga il biglietto al momento dell’ingresso. Vengono investiti più di trenta luoghi in città. Ci sono quindi una serie di problemi organizzativi che vanno affrontati. C’è il problema del reperimento delle risorse, non trascurabile. Oltre al sostegno degli enti pubblici abbiamo a disposizione più di 130 sponsor, piccoli e medi. Alcune persone lavorano al reperimento dei fondi, ai rapporti con gli enti pubblici e le fondazioni bancarie, pratiche che sono necessarie per tutti i progetti speciali che poi vengono realizzati.
Qual è la tua giornata tipo durante il Festivaletteratura?
Io inizio a lavorare verso le 7.00 del mattino e vado avanti fino alle 1.30-2.00 di notte. Gestisco direttamente tutti i volontari impegnati negli eventi. Ogni luogo ha dei responsabili che si rapportano con me e che da me raccolgono le informazioni relative ai posti disponibili, alle caratteristiche specifiche di ogni evento. Ci sono eventi che hanno determinate caratteristiche tecniche o che devono avere particolari cure o riguardi in riferimento agli ospiti. Le variabili sono tante. I responsabili egnalano problemi o disfunzioni. Per esempio se si rompe un microfono, se un ospite arriva in ritardo, se c’è l’ospite ma non c’è l’interprete. Oppure se ci sono grandi file di persone in attesa. La giornata lavorativa si conclude quando si conclude l’ultimo evento previsto in programma.
Quali sono le maggiori soddisfazioni che ricordi in tutti questi anni?
Le maggiori soddisfazioni riguardano i rapporti personali che si instaurano con i ragazzi che vengono a fare volontariato. Questa manifestazione riesce a mettere in moto molte energie al di là dei grandi nomi e dei grandi autori che vengono invitati a Mantova. Si parla spesso di come i giovani oggi facciano fatica ad entrare nel mondo del lavoro. In una manifestazione come la nostra ci rendiamo conto delle grandi doti dei ragazzi, senza il cui apporto sarebbe impossibile realizzare il festival. Questo è uno dei motivi di soddisfazione più grandI: dare loro la possibilità di esprimersi, di fare esperienza, mettendo alla prova la loro creatività. Esperienza che speriamo sia utile anche per un futuro professionale.
C’è un motivo particolare per cui le magliette sono blu?
Sono blu perché l’anno in cui abbiamo chiesto le magliette per i volontari il maglificio che ce le proponeva aveva disponibilità di uno stock di quel colore. Poi sono rimaste così per tutti gli anni. Il blu è anche il colore del Festival anche se in realtà un po' più scuro di quello delle magliette.
Cosa ti aspetti dall’edizione 2010?
Io spero che vengano apprezzate come ogni anno le proposte del programma. Non solo i grandi autori che ospitiamo ma anche tutto il lavoro che facciamo per proporre autori non affermati. Oppure occasioni di produzione culturale e letteraria meno conosciute o sostenute dal mercato editoriale. Spero che il pubblico riesca a trovare come tutti gli anni l’atmosfera di accoglienza e la possibilità di vivere la manifestazione con soddisfazione.
| 02 settembre 2010 | | Di Francesco Marchetti |
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