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HOME | lunedì 13 febbraio 2012 |
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Storia e politica ed economia dell'America del 2008 La vittoria di Barack Obama >>>
Fine del sogno americano? Sicuramente gli ultimi anni hanno messo in discusisone il ruolo di faro di democrazia e di libertà che in passato gli Usa avevano saputo ben interpretare. Di certo la crisi economico-finanziaria che sta gettando quel Paese in una specie di "buco nero", non fa più pensare all'America come alla terra delle opportunità. Insomma sono un po' troppe e in troppi campi le cose che non vanno. Gli stessi cittadini americani sembrano aver perso fiducia nel proprio Paese, sommersi come sono dai debiti e spinti per troppi anni a consumare sia che avessero soldi sia che, non avendoli, utilizzassero forsennatamente le tante carte di credito in loro possesso. Ora i nodi sono giunti, come si usa dire, al pettine e non è più tempo di indugi. "Yes, we can", "Change": sono le parole d'ordine della campagna elettorale di Barack Obama. "Reform", "Prosperity", "Peace", quelle di John McCain. È chiaro che entrambi i candidati sentono la necessità di una discontinuità forte rispetto alla passata presidenza, capiscono come l'attuale crisi economica e politica, sia diventata una crisi culturale profonda che si configura nella sfiducia interna e nella perdita di credibilità all'estero degli Stati Uniti. Alcuni recenti saggi, scritti da storici ed economisti americani, analizzano questo particolare momento e cercano di osservarne le cause anche remote oltre a quelle contingenti.
Nemesi. La fine dell'America di Chalmers Johnson
Nemesi è il terzo e ultimo volume di una trilogia dedicata alle conseguenze della politica estera americana. Negli Ultimi giorni dell'impero americano, Johnson aveva enunciato la tesi del "ritorno di fiamma", ovvero la "vendetta", la "rappresaglia" che prima o poi gli Stati Uniti avrebbero dovuto subire, cosa poi puntualmente avveratesi con gli attentati dell'11 settembre. Nelle Lacrime dell'impero aveva denunciato il militarismo eccessivo con il quale l'ultima superpotenza del pianeta ha costruito le basi - che si stanno dimostrando sempre più fragili - del suo primato. In Nemesi esamina il futuro degli Stati Uniti in questo nuovo scenario. Il dettato della Costituzione è stato spesso disatteso e la stessa natura del Paese è cambiata; i servizi segreti sono diventati una sorta di milia personale del presidente con palesi violazioni dei diritti umani; le spese belliche e la corsa sfrenata ai consumi hanno fatto sprofondare l'America in un debito colossale... A questo punto l'America è a un bivio: rinunciare ai sogni di potenza e tornare ai valori che hanno ispirato la loro storia, oppure proseguire su quella strada che la sta portando al disastro. Il nuovo presidente degli Stati Uniti si troverà davanti a questa drammatica scelta. 440 pag., 26,00 € - Garzanti (Saggi) Traduzione di Gianni Pannofino ISBN 978-88-11-59783-4
Shooting War di Anthony Lappé e Dan Goldman
Tra tanti saggi, ecco una graphic novel molto incisiva ed efficace. Un giornalista free lance, direttore editoriale di un canale web, Anthony Lappé si è unito a Dan Goldman, scrittore, illustratore e autore di graphic novel, per proporre ai lettori di tutto il mondo un libro di satira politica o (si spera) di fantapolitica. John McCain è stato eletto presidente: la guerra in Iraq si fa sempre più sanguinosa e gli attacchi terroristici sono quotidiani. La guerra si combatte in una stanza come fosse un videogioco. C'è un giovane ribelle Jimmy Burns che per caso riprende un attentato e diventa famoso. finisce a Baghdad per conto di un canale televisivo e là si rende conto di che cosa vuol dire essere in prima linea e di come sia impossibile fare informazione indipendente quando si è al fronte. Questo è il primo romanzo a fumetti ambientato in Iraq ed è così realistico da sembrare un reportage e così inquietante da far riflettere ogni lettore.
