|
|
 |
 |
Premio Nobel per la Letteratura 2006
 | | © Nobelprize.org |
Orhan Pamuk
"Non diventerò pittore, - dissi. - Diventerò scrittore, io".
Con questa frase si chiude il suo splendido libro autobiografico edito da Einaudi nel marzo 2006, intitolato Istanbul. Considerato uno dei favoriti alla vittoria del Premio Nobel per la Letteratura già nel 2005, e dopo aver ricevuto il prestigioso e ambito Peace Prize of the German Book Trade (Friedenspreis des Deutschen Buchhandels), per Orhan Pamuk arriva la consacrazione definitiva e meritatissima.
Viene assegnato con la seguente motivazione, che si legge sul sito ufficiale del Nobel Prize, il premio 2006 a Orhan Pamuk: "Who in the quest for the melancholic soul of his native city has discovered new symbols for the clash and interlacing of cultures".
Si fa riferimento dunque alla capacità dello scrittore di incarnare l'anima melanconica della sua città grazie alla quale 'ha scoperto nuovi simboli per il contrasto e l'intreccio delle culture'.
Questo relativamente giovane autore turco (54 anni) è stato al centro di polemiche politiche recenti in Patria, che lo hanno portato a rischiare il carcere duro, minacciato dai rappresentati del partito islamico al potere, e imputato davanti ad un tribunale di Istanbul con l'accusa di "offesa deliberata all'identità turca" per avere dichiarato nel marzo 2005 ad una rivista svizzera che nel 1915-1916 "un milione di armeni furono uccisi in Turchia". La sua situazione è stata a lungo al centro di un dibattito internazionale che ha interessato anche il comitato del Pen, attivatosi dopo le minacce e i gravi episodi legati alle sue prese di posizione sulla storia della Turchia e in particolare, appunto, sul drammatico genocidio di armeni e curdi dell’inizio del secolo. Iniziato il 16 dicembre 2005 il processo è stato poi fortunatamente interrotto e le accuse sono state ritirate in 22 gennaio 2006 perché "il fatto non costituisce reato sotto il nuovo codice penale".
Del resto Pamuk è abituato a essere perseguitato: ha passato una breve parte della sua vita in esilio per sfuggire i militari turchi che lo accusavano per le idee politiche di sinistra e in patria ha subito minacce di ogni genere. Come scrive Biondi in un testo indicato qui sotto, ha lavorato per tre anni alla Columbia University di New York, è 'occidentale' in tutti i sensi. Ma 'occidentale' è un’espressione che non vuole nemmeno sentire pronunciare. «I miei libri» ha dichiarato in un incontro con lo scrittore Mario Biondi nel 1993 «li ho scritti in buona parte proprio per affermare che Est e Ovest non esistono. Per me il mondo è un unicum. Noi, a Oriente, e voi, a Occidente, siamo i rappresentanti di due facce della stessa cultura.»
Pamuk ha già vinto numerosi premi di valore internazionale, tra cui il Kemal Novel Prize nel 1982, il Premio Grinzane Cavour nel 2002 e l’International Dublin Literary Award.
Proprio sul sito del Premio Grinzane leggiamo: Dopo aver frequentato per tre anni la facoltà di Architettura all'Università Tecnica di Istanbul, si è laureato all'Istituto di Giornalismo dell'Università della stessa città. Ha iniziato a scrivere in modo regolare nel 1974, collezionando diversi premi: con Cevdet Bey ve Ogullari ha vinto il Kemal Novel Prize nel 1982; con Sessiz Ev il Madarali Novel Prize nel 1984 e il Prix de la Découverte Européenne nel 1991. La consacrazione internazionale è arrivata con il romanzo storico Beyaz Kale, pubblicato nel 1985. Nel 1992 ha scritto la sceneggiatura del film Gizli Yuz, tratto dal suo romanzo Il libro nero, diretto dal regista turco Omer Kavur. Il suo Yeni Hayat è stato best-seller in Turchia nel 1995. I suoi libri sono stati tradotti in quindici lingue e pubblicati dalle piú prestigiose case editrici del mondo.
 | Pamuk disegnato da David Levine New York Review of Books | Dalla rete:
Il sito ufficiale Una bella biografia di Pamuk firmata Mario Biondi Sul sito del Corriere della Sera un articolo sulla fine della sua vicenda processuale Sul sito Osservatorio sui Balcani un suo testo di commento intitolato 'La Turchia di Orhan Pamuk' Gli articoli su di lui apparsi su The New York Review of Books La pagina ufficiale del sito Nobel Prize La biografia sul sito del Premio Grinzane Cavour Un bell'articolo sul sito del Guardian La notizia sul sito della BBC
Le recensioni di Café Letterario: Neve La nuova vita Il mio nome è rosso
La bibliografia di Wuz
| 12 ottobre 2006 | | Di Giulia Mozzato |
Condividi su: |
 |
|
 |
|
|