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HOME | lunedì 13 febbraio 2012 |
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É iniziata la transizione per ricevere il nuovo Presidente degli Stati Uniti Il Presidente Bush ha istituito un consiglio per disporre il passaggio della carica al vincitore delle elezioni
L'inchiesta di Wuz: - La vittoria di Barack Obama >>>
In vista delle elezioni in cui verrà scelto il prossimo Presidente, George W. Bush ha istituito un team che avrà il compito di coordinare il trasferimento dei poteri, prima con le due equipe della campagna e poi con il vincitore delle elezioni del 4 novembre. Il team di transizione, che si chiama Presidential Transition Coordinating Council, è costituito da funzionari esperti in politica economica, sicurezza nazionale e antiterrorismo, ed è presieduto dal capo di Gabinetto della Casa Bianca, Josh Bolten. Dana Perino, portavoce della Casa Bianca, ha spiegato che il team dovrà coordinarsi con le equipe tanto di Obama quanto di McCain, “indipendentemente dall’orientamento politico” e che dopo il 4 novembre lavorerà con il vincitore delle elezioni. Nel 2000, dopo l’elezione di novembre, l’allora presidente Bill Clinton aveva istituito un consiglio simile prima di cedere a Bush la presidenza.
 | | Il candidato democratico Barack Obama stringe la mano al repubblicano John McCain al termine di un dibattito (Carlos Barria/Reuters) | I due candidati hanno aumentato il ritmo delle proprie apparizioni in pubblico, ad esempio Obama in Ohio e McCain in Wisconsin, uno degli stati a tendenza democratica dove il repubblicano spera di ottenere una sorpresa. Ma gli analisti hanno iniziato a considerare che questo distacco potrebbe risultare difficile da colmare per McCain se la situazione non cambia. Entrambe i team della campagna elettorale si sono mostrate riluttanti a discutere di una potenziale transizione per paura di sembrare presuntuosi. Un portavoce della propaganda di Obama, Bill Burton, si è rifiutato di parlare dell’ordine di Bush. La squadra di McCain non ha risposto subito alla richiesta di dichiarazioni in proposito. Ma le due equipe hanno silenziosamente iniziato la preparazione della transizione: quella di Obama è condotta da John Podesta, un capo di Gabinetto del Presidente Clinton, mentre William E. Timmons, lobbista, si occupa di quella di McCain. I due candidati hanno già nominato i propri rappresentanti che dovranno pianificare la transizione e designare i funzionari che, non appena sarà noto il nome del nuovo presidente, occuperanno i posti chiave e prenderanno tutte le decisioni necessarie nelle 11 settimane tra le elezioni e il momento in cui entrerà in carica il 20 gennaio 2009.
 | Il Presidente Bush con Dana Perino, portavoce della Casa Bianca (Dough Mills/NY Times)
 | Il Presidente Bush, istituendo questo consiglio per coordinare l’handoff della presidenza a uno dei due candidati, ha fatto un passo avanti per affrontare il periodo successivo all’election day e, come ha affermato la portavoce della Casa Bianca Dana Perino, mira ad assicurare “una tranquilla transizione presidenziale”, “ciò è particolarmente importante dato che la nostra nazione sta combattendo una guerra, affrontando una crisi finanziaria e lavorando per proteggerci da futuri attacchi terroristici”.
Gli ultimi cento giorni di Bush
La crisi economica e le questioni in sospeso in politica estera segnano la fine del mandato del presidente degli Stati Uniti
Come una clessidra, è iniziato il conto alla rovescia di G .W. Bush, che sta affrontando i suoi ultimi cento giorni prima di lasciare definifitivamente la poltrona presidenziale nel suo ufficio della Casa Bianca. Il presidente statunitense inizia ad intravedere la fine degli otto tumultuosi anni alla carica, ma il panorama che lo aspetta fino a quel momento è tanto tragico quanto inaspettato per la sua amministrazione.
“Pare che avrò molto lavoro da fare fino a che il nuovo presidente entri in carica”, ha riconosciuto Bush.
Crisi finanziaria mondiale
 | | New York Stock Exchange (NYSE), la più grande borsa valori del mondo con sede al numero 11 di Wall Street | Il panico si è impadronito dei mercati mondiali. Le Borse hanno chiuso con la settimana peggiore della storia nonostante gli sforzi dei governi per contenere il timore internazionale. La portata del crollo della borsa ha colpito le economie di tutto il mondo e specialmente quella degli Stati Uniti. Bush si è incaricato di trasmettere al paese un messaggio di sicurezza e fiducia, assicurando che a questo periodo di crisi seguiranno giorni migliori, ma ciò accadrà fra molto tempo e l’attuale Presidente avrà già ceduto il suo posto al repubblicano McCain o al democratico Obama. Bush afferma che la sua amministrazione sta lavorando per dare una soluzione al problema. “Questo è un momento difficile. Ma gli americani possono avere fiducia nel futuro della nostra economia. Sappiamo quali sono i problemi. Abbiamo gli strumenti per risolverli. E stiamo lavorando rapidamente per farlo”. “Questo è ciò che gli americani hanno bisogno di sapere: che il governo degli Stati Uniti sta reagendo; continueremo ad agire per risolvere la crisi e restaurare la stabilità dei nostri mercati”, ha detto. Dal 15 settembre, quando il fallimento della banca di investimento Lehman Brothes ha acuito una crisi economica che già si profilava all’orizzonte, Bush, che fino a quel momento si era mantenuto in un distante secondo piano, ha moltiplicato le sue apparizioni in pubblico in merito alla situazione finanziaria. Bush si è riunito con i ministri della Finanza del G7 – i sette paesi più ricchi: Canada, Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Italia, Germania e Francia – e del G20, le prinicipali economie avanzate e in sviluppo; ha previsto di continuare a intervenire e ad avere contatti con i leader internazionali per tentare di far fronte alla crisi. Confermata l’iniziativa proposta dal presidente francese, Nicolas Sarkozy, Bush dovrà partecipare a un vertice straordinario del G8 (il G7 più la Russia) sulla crisi economica subito dopo le elezioni.
Politica estera
 | | Bush, Ehud Olmert e il Presidente palestinese Mahmud Abbas alla conferenza di Annapolis, Maryland, il 27 novembre 2007 per la pace in Medio Oriente (Getty Images/Daylife) | L’economia è protagonista nel finale di mandato di Bush, ma il tempo è tiranno anche per altri temi importanti di politica estera. Nell’ultimo vertice delle Nazioni Unite, il presidente statunitense si è congedato dai paesi membri dell’ONU con numerose questioni in sospeso. Prima della conclusione della sua presidenza, Bush si era prefissato come obiettivo il raggiungimento di un accordo di pace per il Medio Oriente, basato sull’instaurazione di uno Stato palestinese nel 2008. Così aveva promesso dopo il meeting di Annapolis. Si suppone che questa meta sia impossibile da raggiungere, dopo che il primo ministro israeliano Ehud Olmert ha dato le sue dimissioni in seguito a uno scandalo di corruzione. Le negoziazioni tra israeliti e palestinesi restano così a un punto morto.
Fonti: NY Times, Washington Post, CBS news, EL País, La Nación, CNN expansión, White House, Daylife, CNN, Reuters
| 27 ottobre 2008 | | Di Paola Pedrinazzi |
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