WUZ  
  HOME | venerdì 19 marzo 2010
Cerca nel sito
ARTICOLO

Il mondo e i suoi problemi



Difficile non intenerirsi davanti a un bambino, eppure il sensibile Occidente sembra davvero ignorare la condizione infantile di tanti paesi del mondo.
Un saggio di Chiara Michelon edito da Laterza, con una bella prefazione di Pietro Veronese, racconta una vicenda di speranza, dopo il buio e la disperazione: tanti bambini, fuggiti da casa o scacciati dalle stesse famiglie vivono per le pericolose strade delle città dello Zambia (ma la stessa analisi potrebbe essere fatta per tanti paesi del sottosviluppo). Per loro però da qualche anno si è aperta un’opportunità, quella offerta dal Mthunzi Centre, la casa di un padre comboniano, Kizito, che insieme a un piccolo gruppo di volontari italiani e africani combatte la difficile lotta contro la vita per strada di tanti minori. Il libro che raccoglie varie storie di ragazzi approdati al centro si intitola Noi bambini di strada. Storie del Mthunzi Centre.


Un occhio intelligente ha osservato la realtà della Colombia nell’estate del 2001: era quello di Enzo Baldoni. Il Saggiatore ha meritoriamente pubblicato il saggio del giornalista ucciso in Iraq dal bel titolo Piombo e tenerezza. Sette settimane in Colombia, cavalcando il caso e le coincidenze. A spingere nel difficile paese latinoamericano Enzo Baldoni era stato il progetto di intervistare il capo guerrigliero delle Farc Tirofijo, ma nelle sette settimane del suo viaggio gli incontri erano stati numerosi e tutti coinvolgenti.
Un paese che da quarant’anni vive una guerra civile, in cui le contraddizioni sono ad ogni angolo, in cui la miseria estrema delle periferie della capitale si accompagna alla violenza, in cui l’allegria della povertà di attori e cantanti può coabitare con i cocaleros  o con i magistrati, un mondo in cui la vita e la morte hanno un valore relativo, ma che la sensibilità, l’ironia, l’intelligenza di Baldoni ci sa descrivere con emozione e passione.


Hanno vissuto quattro mesi nelle mani dei loro rapitori, proprio del gruppo che è considerato responsabile della morte di Enzo Baldoni: si tratta di Christian Chesnot e Georges Malbrunot, i due giornalisti francesi rapiti in Iraq il 20 agosto 2004 e liberati il successivo 21 dicembre. Il libro in cui raccontano non solo la loro esperienza, ma in cui compiono anche una controinchiesta sul loro rapimento e presentano l’universo mentale e psicologico dei guerriglieri si intitola Prigionieri in Iraq ed è edito da Tropea.


Ecco poi due libri che raccontano situazioni di costrizione, molto diverse tra loro anche perché quasi trent’anni le separano. La prima è una storia tutta occidentale (Il muro intorno di Julia Franck, edito da Le Lettere): siamo in un campo di prima accoglienza a Berlino negli anni Settanta. Una profuga polacca e un uomo e una donna provenienti dalla DDR si trovano nel campo e il loro dialogo indica i dubbi, le delusioni, le incertezze nel capire da quale parte stia il bene e da quale il male, quale futuro possa essere loro riservato e il muro dietro al quale sono fisicamente rinchiusi finisce col diventare un simbolo. Così come la “prassi” della reclusione, interrogatori e umiliazioni comprese. Proprio questi ultimi temi sono il punto di congiunzione con il recentissimo libro di Marco Rovelli, Lager italiani edito da Bur, in cui vengono proposte storie di clandestini reclusi senza colpa nei centri di permanenza temporanea sparsi lungo la Penisola. La Premessa è di Erri De Luca e la Postfazione di Moni Ovadia. Ex caserme, aree industriali dimesse si sono trasformate in questi ultimi anni in veri e propri lager di cui le organizzazioni umanitarie più importanti come Medici senza Frontiere o Amnesty International hanno denunciato la brutalità o che giornalisti coraggiosi come Fabrizio Gatti hanno documentato dall’interno. Il Sud del mondo incontra il Nord proprio qui: i luoghi raggiunti a rischio della vita, dai quali ci si aspettava la possibilità di sfuggire alla fame o, soprattutto per quanto riguarda i paesi in guerra, alla morte sicura, accoglie questi infelici trattandoli come pericolosi delinquenti, privandoli di dignità e sottoponendoli a grandi umiliazioni.