9/11 - Il dopo. la guerra al terrore di Sid Jacobson & Ernie Colón
Come si può affrontare il dopo 11 settembre e comunicare il disagio, il disastro, di disorientamento della nazione americana? Sid Jacobson e Ernie Colón hanno scelto il fumetto, o meglio la graphic novel. Ma i disegni, estremamente realistici e corredati da ampie didascalie, sono intervallati anche da fotografie, grafici, indicazioni statistiche e cartine geografiche così da permettere una piena collocazione e una chiara comunicazione dei temi trattati e delle tesi esposte dagli autori. Il libro è introdotto da Bernardo Valli che cerca, prima di tutto, di collocare la guerra in Iraq all'interno di precisi criteri di suddivisione dei conflitti ("ultra-conflitti", "iper-conflitti", "macro-conflitti", "micro-conflitti" e "infra-conflitti"), classificazione che tiene conto della durata, dell'intensità e della natura di una guerra. ma quella che continua a svolgersi in Iraq sconvolge ogni classificazione. Una guerra "senza faccia", sottolinea Valli, da cui non arrivano informazioni veritiere, né cifre reali sui morti, gli attentati, le stragi, le quotidiane violenze. I morti, le stragi non fanno più notizia né colpiscono la sensibilità occidentale. Forse un libro dal forte impatto visivo, così drammatico nella comunicazione può servire, più di un saggio, nel costruire quell'opinione pubblica sempre meno attenta e partecipe il cui risveglio può significare un cambiamento di rotta della politica americana. Questo della guerra in Iraq è indubbiamente un problema a cui il futuro presidente degli Stati Uniti dovrà trovare una rapida soluzione. 158 pag., 15,00 € - Alet (graphicAlet) Traduzione di Fabrizio Grillenzoni ISBN 978-88-7520-105-0
La coscienza di un liberal di Paul Krugman
Per poter discutere di crisi economica, è di certo utile sapere che cosa ne pensa e qual è la posizione nei confronti della disciplina di uno degli economisti americani più letti e studiati nel mondo, Paul Krugman. Questo libro è quasi il suo manifesto. Molte cose sono andate storte in America negli ultimi trent'anni e finalmente se ne sono accorti anche gli americani. Grazie a Franklin Delano Roosvelt gli Stati Uniti avevano superato la gravissima crisi del dopoguerra e, poggiando su forti valori democratici e egualitari, il boom dei salari aveva elevato milioni di americani dalla povertà a una vita agiata. Poi le cose sono rpecipitate. L'America forte, egualitaria e progressista, dice Krugman, non c'è più, spazzata via dalle politiche conservatrici. "I molteplici fallimenti dell'amministrazione Bush sono il risultato di un governo in mano a un movimento che si dedica ad attuare politiche contrarie agli interessi della maggioranza, e che deve tentare di compensare questa debolezza intrinseca con l'inganno, i diversivi e la munificenza nei confronti dei propri sostenitori". La coscienza di un liberal non è solo un atto di accusa.. È un programma per il cambiamento, per un nuovo New Deal che dia impulso a una democrazia vitale. 308 pag., 18,00 € - Laterza (i Robinson) Traduzione di Fabio Galimberti e Paola marangon ISBN 978-88-420-8657-4
L'altro potere. Opinione pubblica e democrazia in America di Giovanna Cavallari e Giovanni Dessì
«Quando abbiamo iniziato a fidarci degli sconosciuti?» è il titolo dell'ultimo report realizzato dall'agenzia di comunicazione newyorchese Universal McCann: un'analisi che spiega come oggigiorno il potere di influenzare l'opinione pubblica non sia più solo nelle mani dei media tradizionali, ma sia invece diventata facoltà di chiunque, in rete. La risposta alla domanda iniziale può essere: da quando si è capito che non ci si può fidare di chi conosciamo bene! I media tradizionali, giornali e televisioni, insistono negli ultimi tempi sul calo d'interesse dei cittadini causato anche, e soprattutto, dalla degenerazione della politica. Questo fatto è particolarmente grave negli Stati Uniti dove è storicamente, come dimostrano gli autori di questo saggio, stato fondamentale il contributo dell'opinione pubblica nella tutela della democrazia. Oggi però il monopolio dell'informazione è monopolio di minoranze ed è quindi difficile partecipare alla gestione della cosa pubblica da parte del semplice cittadino. Ma una straordinaria novità si sta facendo sempre più strada nel mondo così complesso e controllato dell'informazione: internet è una fonte di informazioni davvero in mano a tutti e i social network sono uno strumento di scambio e di commento, una "democrazia emergente" che sta diventando sempre più alternativo ai canali tradizionali. Quello che tanti registi americani di film di denuncia indicano come una dei maggiori sintomi della crisi della democrazia nel loro Paese, cioè l'informazione "pilotata" e la conseguente perdita di potere dell'opinione pubblica, può trovare così un'alternativa. XI-143 pag., 22,50 € - Donzelli (Saggi. Scienza e flosofia) ISBN 978-88-6036-302-2
