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HOME | giovedì 24 maggio 2012 |
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Genitori si nasce o si diventa? Mamme e papà alla ricerca di una formula magica che spesso è nascosta nell'istintoLibri, un sondaggio e l'opinione di Ambra Angiolini e Silvia Vegetti FinziParola d'ordine: scambiare le esperienze, darsi consigli, condividere. Ecco le nuove mamme, che in fondo sono come quelle di ieri, ma che invece delle chiacchiere davanti alla scuola dei figli (adesso le mamme sono sempre di corsa e il figlio alle 8,30 del mattino vola giù dall'auto in corsa) o preparando i tortellini con le altre donne della famiglia (adesso le mamme comprano quelli di Giovanni Rana), si incontrano su internet, nei blog, in piena notte, dopo aver rimesso a letto per la quarta volta il pargolo irrequieto. E i nuovi papà? Anche loro si confrontano, partecipano, vogliono essere protagonisti di tutte le fasi della crescita dei figli (hanno più tempo a disposizione rispetto al passato) e vivere questa esperienza in modo più completo e intenso dei loro padri.
Su Wuz:
Un sondaggio proposto dal mensile Insieme, dal portale Quimamme e dal Centro Benedetta d’Intino di Milano (che molto ha a che fare con il mondo dell'editoria essendo nata nel 1992 per iniziativa delle famiglie Mondadori, D'Intino e Formenton in ricordo della piccola Benedetta, la prima nipotina di Cristina Mondadori) costituisce la prima indagine su un cambiamento epocale: la figura ideale della mamma non esiste più. E non è poco, se pensiamo alle frustrazioni e al senso di inadeguatezza di cui hanno sofferto generazioni di donne che non si sentivano all'altezza di questo modello. Le nuove mamme - definita generazione "M" - saranno dunque "imperfette ma più felici perché consapevoli che la mamma-ideale nella realtà non esiste".
Per analizzare i dati del sondaggio è stato organizzato a Milano l’8 ottobre 2008, un convegno dal titolo “Le nuove mamme una generazione che sta cambiando”. Al sondaggio hanno risposto 1300 donne da tutta Italia. Qualche dato? Il 68,77% a proposito del primo impatto con il figlio confessa «pensavo l'avrei amato incondizionatamente. Ma non è sempre stato così», mentre il 60,6% dichiara di non temere il giudizio altrui, ma di accettare consigli e confronti.
Silvia Vegetti Finzi - psicoterapeuta - tra le relatrici del convegno: “Finalmente un sondaggio che non chiede ciò che tutti sanno o vorrebbero sentirsi dire ma affronta, senza pregiudizi, la bellezza e la difficoltà di essere mamme. Oggi. [...] Mamme non si nasce quindi ma si diventa. Una acquisizione fondamentale perché affina la capacità di osservazione del bambino, di se stesse e della relazione. Non a caso la prima dote che le mamme si riconoscono è la sensibilità. Mentre la consapevolezza di non essere competenti per natura, ma per apprendimento le aiuta a mettersi in discussione e a saper chiedere aiuto e conforto. [...] Venuta meno la pretesa di essere unica e insostituibile, la nuova mamma sa imparare: dalle amiche, dai familiari e persino dagli scambi in Internet perché i problemi dei bambini , che sono quelli di sempre (coliche, insonnia, inappetenza) si ridimensionano quando vengono espressi e condivisi. In particolare con il marito perché i nuovi papà, molto diversi da quelli di un tempo, sanno essere vicini a mamma e figlio non solo partecipando indirettamente ai loro scambi, ma in prima persona, da protagonisti. E' utile e arricchente che i punti di vista siano due quando si confrontano e si integrano a vicenda. E non importa se le faccende domestiche risultano un po' trascurate: nella famiglia affettiva ci sono ben altre priorità! Prima tra tutte quella di essere genitori.” ¤ Leggi l'intervento completo sul sito del Corriere >>>
 | | ambra angiolini - wuz news | Ambra Angiolini - attrice, cantante, presentatrice - tra gli ospiti:
Ambra Angiolini appartiene alla categoria delle mamme-acrobata, con due bimbi, Jolanda di 5 anni e Leonardo di 2, avuti dal cantautore Francesco Renga, per il quale si è trasferita da Roma a Brescia. “Cerco sempre il confronto. Meno ti senti sola, più i problemi ti sembrano piccoli. Quando sono arrivata a Brescia ero incinta per la prima volta. Non conoscevo nessuno, nemmeno il medico di base! La prima cosa che ho fatto è stato andare all'Asl e iscrivermi al corso pre parto. Sapevo una strada: casa-Asl. Si chiacchierava molto, ci siamo divertite un sacco. [...] Questa società ti mette più a tuo agio se sei sola, e devi pensare soltanto a te. Avere un figlio significa metterti in discussione per tutta la vita. I papà si sforzano, ma non è così scontato il cambiamento. Ogni tanto vengono fuori i 'vecchi uomini', esattamente come noi donne ci accaniamo a pulire... Discussioni con Francesco? Sì, capita. Ma con una regola: il dibattito si apre dopo che abbiamo messo a letto i bambini [...] La mia giornata è fatica e gioia. Sempre con la sensazione di non farcela. Invece ce la fai. A volte dopo aver portato i bambini a scuola prendo il treno per Roma per un lavoro, e la sera torno a Brescia. Alle nove e mezzo sono uno straccio.”
¤ Leggi l'intervista completa sul sito del Corriere >>>
| 10 ottobre 2008 | | Di Giulia Mozzato |
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