WUZ  
  HOME | giovedì 24 maggio 2012
Cerca nel sito
ARTICOLO

Scusa ma ti voglio sposare, di Federico Moccia

Uscita prevista: giugno 2009
Guarda la sezione Libri in arrivo di Wuz


Libri: scommesse e certezze per la primavera

Tornano i protagonisti di Scusa ma ti chiamo amore. Niki e Alessandro con tutti i loro amici, ognuno alle prese con la propria vita e i propri problemi, di cuore ma non solo. È passato del tempo, alcune cose sono cambiate, ma a scombinare i piani di tutti quanti c'è sempre lui, l'amore. E questa volta si parla di matrimonio... 


Il libro esce in giugno, ma nel frattempo sono iniziate le riprese del film, sequel del precedente Scusa ma ti chiamo amore, film tratto dal bestseller omonimo.  La pellicola è stata scritta da Federico Moccia, Luca Infascelli e Chiara Barzini. Le riprese si svolgeranno tra Roma e Parigi. Squadra vincente non si cambia e così i protagonisti sono di nuovo Raoul Bova e Michela Quattrociocche. Nel cast anche Francesco Apolloni, Luca Angeletti, Pino Quartullo, Cecilia Dazzi, Ignazio Oliva e la new entry Andrea Montovoli, che ha preso parte alla trasmissione “Ballando con le Stelle”.
La vicenda ha inizio tre anni dopo la conclusione del primo libro e film: Alex, pubblicitario di successo ha raggiunto i quarant'anni e Niki ora è ventenne. Alla fine di Scusa ma ti chiamo amore si erano giurati amore eterno al faro. Adesso Alex capisce che quella differenza di età per lui non è importante perché è lei la donna che vuole sposare. Ma per Niki non è così facile pensare di mettere tutta la sua vita nelle mani di un uomo anche se sa di amarlo. Le nozze si avvicinano, la ragazza, presa dalla paura, manda a monte il matrimonio….

Qualche considerazione di Federico Moccia su di sé e sulla scrittura

Conversazione con Federico Moccia di Federica Aliano
qualche stralcio tratto dal sito Alphabet City


Cosa ascolti mentre scrivi?

Sento molto la radio, mi piace la musica “random”. Mi sintonizzo su una determinata radio perché mi piace che il pensiero vada un po’ a caso. Se devo scrivere una scena particolare, ascolto prima musica classica o comunque strumentale. Di solito però mi piace farmi guidare dal caso, come nella vita. Le canzoni ti sorprendono e ti regalano emozioni inaspettate. A volte poi ho bisogno di silenzio. Poi c’è da dire che io scrivo solo di notte, è un momento di raccoglimento, con la città stessa che piano piano non ha più il traffico, quel movimento costante… scende un silenzio magico, magari hai solo una piccola luce, sei avvolto nel blu notturno… poi magari esco in terrazzo, anche se fa freddo… è bello. I tuoi libri diventano film. Mentre scrivi, ci pensi? Questo influenza la tua scrittura?

Ci penso, ma non ci penso. Sono aiutato in qualche modo dal fatto che ho sempre scritto in forma di sceneggiatura. Mi piace molto accompagnare lo scrivere con le immagini: apertura – descrizione – dialogo, apertura – descrizione – dialogo... Anche se poi vedo che ultimamente i film prendono quasi sempre spunto dai libri. Trovo che sia un bello sviluppo, ma non deve essere un condizionamento. Sono due cose distinte, quando scrivo non penso già al film. Certo, mi piace che la storia parta da un’idea, come di solito si fa con un film. O magari una tesi, come in Ho voglia di te che è la voglia di amare di nuovo. Dopo che è finita una storia importante, c’è sempre voglia di innamorarsi ancora. Ci riuscià Step? O bisogna tornare indietro con la persona che si è lasciata? Perché poi, quando torni, la persona che avevi lasciato e a cui hai pensato per tanto tempo, ti delude rispetto a quello che pensavi. Quindi è meglio non tornare indietro. Quando una storia finisce è finita, non potrà più essere la stessa. Ecco cosa volevo dire con Ho voglia di te.


