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ARTICOLO

Francia, Germania, Italia, Inghilterra, Spagna, Russia e il resto d'Europa chiedono più cooperazione al nuovo presidente americano

La vittoria di Barack Obama >>>

Con Barack Obama come nuovo alleato a Washington, i governi europei vedono la possibilità di avanzare una serie di questioni d’interesse mondiale, dalla lotta contro il cambiamento climatico al contenimento del programma nucleare dell’Iran



I leader europei non conoscono ancora bene il neo-presidente e i funzionari non hanno chiaro quali saranno le sue priorità quando entrerà alla Casa Bianca il 20 gennaio 2009, in mezzo a una crisi finanziaria mondiale e a una grave recessione economica. Ma Berlino, Londra e Parigi, dove si è seguito da molto vicino la sua campagna presidenziale, confidano che Obama porterà un cambiamento positivo nella politica estera statunitense che sostituisca lo scontro con il dialogo e l’ideologia con il pragamatismo.

Gordon Brown

Questo ha alimentato le speranze di un nuovo inizio per alcuni dei problemi del XXI secolo, dall’Iran e dalla pace in Medio Oriente, fino al surriscaldamento globale e alla riforma finanziaria, temi che le potenze hanno cercato di affrontare con il Presidente Bush, una figura profondamente impopolare in Europa.
Il presidente della Commisione Europea, José Manuel Barroso, ha invitato Obama a unirsi all’Europa per forgiare “un nuovo accordo per un nuovo mondo” e il primo ministro britannico Gordon Brown ha elogiato i suoi “valori progressisti” e la sua visione per il futuro.    


Nicolas Sarkozy

“In un momento in cui dobbiamo affrontare insieme tutti questi temi, la sua elezione ha creato un’enorme speranza in Francia, Europa e nel mondo”, ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy. L'elezione di Barack Obama, ha detto, "solleva in Francia, in Europa e, al di là, nel mondo un'immensa speranza: quella di un'America aperta, solidale e forte che mostrerà di nuovo la via, con i suoi partner, attraverso la forza dell'esempio e l'adesione ai suoi principi".


Tra le reazioni più significative quella della Germania, il paese che forse più di ogni altro ha vissuto come un trauma il difficile rapporto con George W. Bush. "All'inizio del suo mandato - ha commentato la cancelliera tedesca Angela Merkel riferendosi a Obama - il mondo si trova davanti a sfide significative. Sono convinta che affronteremo i nuovi pericoli e i rischi all'insegna di una stretta cooperazione basata sulla fiducia tra Stati Uniti ed Europa e che coglieremo le numerose opportunità che si offrono in questo mondo globale".
Sarkozy e il cancelliere tedesco Angela Merkel, entrambi conservatori e alleati degli Stati Uniti, hanno aiutato a placare le tensioni provocate dalla scelta unilaterale americana della guerra in Iraq.
Entrambi hanno mantenuto relazioni con Bush e ora dovranno instaurare un nuovo vincolo con Obama, che si è riunito con la Merkel per la prima volta durante il suo viaggio in Europa i mesi scorsi.


José Luis Rodríguez Zapatero

Parla di nuova epoca il premier spagnolo Luis Rodriguez Zapatero, secondo il quale la vittoria di Obama apre "una nuova era per il dialogo nelle relazioni internazionali". La vittoria di Obama, ha concluso il premier spagnolo, "darà un nuovo impulso al multilateralismo economico e politico".


Giorgio Napolitano

"Per noi italiani che ci sentiamo intimamente legati sul piano storico e politico, culturale e umano, al popolo americano e agli Stati Uniti d'America, questo è un grande giorno: traiamo dalla sua vittoria e dallo spirito di unità che l'accompagna nuovi motivi di speranza e di fiducia per la causa della libertà, della pace, di un più sicuro e giusto ordine mondiale". È il messaggio che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al neo presidente degli Stati Uniti Barack Obama.


Anche il Papa ha inviato, attraverso l'ambasciata statunitense presso la Santa Sede, un messaggio a Barack Obama: "il compito del presidente degli Stati Uniti è un compito di immensa e altissima responsabilità non solo per il suo Paese, ma per tutto il mondo, dato il peso che gli Stati Uniti hanno in tutti i campi sulla scena mondiale. Perciò tutti auguriamo al nuovo presidente Obama di poter rispondere alle attese e alle speranze che si rivolgono verso di lui, servendo efficacemente il diritto e la giustizia, e trovando le vie adatte per promuovere la pace nel mondo; favorendo la crescita e la dignità delle persone nel rispetto dei valori umani e spirituali essenziali".



Preoccupazioni


La prima grande sfida sarà raggiungere con Washington un accordo su nuove norme per regolare il sistema finanziario mondiale, un risultato che alcuni in Europa temono complicato da ottenere. “La preoccupazione, in mezzo a questa crisi, è che crescano le tendenze protezioniste sotto un Presidente democratico”, ha detto Volker Perthes, direttore dell’Istituto Tedesco degli Affari Internazionali e della Sicurezza.

Angela Merkel

In alcune capitali si teme anche che Obama faccia richieste troppo esigenti all’Europa se vuole mantenere la sua promessa elettorale di attuare dei cambiamenti in merito alle operazioni militari americane di Iraq e Afghanistan. Ciò preoccupa in modo particolare la Merkel, che l’anno prossimo affronterà l’elezione e un pubblico profondamente scettico sulla missione tedesca in Afghanistan di 3.300 uomini. In quanto all’Iran, l’Europa è ottimista riguardo al piano di Obama di dialogare direttamente con i leader di Teheran, cosa che per anni gli alleati avevano chiesto a Bush. “Non possiamo lamentarci della nostra cooperazione con gli Stati Uniti sull’Iran, ma la politica attuale ha avuto un successo limitato”, ha detto un alto funzionario tedesco vicino alla Merkel, “crediamo che sia postivo che Obama stia pensando di ricorrere a un percorso diverso”.


Konstantin Kosachyov

A Mosca, le cui relazioni con Washigton erano tese negli ultimi tempi, Obama è visto come un alleato “più adeguato” del repubblicano McCain, afferma Konstantin Kosachyov, presidente del comitato degli Affari Internazionali della Duma, la camera bassa del parlamento russo, “con Barack Obama esiste una possibilità per le relazioni Stati Uniti-Russia, una speranza che qualcosa possa cambiare in meglio”. Il presidente russo Dimitri Medvedev, in un telegramma a Obama ha  esposto le sue speranze: “mi auguro che ci sarà un dialogo costruttivo, basato sulla fiducia e che tenga in cosiderazione i reciproci interessi dei nostri paesi”.





Fonti:
El Colombiano, La Repubblica

Traduzione di Paola Pedrinazzi


20 novembre 2008  


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