Il secolo degli Stati Uniti di Arnaldo Testi
Tutti pensiamo di conoscere la storia di questo Paese, ma è davvero così? La maggior parte delle nostre nozioni storiche sul Novecento americano sono post-it attaccati in modo disordinato, flash di momenti, spezzoni di un secolo che abbiamo almeno in parte attraversato anche noi e che per questo motivo siamo convinti di aver compreso sino in fondo. Ma basta cominciare a leggere questo saggio di Arnaldo Testi, docente di Storia degli Stati Uniti all'Università di Pisa, per capire che non è così. Il volume ricostruisce, dal 1876 ai giorni nostri, centotrenta anni di storia del paese la cui ascesa ha segnato il Novecento. Una narrazione che intreccia brillantemente storia politica e storia economica, storia sociale e storia culturale per mettere in scena una pluralità di attori, spesso in conflitto tra loro: élites e movimenti di massa, partiti e lobbies, patrioti e ribelli, immigrati e afro-americani, donne e uomini. Emerge così l'immagine non dell'"America" a una dimensione dei miti e delle propagande, ma piuttosto degli Stati Uniti come paese plurale, nella loro complessità e nelle loro contraddizioni. 347 pag., ill., 20,00 € - Edizioni il Mulino 2008 (Le vie della civiltà) ISBN978-88-15-12156-1
Storia degli Stati Uniti di Massimo Teodori
L'autore, già ordinario di storia e istituzioni degli Stati Uniti alla facoltà di scienze politiche dell’Università di Perugia, ha insegnato in università italiane e americane. È stato deputato e senatore radicale dal 1979 al 1992, distinguendosi per le battaglie sui diritti civili e nelle grandi commissioni d’inchiesta. Facile dopo questa premessa capire che la sua analisi della storia americana - e del suo sistema politico - non cederà a compromessi. Nella prima parte Teodori ripercorre l’intera storia nordamericana dall’Indipendenza e dalla Costituzione fino al tramonto di George W. Bush causato dalla guerra in Iraq. Nella seconda parte viene analizzato il sistema politico americano, considerato il modello democratico di uno Stato funzionante e di una società libera che rappresenta un punto di riferimento per tutto il mondo. La terza parte chiarisce i meccanismi dell’elezione presidenziale che portano a scegliere l’uomo più potente della terra e comprende una nuova sezione sulle elezioni del 2008 con molte informazioni utili per capire la sfida tra il democratico Obama e il repubblicano McCain. 231 pag., 9,90 € - Edizioni Newton Compton 2008 (Universale storica Newton) ISBN 978-88 -541-1155-4
L'America in pugno. Come la destra si è impadronita di istituzioni, cultura economia di Susan George dalla Introduzione “Di fronte ai tragici eventi dell’11 settembre 2001, l’Europa aveva reagito manifestando un sentimento di solidarietà profonda pressoché univoco nei confronti degli Stati Uniti. Il giorno successivo all’attacco, il direttore di “Le Monde” Jean-Marie Colombani si era reso portavoce di tale indignazione collettiva con un editoriale intitolato appunto Siamo tutti americani. All’epoca soltanto una piccola minoranza aveva scrollato le spalle, sostenendo che si trattava di una vicenda orribile per le vittime, ma che gli Stati Uniti “se l’erano cercata”. Eppure, nel giro di pochi anni, l’interesse e la partecipazione dei più si sono trasformati da oro in piombo. Delusione, sfiducia e un sentimento che il compianto giornalista e autore di romanzi Hunter S. Thompson avrebbe forse definito di “paura e disgusto” nei confronti degli Stati Uniti hanno avuto la meglio. Questo atteggiamento critico fin troppo diffuso non deve essere inteso come un giudizio negativo nei confronti del popolo americano, bensì della politica del presidente George W. Bush e del suo governo. L’esito delle elezioni di metà mandato del 2006, che ha permesso ai democratici di riconquistare la maggioranza al Congresso, ha fatto rinascere molte speranze. Mentre scrivo, la campagna per le presidenziali del 2008 è in pieno svolgimento e molti si aspettano che la sconfitta dei repubblicani e la conseguente uscita di scena di Bush riportino gli Stati Uniti a una condizione di normalità.” Traduzione di Roberta Scafi 218 pag., 16,00 € - Edizioni Feltrinelli 2008 ISBN 978-88-07-17154-3
Smell like dead elephants. Rapporto dall'impero del marcio di Matt Taibbi L'autore, direttore aggiunto di Rolling Stone Usa, ha compiuto un viaggio di tre anni attraverso gli Stati Uniti per cercare un senso ultimo sulla natura del paradiso repubblicano: è entrato nelle case degli sfollati della New Orleans post-Katrina insieme a Sean Penn, si è infiltrato nelle lobby del Congresso, ha studiato lo scandalo Enron e ha documentato le reazioni allo scandalo di Abu Ghraib... Ma a quale conclusione è giunto? Il vuoto come elemento fondante e caratterizzante di un'amministrazione, quella di Bush, che si è basata sulla paura, il pregiudizio e l'inganno. Il libro è costituito da una collezione di divertentissimi reportage in cui Taibbi si mette al centro della scena e ride (o piange) con e di chi gli sta attorno. Il Paese si potrà riprendere da questa doppia tornata Bush? Non sarà facile , ma leggere questo libro è illuminante perché riesce a farci entrare con un brio e una capacità di divertire straordinaria in quello che l'autore definisce "l'impero del marcio".
Vi racconto l'America. Alla scoperta del Nuovo Mondo di Howard Zinn
Una storia del popolo americano destinata alla lettura dei giovani perché possano, attraverso la conoscenza del passato, fortificarsi per costruire un mondo migliore, perché quello in cui sono costretti a vivere è sempre peggiore. Come sarebbe se la storia degli Stati Uniti l'avessero scritta gli indiani, gli schiavi, i minatori, gli operai, gli immigrati, le donne? Il saggio apre l'emozionante racconto che rivela le condizioni dei nativi durante la conquista del West, le proteste contro gli obiettivi imperialistici della Guerra ispano-americana, le lotte per la fine della schiavitù, la nascita dei sindacati e i primi scioperi, le rivolte prodotte dalla vertiginosa crescita economica dell'Ottocento e dall'ascesa degli Stati Uniti al rango di superpotenza. Il viaggio prosegue nel Ventesimo secolo attraverso il suo carico di guerre e rivoluzioni, speranze e disinganni. Zinn descrive la resistenza popolare all'aggressiva politica estera del governo, le grandi battaglie per i diritti civili e l'emancipazione femminile, le conquiste e le delusioni del pacifismo, le vicende dei movimenti di contestazione fino alle soglie cupe del presente, con la guerra al terrorismo e il conflitto in Iraq. La ricostruzione di Zinn scava, guardando al futuro attraverso il passato, sulle multiformi contraddizioni della democrazia americana. 237 pag., 14,00 € - Tropea (Easy) Traduzione di Francesca Tondi ISBN 978-88-558-0048-8
Diario di un patriota perplesso negli USA di Filippo La Porta
E chiudiamo con un piccolo saggio che offre una visuale differente sull'argomento. Si tratta del libro di viaggio dell'autore negli Stati Uniti e dunque racconta l'America e gli americani dal punto di vista di un italiano. Le differenze di mentalità, ad esempio, o di abitudini, di etica e di orgoglio. Sì, perché l'orgoglio nazionale è uno degli argomenti del libro: così sentito, così "normale" negli USA e così ironicamente disfattista nel nostro Paese, lasciato come strumento nelle mani della destra, soprattutto di quella estremista e razzista. È un ponte che attraversa l'Atlantico portandoci di qui e di là e confrontando vari aspetti dei nosti caratteri nazionali. Un modo per capire cosa ci unisce e cosa ci divide e perché spesso gli italiani sono visti oltreoceano come vuoti, superficiali, raffazzonati, se non peggio. Ma anche una finestra sui limiti di una certa mentalità puritana, repressa e sessuofoba che può generare un altro tipo di "mostri". 144 pag., 12,50 € - Edizioni e/o 2008 (Assolo) ISBN 978-88-7641-830-3
La vittoria di Obama
| 27 ottobre 2008 | | Di Grazia Casagrande e Giulia Mozzato |
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