Dal sito ufficiale di Federico Moccia

Chi sono... domanda difficile.
Domanda bellissima. Io sono le parole che amo, le storie che racconto, gli amici più cari che mi accompagnano in questa vita. Sono nei colori di un fiore che cresce ostinato
al bordo di una strada asfaltata.
Vivo dentro al cielo, quando al tramonto si tinge d'arancio, sempre diverso, sempre se stesso. Sono nei quadri che dipingo, nella penna che uso quando scrivo, in un piccolo regalo che scelgo per fare una sorpresa.
Sono nel piacevole tepore di un maglione d'inverno e nella libertà di una maglietta estiva, nel caldo sole d'agosto.
Mi ritrovo nelle pagine degli scrittori che amo, nei fotogrammi di un film che mi commuove. Mi perdo negli occhi di chi amo e mi ritrovo in quelli di chi mi fa sorridere e sa ridere di sé.
Sono le cose che amo: l`amicizia e la lealtà, la solitudine e la compagnia degli amici, il silenzio e lo scoppio improvviso di una risata.
Correre in moto, quando la visiera del casco è alzata ed entra il vento. Parlare senza dire niente, perché gli occhi hanno già svelato tutto.
Mangiare una brioche calda alla crema, bere una buona birra. Nuotare nel mare: quello salato d'estate e quello turbolento e dolce dei sentimenti.
Penso che le persone siano onde: mai né vincenti né perdenti. Solo onde. Che mi portano via, mi affascinano, mi spingono e sollevano.
E non so mai a quale spiaggia mi faranno arrivare. Ognuna delle persone che incontro è un'onda in cui mi tuffo volentieri. E mi piace chi sogna, chi sorride, chi vive e non sopravvive, chi non perde fiducia ed entusiasmo, chi pensa che un tramonto non sia una fine ma un inizio.
E tutto questo non è questione d'età. Amo la curiosità quando è voglia di conoscere e non invadenza. Sono curioso "come una donna", dicono a volte i miei amici.
E io rido. Ma credo che la curiosità sia una cosa bella, e comunque, che non appartenga ad una sola categoria. Amo il darsi del "Tu": è come darsi del "Lei". Dipende sempre e solo da come lo si fa.
Poi, come diceva J. Prevert, "non volermene se ti do del tu: io do del tu a tutti quelli che si amano anche se non li conosco." Amo il mio essere adulto oggi, perché è frutto del ragazzo che ero ieri.
Che ha provato dolore, gioia, solitudune, delusione, voglia di reagire, speranza. Nessuno ti ascolta se non sei credibile. E sei credibile quando non nascondi il tuo universo. Amo i brividi che mi attraversano quando qualcuno mi ha capito e si ritrova in ciò che scrivo.
K.Gibran affermava che "il significato di un uomo non va ricercato in ciò che egli raggiunge, ma in ciò che vorrebbe raggiungere." Ed io ci credo.



L'autore



17 marzo 2009 Di Grazia Casagrande


Condividi su:


Copyright © 1996/2012 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati.
Wuz è un marchio registrato.
Internet Bookshop Italia è una società di Giunti & Messaggerie
Internet Bookshop Italia S.r.l.
Sede Legale Via Giuseppe Verdi n.8 - 20090 Assago MI
Reg. Imprese di Milano 12252360156
CCIAA Milano 1542508
P.IVA 12252360156
Capitale sociale € 500.000 i.v.

Licenza SIAE n. 513 / I / 06-359.
Concessionaria di pubblicità MYads.it
Con la collaborazione di Argentovivo per il settore editoria libraria
Dati audience certificati Audiweb

Eventuali comunicazioni e segnalazioni utili possono essere inviate alla redazione
Alcune foto presenti su Wuz.it sono state prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio.
Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.
I siti del network: