WUZ  
  HOME | lunedì 13 febbraio 2012
Cerca nel sito
ARTICOLO

Andrea Camilleri, come siamo combinati?



"Come siamo combinati?" è una domanda che in molti si sono posti. Ed è forse la domanda generale a cui Andrea Camilleri, insieme a Saverio Lodato, cerca di rispondere nel suo ultimo libro, Un inverno italiano, edito da Chiarelettere. Spulciamo nel volume cercando qualche risposta sul nostro futuro attraverso le parole del grande scrittore siciliano.  

Andrea Camilleri, Un inverno italiano
Andrea Camilleri re dell'estate


Nell'intervista realizzata da Francesco Esposito e pubblicata su Vanity Fair Camilleri si esprime sugli italiani

Eppure leggendo le cronache di Un inverno italiano il futuro del nostro Paese appare nero.

«Io sferzo gli italiani, ma in definitiva mi fido di loro e so che possono recuperare. Vorrei che l'anomalia Berlusconi scomparisse non per via giudiziaria o per altri fattori esterni, ma perché gli italiani si rendono conto che non è una persona adatta a governare».

Vanity Fair, 8 luglio 2009


Camilleri denuncia l'assenza di un'opinione pubblica in Italia

«Le sembra che ci sia un'opinione pubblica in Italia? E dov'è?».

Non c'è?

«La maggioranza degli italiani non legge i giornali. La maggioranza degli italiani guarda solo il telegiornale. E sei televisioni su sette sono controllate da Berluseoni. Poi non dobbiamo sorprenderci se il berlusconismo dilaga».

Vanity Fair, 8 luglio 2009


In questo passo del libro Un inverno italiano scopriamo l'origine del titolo

Come siamo combinati?
Che giorni ci aspettano?
 

Ha sentito l’ultima di Sacconi? «C’è qualcosa di molto peggio della recessione: si chiama bancarotta di Stato, un’ipotesi attualmente improbabile, ma che non è impossibile. Non possiamo permetterci il rischio che vada deserta un’asta dei titoli di Stato: non ci sarebbe infatti liquidità per pagare pensioni e stipendi, sarebbe come l’Argentina.» Per Scajola, grazie al risparmio energetico, nelle tasche degli italiani entreranno tremila euro. Tremonti: «Ci vuole prudenza. Non possiamo fare i fenomeni». È il proverbiale tridente d’attacco berlusconiano: il primo tira la palla a destra, il secondo a sinistra e il terzo per aria.  

Quando Piccolo Cesare si indigna con giornali e televisioni perché inducono al pessimismo, mi viene in mente la celeberrima sequenza di Charlot che, senza accorgersene, danza sui pattini, a pochi centimetri dal baratro. «Siate ottimisti» esorta, ma lui può permetterselo con quella vagonata di miliardi di euro che ha, e con la prospettiva degli altri miliardi di euro che ancora guadagnerà. Sarà anche vero che i soldi non danno tutta la felicità, ma è indubbio che diano qualche aiutino. Solo che la stragrande maggioranza degli italiani non ha i suoi forzieri ma, semmai, stipendi e pensioni da fame. Chiediamoci, allora, dopo le parole preoccupate di Tremonti e Sacconi: come sono combinati, in realtà, gli italiani? Che giorni ci aspettano? In questo duro inverno, dobbiamo comportarci come la cicala o la formica? Temo, però, che sia troppo tardi anche per le formiche risparmiatrici.  

(6 dicembre 2008)

© 2009, Chiarelettere


La visione che ha Camilleri del futuro del nostro paese in alcuni tratti si fa pessimista, come qui:

"Fra qualche anno le persone serie saranno costrette per decreto ad andare in giro agitando una campanella come erano obbligati a fare i lebbrosi."

Sul ruolo dell'intellettuale e più specificatamente su quello di molti scrittori italiani oggi

"Non vogliono sporcarsi le mani, anche se hanno luminosi esempi di scrittori, da Tabucchi alla stessa Maraini, ma potrei fare altri nomi, che questa paura non l’hanno mai avuta e continuano a non averla."

Ferma, illuminata e vitale è la presa di posizione di Camilleri riguardo la condanna del Papa all'uso del preservativo

"finge di non sapere che il 90 per cento dei buoni catolici europei usa il preservativo: però al riguardo chiude un occhio. Per gli altri è diverso. Serve a salvare milioni di persone dall’Aids? Non importa. Serve a limitare la crescita delle bocche da sfamare? Non importa. Importano solo le affermazioni dottrinali lontanissime ormai da qualsiasi contatto con la realtà. Ma le centinaia di migliaia di confessori, sparsi nel mondo, perché non dicono al papa come stanno le cose? Oppure glielo dicono ma lui fa finta di niente?"  

© 2009, Chiarelettere


09 luglio 2009 Di Francesco Marchetti


Condividi su:


Copyright © 1996/2012 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati.
Wuz è un marchio registrato.
Internet Bookshop Italia è una società di Giunti & Messaggerie
Internet Bookshop Italia S.r.l.
Sede Legale Via Giuseppe Verdi n.8 - 20090 Assago MI
Reg. Imprese di Milano 12252360156
CCIAA Milano 1542508
P.IVA 12252360156
Capitale sociale € 500.000 i.v.

Licenza SIAE n. 513 / I / 06-359.
Concessionaria di pubblicità MYads.it
Con la collaborazione di Argentovivo per il settore editoria libraria
Dati audience certificati Audiweb

Eventuali comunicazioni e segnalazioni utili possono essere inviate alla redazione
Alcune foto presenti su Wuz.it sono state prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio.
Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.