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I grandi film invisibili: mai o mal distribuiti in Italia


Alcuni film vengono presentati ai festival internazionali, sono subito acclamati dalla critica, giudicati quasi dei capolavori eppure.... eppure non escono nelle sale cinematografiche italiane perché non trovano un distributore, oppure vengono messe in circolazione così poche copie che è come se quel film non esistesse proprio. Mancanza di coraggio? paura di non avere una risposta dal pubblico tale da giustificare l'investimento? Che fare allora? come permettere a quegli spettatori che non hanno l'opportunità di seguire personalmente i festival di vedere certi film di qualità?
Dovrebbe pensarci forse il Ministero della cultura, dovrebbero pensarci gli assessorati di Comuni, Province e Regioni: insomma dove il "privato" non osa rischiare dovrebbe il "pubblico" scegliere di offrire ai cittadini delle possibilità di visione alternative ai cosiddetti "cinepanettoni".

Sicuramente alcuni film sono più adatti a un pubblico di nicchia, ma non tutti di certo! almeno quelli che hanno vinto i festival più importanti (Venezia, Berlino, Locarno, Roma...) dovrebbero essere visibili a un pubblico vasto, distribuiti e promossi: così si educa alla visione, si costruisce il gusto e si crea una sensibilità che permette di distinguere ciò che vale da ciò che vale meno.
Ecco qualche esempio di film meritatamente vincitori e immeritatamente scomparsi, letteralmente invisibili.
Il passaggio dal film dei produttori che pensano, elaborano e scelgono una storia a quella dei distributori che valutano la "merce film" per la sua redditività è piuttosto triste.




The Road, un film di John Hillcoat

Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Cormac McCarthy che ha vinto il Premio Pulitzer nel 2007, ha come regista l’australiano John Hillcoat ed è stato presentato alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia nel 2009.  
Nel cast: Charlize Theron, Viggo Mortensen, Guy Pearce, Robert Duvall, Garret Dillahunt, Molly Parker, Michael K. Williams, Kodi Smit-McPhee, Brenna Roth, Bob Jennings.
Ecco i giudizi della critica inglese:
Per il Times: "È un film che colpirà nel profondo i padri"
Philip French del Guardian ha scritto: "All'inizio il padre sembra quasi un santo, ma gradualmente capiamo che l'esperienza lo sta provando moralmente, mentre il figlio, che non ha conosciuto altro mondo, porta dentro di sé un innato amore per il prossimo".
Per The Mirror: "Né fantascienza né horror, The Road è un film drammatico imperniato sul legame tra genitore e figlio e funziona perché ti preoccupi per il destino del bambino quanto suo padre. Potrebbe essere il film del 2010".

Perché non viene distribuito in Italia? La motivazione ha dell'incredibile: è troppo triste per i nostri spettatori, potrebbe deprimerli!




Triage di Danis Tanovic

Il film è stato distribuito dalla 01 Distribution, cioè da Rai Cinema, quindi dalla più autorevole distribuzione italiana. Tutto bene allora? no, perché le copie messe in circolazione sono state solo 27! almeno così viene dichiarato. È evidente che a poterlo vedere sono stati proprio pochi anche perché non sono apparsi né spot televisivi, né pubblicità di nessun genere. Avete presente il martellamento promozionale dei cinepanettoni?
Di che cosa parla questo film? Mark (Colin Farrell), un fotoreporter in zone belliche inviato in Kurdistan, torna a casa senza l'amico e collega David (Jamie Sives). Col passare del tempo, diventa chiaro che Mark conosce il segreto che si cela dietro alla sparizione di David.
Molto interessante la scelta delle location. Girato tra la primavera e l'estate del 2008 in Spagna e Irlanda, la produzione ha utilizzato la struttura all'avanguardia della Ciudad de la Luz ad Alicante, oltre ad aver effettuato delle riprese a Jijona, a Elx e nella valle di El Sabinar a Sant Vicent del Raspeig. Le location sono servite come sfondo per il Kurdistan, l'Africa e il Medio Oriente. Dublino è stata riportata agli anni ottanta, quando il film è stato girato in varie location della città, tra cui Capel Street, North Great Georges Street, Henrietta Street e Kildare Street.
Il regista di Triage è Danis Tanovic, vincitore dell'Oscar nel 2002 per il film precedente No Man's Land. Questo suo ultimo film è stato presentato, con grandi riconoscimenti della critica, all'ultimo Festival del Film di Roma nell'ottobre del 2009.




Paper Soldier di Aleksei German jr.

Ecco un vero e proprio caso da "Chi l'ha visto?": questo film ha vinto a Venezia nel 2008, il Leone d'argento per la miglior regia e l'Osella per la miglior fotografia. Titoli sufficienti per apparire nelle sale cinematografiche italiane? Certamente no, visto che non c'è stata società di ditribuzione che se ne sia fatto carico.
Il desolato paesaggio del Kazakistan, e il Cosmodromo in cui si prepara il primo viaggio spaziale. Il sogno dell'Unione Sovietica che si incarna nella persona di Yuri Gagarin.
Siamo nel 1961,  Daniil è un georgiano di Tbilisi e si trova in Kazakistan come medico a testare il primo gruppo di astronauti che lui reputa destinati a morte sicura. Pietà per loro e senso del dovere si scontrano in lui già tormentato dalla relazione con una giovane kazaka e il legame con la moglie. Un breve soggiorno a Mosca, e il successivo ritorno al Cosmodromo fanno sentire così insopportabile al medico la situazione da cercare la più estrema via di fuga: la morte.
Le due donne, le due rivali, più forti e solide, intrecceranno invece una relazione che durerà nel tempo e le rivediamo (fotografia, colori, immagini ci fanno attraversare rapidamente decine di anni) dopo molti anni ancora unite. Forti i riferimenti letterari del film che si avvale anche di una fotografia dal forte impatto emotivo



