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ARTICOLO

Herta Müller: Nobel per la letteratura 2009

Scrittrice e poetessa tedesca di origini romene Herta Müller, 56 anni, ha conquistato il Nobel per la Letteratura del 2009.


Ecco elementi della motivazione: perché "con la concentrazione della poesia e la franchezza della prosa ha rappresentato il mondo dei diseredati".

La Müller appartiene alla minoranza germanofona del Banato romeno.
Dopo aver rifiutato di cooperare con la Securitate, la polizia segreta del regime di Ceauşescu, perse il lavoro e le fu impedito di pubblicare. Nel 1987 riuscì a emigrare in Germania dove tuttora vive e dove è considerata una delle più grandi scrittrici di lingua tedesca viventi.
Poco, o quasi per nulla, conosciuta in Italia, è stata ospite all'ultimo Festivaletteratura di Mantova e ha incontrato il pubblico sul tema: "La letteratura necessaria" ed è stata presentata dalla nostra brava collaboratrice Marilia Piccone.
Un solo romanzo della Müller è stato pubblicato in Italia da Keller editore Il paese delle prugne verdi, ritratto impietoso di un paese dominato dalla paura e dall'oppressione della dittatura. Tradotto in 15 lingue il romanzo, in realtà un autentico poema in prosa, si è aggiudicato anche l'Impac, il premio più internazionale dopo il Nobel per la Letteratura.
Un racconto della Müller, "Una mosca attraversa un bosco dimezzato" è inserito nella raccolta, pubblicata dall'editore Avagliano, Fuoricampo. Nelle sue opere Herta Müller ha rappresentato gli aspetti più amari della situazione politico-sociale della Romania, con un riferimento particolare alla cruda e disperata condizione delle donne operaie sotto il regime costrette a subire ricatti sessuali all'interno delle fabbriche.  
La stampa svedese aveva inserito già l'anno scorso il suo nome tra i dieci favoriti per il Nobel e aveva visto correttamente perché la conquista del Nobel nel 2009 lo ha dimostrato.



Il paese delle prugne verdi


In una Romania degli anni Ottanta, quasi sospesa nel tempo, quattro giovani si ritrovano uniti dal suicidio di una ragazza di nome Lola. Da quel dolore e dalla consapevolezza di vivere in un Paese sottomesso alla dittatura, scaturisce un comune anelito di libertà che si nutre di letture e pensieri proibiti. Ben presto però i quattro devono fare i conti con l'onnipresenza del terrore. Agli interrogatori sistematici della polizia segreta, ai pedinamenti e agli atteggiamenti intimidatori segue la perdita del lavoro e, quand'anche si riesca a espatriare, ecco che le minacce proseguono e la morte ritorna sotto forma di misteriosi suicidi. In tutta questa oscurità, l'amicizia e l'amore sopravvivono.
Grazie a uno stile evocativo e immaginifico, Herta Müller - che come la protagonista del romanzo appartiene a una minoranza di lingua tedesca della Romania - riesce a trovare e far scaturire la poesia persino dal degrado materiale e spirituale di un'intera nazione.  



Con questo romanzo/poema si è aggiudicata, nel 1998, l'Impac Dublin Literary Award al quale si sono aggiunti, successivamente, numerosi altri riconoscimenti tra cui il Premio Kleist, il più prestigioso premio letterario tedesco, il Premio Joseph Breitach, il Premio Franz Kafka, il Premio Konrad Adenauer e il Premio letterario europeo "Aristeion".


Il video dell'intervista fatta al Premio Nobel al Festivaletteratura di Mantova



08 ottobre 2009  


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