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Perché e come gli scrittori affrontano le tematiche erotiche

Marlene Dietrich in "Marocco" 1930

Il fascino universale dell'eros



Ne avevamo già parlato quando eravamo ancora LibriAlice.it e fu un successo. Forse perché a farci da guida in questo mondo letterario erano stati Mario Vargas Llosa, Almudena Grandes, Isabel Allende...
È passato più di un anno da allora e molti altri titoli sono stati pubblicati. La chiave d'accesso a questo mondo questa volta vogliamo sia una scrittrice giapponese, Randy Taguchi, che con il suo romanzo (ora pubblicato anche in Italia) ha venduto più di un milione di copie in patria. Ma approfondiremo il discorso con altri autori: l'inglese Irvin Welsh e l'italiano Giuseppe Pederiali.

Accanto a questo dibattito a distanza troverete anche alcuni approfondimenti:
una selezione di romanzi erotici editi in Italia recentemente
una selezioni di saggi sull'erotismo e la sessualità
la recensione di "Il paese delle amanti giocose" di Giuseppe Pederiali
la recensione di "I segreti erotici dei grandi chef" di Irvine Welsh


Il messaggio erotico è uguale in tutto il mondo, una sorta di lingua universale, oppure l'erotismo cambia a seconda di chi lo racconta?

Ecco l'opinione di Randy Taguchi, autrice giapponese di 46 anni che dal 2000 col libro Presa elettrica, ha venduto in Giappone più di un milione di copie. Del suo lavoro scrive Banana Yoshimoto per Vanity Fair:
"È un romanzo duro. Non è divertente. Tutto è urgenza, affanno, rincorsa disperata. La rabbia repressa non fa che aumentare dopo ogni contatto sessuale. Andare a letto con gli uomini per la protagonista è un servizio reso sotto la spinta del desiderio di essere amata, della solitudine, del brivido che dà, della voglia di umiliarsi, del voler affondare fino a dimenticare tutto. In realtà è l'abile uso delle parole in un dialogo a fare le veci del sesso tradizionale. Il sesso carnale è la pena autioinflitta, il desiderio di spaccare e rimescolare tutto".


La visione dell’erotismo in Giappone è un po’ differente da quella europea. In cosa si caratterizza soprattutto?

Randy Taguchi
Cos’è l’erotismo?… Hmm, a dire il vero non ci ho mai pensato. L’erotismo in sé non m’interessa più di tanto. Ciò che più mi affascina è il mistero della vita. Pertanto non credo di essere la persona più adatta a rispondere a una domanda del genere, soprattutto perché non sono granché attratta dall’estetica del sesso nella letteratura del mio paese. Posso solo suggerire che è forse possibile ricavare un’ottima visione dell’erotismo giapponese leggendo autori quali Tanizaki o Kawabata.


Quanto è importante l’elemento erotico nella sua scrittura e perché ha scelto di parlare di sesso?

Randy Taguchi: Io credo che “sesso=eros” e “morte=thanatos” si somiglino molto. Oltre a essere una forma di energia di straordinaria potenza, sesso e morte sono anche una sorta di “porte”.
L’eros genera nuova vita, una vita che è immancabilmente accompagnata dalla morte. E la morte costituisce a sua volta un nuovo varco verso la vita. Sesso e morte, al pari di un serpente che si morde la coda, sono due entità legate da una relazione molto profonda. La morte è il tema principale di buona parte dei miei romanzi e, ogni volta che tento di carpirne l’essenza, finisco sempre col riflettere anche sulla vita e sul sesso, perché in fondo si tratta di un unicum che non è possibile scindere.
Circa quattro miliardi di anni fa, la vita sul nostro pianeta ha smesso di riprodursi automaticamente e ha cominciato a perpetuarsi sulla base del legame fra sesso e morte. Nel corso dei millenni, gli esseri viventi si sono moltiplicati e la nostra Terra è divenuta il paradiso di numerose specie. La vita generata da sesso e morte continua a rinnovarsi eternamente, ma al tempo stesso non smette di portare in grembo la saggezza dei tempi antichi, legando così passato e futuro. In altre parole, si potrebbe anche dire che il sesso sia un atto che genera “vita eterna”.
Il Giappone, come tutti sanno, è situato all’estremità orientale dell’Asia. Il nostro modo di concepire il sesso, voglio dire di noi giapponesi, è prettamente asiatico, cioè molto franco e liberale. Tuttavia, con l’influenza dell’Occidente in epoca moderna, la nostra attitudine nei confronti del sesso è stata spesso giudicata antisociale e dissoluta, il che ha provocato un forte sbandamento. La nostra posizione storicamente liberale, infatti, non poteva essere negata con tanta facilità, in quanto si trattava di qualcosa che esisteva da tempo immemore nella nostra cultura. In seguito all’occidentalizzazione, il nostro desiderio di sesso è stato in poche parole represso, subendo notevoli deformazioni. Il risultato è ben visibile, oggi, nei giovani, per esempio nel fenomeno degli otaku. Per non parlare dell’industria del sesso, che offre una serie di varianti impressionanti, soprattutto agli occhi degli occidentali: locali a luci rosse di ogni tipo, striptease, peep-show, club sadomaso, caffè con cameriere in déshabillé e chi più ne ha più ne metta. La varietà offerta ha dell’incredibile, ma il punto comune è la tendenza a “teatralizzare” il tutto, ponendo l’accento, più che sull’atto sessuale in sé, su fantasie e perversioni mentali.


Giuseppe Pederiali
Ecco invece Giuseppe Pederiali che ha scelto una strada più lieve e allegra:


Nei miei libri uso un condimento erotico spesso accompagnato dall’ironia, che lo sdrammatizza. E mi piace raccontare dell’evoluzione dell’erotismo attraverso gli anni. Le differenze tra gli anni Trenta, Sessanta o i nostri Duemila, ho cercato di evidenziarle ne Il paese delle amanti giocose. Tanto per fare un esempio: il concetto di amore fisico era totalizzante nelle campagne emiliane di mezzo secolo fa e l’erotismo, di conseguenza, non veniva filtrato dal sentimento. Le cose del letto somigliavano tanto alle cose della
tavola
che ancora oggi, nel dialetto, i termini sessuali ed erotici sono di derivazione gastronomica. Non a caso la maschera Sandrone diceva: “L’amore è una bella cosa, ma la fame è peggio ancora".



Il limite tra erotismo e pornografia


Irvine Welsh
Alla domanda "Ci dà una definizione di erotismo e di pornografia?" Irvin Welsh, che ha toccato l'argomento prima direttamente con Porno e ora indirettamente con I segreti erotici dei grandi chef, risponde sinteticamente:


Non c'è nessuna differenza. Erotismo è il termine "middle-class" per porno. Quello che è erotico per il Guardian è porno per il Sun.

Ed ecco invece la risposta argomentata che ci ha dato Giuseppe Pederiali:

L’erotismo in letteratura, come nel cinema, è difficile da gestire. Basta un niente per cadere nel cattivo gusto, nell’esagerato, nell’esibito o addirittura nella pornografia. Oggi, con l’inflazione televisiva, cinematografica e cartacea di corpi nudi, femminili e maschili, e con le numerose scene di sesso esplicito illustrate in tutte le salse e variazioni, fare del vero erotismo è sempre più un’arte.


Ritornando a Welsh. Per quale motivo ha incentrato un'intera storia sulla pornografia?

Perché la pornografia è un tema diverso dalla sottocultura della droga, di cui ho già molto scritto. Mi sembrava interessante raccontare anche la dance-cultura e il mondo della pubblicità. In Gran Bretagna esistono leggi proibitive sulla pornografia, però troviamo immagini porno su tutti i mezzi di comunicazione di massa e soprattutto in molti messaggi pubblicitari. I film porno girati in casa sono diventati parte della cultura popolare di massa: un fenomeno da studiare. Così come ho voluto approfondire l'uso cinico che viene fatto della pornografia. È molto interessante che la gente non se ne renda conto.

La pornografia e l'erotismo sono allora, come la droga, modi per sfuggire alla realtà?

I miei personaggi non sfuggono alla realtà, ma viceversa la vivono intensamente. E poi cosa significa la parola "realtà"? Esistono molte frontiere, molte individualità ed è impossibile pensare razionalmente la realtà. Ci sono troppe opzioni sul senso comune della vita per affermare con certezza il senso della realtà.

Diciamo allora: PornoI segreti erotici dei grandi chef sono un ritratto della società scozzese?

Sì, tutti i miei libri sono ritratti della società scozzese, ma i critici hanno sempre sottolineato l'universalità dei temi trattati. Questo aspetto mi ha sorpreso, così come è strano per me sapere che le mie opere sono state tutte tradotte.

Ma gli scrittori condividono questo punto di vista? Ecco ciò che ci ha detto ancora Randy Taguchi.

Questa domanda mi fa supporre che Presa elettrica sia stato interpretato come un “romanzo erotico”… Beh, in effetti le scene di sesso abbastanza violento e crudo non mancano…
A ogni modo, per dirla in tutta franchezza, non so cosa debba intendersi con la definizione “romanzo pornografico”. Io sono madre di una bambina e ho una famiglia come tutte le altre. Con noi vivono anche i genitori quasi novantenni di mio marito. Non ho mai letto in vita mia un “romanzo pornografico”, né ho mai avuto il desiderio di farlo.
Fino a circa mezzo secolo fa, in Giappone la prostituzione era del tutto legale, ed esistevano regolari bordelli. Si trattava di un chiaro retaggio della nostra cultura tradizionale. Fino a centocinquanta anni fa, infatti, luoghi del genere erano per gli uomini una sorta di santuario, quasi dei luoghi sacri, in cui bisognava attenersi a certe regole e norme comportamentali ben precise, spesso accompagnate da profonda sensibilità e coinvolgimento sentimentale. Tutto ciò ha creato una peculiare cultura di cui tanta letteratura e cinema sono permeati, una cultura da cui io stessa sono stata probabilmente influenzata leggendo tanti romanzi e guardando molti film sull’argomento. Quando in epoca moderna la pornografia occidentale è approdata in Giappone, siamo rimasti scioccati per la crudezza dei suoi contenuti.
In definitiva, io provo interesse verso il sesso in maniera del tutto naturale, nell’ambito di quella cultura di cui ho appena parlato, ed è solo per questo che scrivo di sesso nei miei romanzi. Non mi interessa affatto provocare il lettore o istigarne gli istinti sessuali. Io non faccio altro che esprimere qualcosa che è vivo dentro di me: un’energia di rara potenza.       


In conclusione che cos'è l'erotismo? Ecco il parere di Giuseppe Pederiali.

L’erotismo è un’arte sottile che coinvolge l’istinto e tutti i sensi, e anche l’intelligenza, la cultura. L’erotismo è un vago profumo, una parola in più o in meno, una mano che sfiora, un’ombra più scura tra ombre bianche.
Per questo motivo considero grandi maestri dell’erotismo in letteratura degli scrittori che non hanno questa reputazione. Io trovo più erotico Musil di Lawrence, Arpino di Moravia, la Highsmith della Nin, Manzoni di D’Annunzio. Tra gli eccelsi: Boccaccio e Nabokov.


Leggi anche: Il sesso al centro della vita: intervista ad Alexandre Jardin



07 novembre 2006 Di Giulia Mozzato e Daniela Pizzagalli

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