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Un film di Brian De Palma
The Black Dahlia
Il film, presentato il 30 agosto, in anteprima mondiale, alla 63. Mostra del Cinema di Venezia, è tratto dall'omonimo romanzo di James Ellroy
Ossessione, amore, corruzione, avidità e depravazione circondano la storia vera del brutale assassinio di un’aspirante attricetta di Hollywood, Elizabeth Short, omicidio che sconvolse e suscitò una morbosa curiosità tra gli americani.
Il 15 gennaio 1947 il corpo di una giovane donna venne ritrovato in un luogo abbandonato nei pressi di Leimert Park, a Los Angeles: era nudo, tagliato in due all’altezza della vita, gli organi interni erano stati rimossi e il sangue fatto defluire, un crimine così orrendo che le foto non vennero mai mostrate al pubblico. L’assassino l’aveva presa a bastonate, sodomizzata e le aveva tagliato la bocca da un orecchio all’altro, in una smorfia clownesca e ripugnante.
Ma perché quell'infelice ragazza diventò nota a tutti come Black Dahlia? I capelli corvini di Betty, la sua abitudine di vestire di nero e di mettere un fiore tra i capelli, oltre all’uscita nel 1946 del film The Blue Dahlia con Alan Ladd e Veronica Lake, l'avevano fatta soprannominare "Dalia Nera" quando ancora aspirava al successo di Hollywood, un nome che la infastidiva in vita e che l’ha seguita dopo la morte. Fra false accuse e confessioni, quello di Betty è uno degli omicidi più raccapriccianti rimasti insoluti nella storia della città di Los Angeles.
Una coppia di ex pugili, Lee Blanchard (Aaron Eckhart) e Bucky Bleichert (Josh Hartnett), furono chiamati ad investigare sull’omicidio dell’ambiziosa attricetta Betty Ann Short (Mia Kirshner). Blanchard scopre però che la fidanzata Kay, interpretata nel film dalla bellissima Scarlett Johansson, ha in qualche modo a che vedere con il caso… Anche il collega Bleichert è attratto dall’enigmatica Madeleine Linscott (Hilary Swank), figlia di una delle più potenti famiglie di Los Angeles, a sua volta coinvolta nel delitto. Per Blanchard il caso diventa un’ossessione, perché risolverlo significherebbe riscattarsi dall’aver fallito nel proteggere le altre donne della sua vita. Anche Bleichert inizia a mettersi in discussione e non sa decidersi tra due donne molto diverse tra loro: l’apparentemente innocente Kay e la seducente Madeleine, la cui madre, Ramona si dimostra in possesso di più di una chiave del mistero.
Il film che vede la regia di Brian De Palma, la sceneggiatura di Josh Friedman e la scenografia dell'italiano Dante Ferretti, presentato in anteprima mondiale il 30 agosto nella Sala Grande, nella serata inaugurale della 63. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, uscirà negli Stati Uniti il prossimo 15 settembre e il 29 anche in Italia.
Il film è tratto dal romanzo di James Ellroy del 1987 e che è universalmente giudicato il capolavoro dello scrittore americano. James Ellroy venne a conoscenza della macabra vicenda a 11 anni, quando ricevette dal padre la raccolta The Badge di Jack Webb, che dedicava 10 pagine a Elizabeth Short. Sua madre, Jean Hilliker, era stata strangolata solo qualche mese prima e il responsabile non venne mai trovato, così la sua incapacità di elaborare apertamente la sua morte si trasformò nell’ossessione per la Dalia Nera.
Ellroy descrive il lato oscuro di Los Angeles come “crimine, sesso e patologie stravaganti”. Per ricreare la Hollywood del 1947, la produzione si è trasferita a Sofia, Bulgaria, nell’aprile del 2005. Lo scenografo Dante Ferretti ha ricostruito Hollywood e le strade durante lo Zoot Suit Riots nella zona di Lic Pier/Venice che non esiste più a Los Angeles. Il regista ha affermato che, grazie anche a esperienze precedenti, non è stato un problema per lui girare in posti così lontani dalla vera Los Angeles. La produzione ha poi completato il lavoro girando alcune sequenze chiave a Los Angeles. Nel giugno del 2005, il team ha filmato alcuni scorci della città soprattutto per avere il look giusto per gli sfondi e immagini che si possono avere solo lì. Quindi hanno ripreso la City Hall a Spring Street per le sequenze in cui i due agenti si battono con la LAPD per continuare a seguire il caso.
CAST ARTISTICO
JOSH HARTNETT - Bucky Bleichert
SCARLETT JOHANSSON - Kay Lake
AARON ECKHART - Lee Blanchard
HILARY SWANK - Madeleine Linscott
MIA KIRSHNER - Elizabeth Short
MIKE STARR - Russ Millard
FIONA SHAW - Ramona Linscott
PATRICK FISCHLER - Ellis Loew
JAMES OTIS - Dolph Bleichert
JOHN KAVANAGH - Emmett Linscott
TROY EVANS - Chief T. Green
ANTHONY RUSSELL - Morrie Friedman
PEPE SERNA - Dos Santos
ANGUS MACINNIS - Capt. John Tierney
RACHEL MINER - Martha Linscott
CAST TECNICO
Regia BRIAN De PALMA
Sceneggiatura JOSH FRIEDMAN
Direttore della fotografia VILMOS ZSIGMOND, A.S.C.
Scenografie DANTE FERRETTI
Costumi JENNY BEAVAN
Montaggio BILL PANKOW A.C.E.
Musiche MARK ISHAM
Casting JOHANNA RAY, C.S.A.
Line Producer MICHAEL P. FLANNIGAN Produttori esecutivi JAMES B. HARRIS, DANNY DIMBORT, BOAZ DAVIDSON, TREVOR SHORT, JOHN THOMPSON Produttori esecutivi ANDREAS THIESMEYER, JOSEF LAUTENSCHLAGER, HENRICK HUYDTS, ROLF DEYHLE Prodotto da ART LINSON, AVI LERNER, MOSHE DIAMONT, RUDY COHEN
| 29 agosto 2006 | | Di Grazia Casagrande |
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