Life During Wartime di Todd Solondz

Con Shirley Henderson, Ciarán Hinds, Ally Sheedy, Allison Janney, Gaby Hoffmann. Usa 2009. Presentato nel settembre scorso alla Mostra del cinema di Venezia, ha conquistato l'Osella per la miglior sceneggiatura.
In un certo senso il sequel di Happiness, film vincitore di 9 Golden Globe, o meglio, una "variazione sul tema".
Sono passati dieci anni da quando la famiglia si è sfasciata, ma ancora nessuno ha saputo trovare un equilibrio e una normalità del vivere che forse non esiste per nessuno. Rispetto a Happiness qui c'è maggior affetto per i personaggi e più allegria, anche se la tesi di fondo è disperata: l'unica cosa che gli uomini possono fare è difendersi dalla vita. Incerti, indecisi, incapaci, i personaggi del film sono la semplice conseguenza di quelli di Happiness: attori diversi, anni diversi, diversa la situazione politica, ma vivere è comunque un gran pasticcio.
Vincitore a Venezia dell’Osella per la miglior sceneggiatura, acclamato dalla critica e dal pubblico, e vincitore del Mouse d’Oro come miglior film del concorso secondo la critica on-line: e la distribuzione?

 




Mr Nobody di Jaco Van Dormael

Con Jared Leto, Diane Kruger, Sarah Polley, Rhys Ifans, Juno Temple.  Osella per la miglior scenografia alla Mostra di Venezia 2009. Una coproduzione di Canada, Belgio, Francia, Germania.
Quattro le storie raccontate partendo da un unico spunto narrativo: Nemo Nobody, l'uomo più vecchio del mondo che, a 118 anni, sta per morire (siamo nel 2092); un viaggio su Marte, i ricordi, la giovinezza, le donne di Nobody, l'amore nelle sue diverse fasi; l'infanzia di Nemo e la storia della separazione dei suoi genitori che gli ha imposto una dolorosa scelta di campo.
Storie di una e di tante vite e omaggio al cinema che ha la capacità di muoversi nel tempo ancor più di un romanzo.
Nel dicembre del 2007 si conclusero le riprese di Mr Nobody (questo è stato il film più costoso della cinematografia belga principalmente per la durata delle riprese) e i diritti vennero acquistati subito da Portogallo, Grecia, Scandinavia, alcuni stati baltici, Romania, Turchia e Corea, Paesi che prevedevano la sua uscita nelle sale entro il 2009. Il film è stato presentato al Toronto Film Festival e alla Mostra del Cinema di Venezia dove ha conquistato l'Osella per la scenografia.




She, a Chinese di Guo Xiaolu

Il film ha vinto il Pardo d'Oro al Festival di Locarno 2009. Il cinema cinese oggi è il migliore strumento per conoscere il disagio dell'ultima generazione, la ricerca di un futuro migliore e il bisogno di maggiore libertà espressiva. Una cinematografia interessante e molto ben accolta in Occidente che è l'altra faccia del vertiginoso sviluppo economico della Cina.
In questo She, a Chinese la regista è riuscita a rappresentare il malessere di una generazione attraverso lo sguardo e la vita di una ragazza.
La sua voglia di andarsene dal villaggio in cui è nata e in cui si sente prigioniera, la sua fuga attraverso la Cina e la macchina da presa che la segue, attraverso lo sterminato Paese e poi, via, in Occidente. L'esperienza di documentarista di Guo Xiaolu in queste inquadrature di paesaggi sicuramente ha avuto un peso.
L'Inghilterra, Londra: una scelta irreversibile e difficile da prendere.
La regista ha ben saputo presentare le incertezze, le grandi difficoltà psicologiche e pratiche che la protagonista affronta con un misto di ingenuità e furbizia: amori, amanti, tradimenti, furti... una colonna sonora punk rock molto pertinente. Il film è suddiviso in capitoli, ognuno con un titolo, come una raccolta di novelle.
Anche Guo Xiaolu, la giovane regista, è cinese ma da alcuni anni si è trasferita a Londra ed è arrivata al cinema di fiction dal documentario.



Last Ride di Glendyn Ivin

Il film è stato vincitore del Premio "Alice nella città" al Festival del Film di Roma 2009.
Kev è uno sbandato, un piccolo criminale, dopo essersi cacciato in una serie di guai è costretto (l'errore irreparabile è giunto) a fuggire portandosi dietro il figlio di dieci anni Chook. Il bambino inizia un dialogo con il padre chiedendogli conto degli errori commessi.
Intanto Kev ritorna ai luoghi della sua infanzia e ripercorre la sua personale tragedia: un padre violento, l'amore per la donna che gli ha dato un figlio e l'abbandono della stessa che gli lasciato da crescere un figlio piccolo. Kev però è del tutto inadeguato per essere un padre, quel padre di cui Chook ha bisogno e a cui richiede inutilmente affetto e appoggio. Una fuga attraverso il deserto australiano con pochi soldi e tanta disperazione. 
Riduzione cinematografica dell'omonimo romanzo di Denise Young, scrittrice autraliana non ancora tradotta in Italia, vincitrice in patria e negli Usa di numerosi riconoscimenti.




08 febbraio 2010 Di Grazia Casagrande

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