Per cinque anni Dacia Maraini ha commentato sul “Corriere della Sera” e sul “Messaggero” gli eventi più significativi del nostro tempo. Naturalmente significativi per lei: ingiustizie, violenze commesse soprattutto sulle donne e sui bambini in paesi lontani (il traffico globale delle prostitute, i bambini sfruttati sessualmente a Manila e in tanti paesi dominati dalla povertà, il caso di Amina, lapidata dai suoi concittadini…) o nella civilissima Italia. Il libro I giorni di Antigone. Quaderno di cinque anni edito da Rizzoli raccoglie queste riflessioni di una scrittrice, novella Antigone, da sempre impegnata in campo civile e sociale.


Qualche romanzo per parlare del presente

Francesca d’Aloja è una scrittrice (e anche una regista) che trae il suo materiale narrativo prevalentemente dalla realtà che la circonda, soprattutto quella difficile che negli ultimi trent’anni ha travolto chi, direttamente o indirettamente, è stato attore dei nostri “anni di piombo”. In questo Il sogno cattivo edito da Mondadori, la protagonista, Penelope, è a Roma nel 1978 dove diciassettenne subisce una serie di traumi che la segneranno per la vita: la perdita dei genitori, l’allontanamento dell’unica amica per seguire la lotta armata, la solitudine, l’isolamento e la droga come unica forma per sopravvivere psicologicamente.
Gli anni passano e finalmente a Penelope si apre una possibilità. Si chiama Edoardo, e attraverso di lui e al suo amico Sandro si aprono nuove possibilità… Ma la complessa trama del romanzo e la ricchezza psicologica dei protagonisti diventano per il lettore un incontro appassionamene, e una possibilità anche per chi è più giovane di capire le profonde lacerazioni di certi anni e la difficoltà a ritrovare equilibrio e positività.


Il Sud Italia, Napoli in particolare, non è un luogo facile da descrivere e tanto meno da vivere. Massimo Cacciapuoti, abita e lavora a Napoli come infermiere e soprattutto sa darne con grande lucidità un quadro reale in L'abito da sposa, edito da Garzanti. Ecco la storia: Marco, il protagonista, torna a Napoli dopo una lunga assenza e chiede l'ospitalità di Daniela, una sua ex ragazza rimastagli molto amica. Ma la settimana in cui vivrà a casa sua diventerà un viaggio nelle profondità più oscure delle loro personalità, nella ipocrita borghesia napoletana, nella rabbia e nello smarrimento di chi si sente tradito da chi gli è sempre stato vicino.

Si apre citando un grande calciatore, Platini, ma la storia che Francesco Recami racconta in L’errore di Platini, edito da Sellerio, non ha nulla a che vedere con il gioco del calcio. Una schedina vincente, un “tredici” che non può cambiare radicalmente la vita dei vincitori, ma che la trasforma sicuramente in peggio. Una giovane coppia vive modestamente, ma senza grandi difficoltà economiche. Ha un solo grande dolore, una bambina di pochi mesi cerebrolesa per un errore dei medici durante il parto. Quando i giovani coniugi scoprono di aver vinto una somma consistente (si tratta di quasi cinquecento milioni di lire) iniziano a riflettere non solo e non tanto sulle vere possibilità che quel denaro può loro concedere, quanto sulle frustrazioni, le rivalse, i rancori che la loro non lunga vita di coppia, segnata dalla presenza di quella bambina sfortunata, ha fatto accumulare. La drammatica conclusione riporta il lettore a riflettere anche su dolorosi casi recenti e sul potere che certi messaggi e certi modelli hanno sulle persone più fragili.


I nuovi mercati

Clyde Prestowitz in Tre miliardi di nuovi capitalisti, edito da Piemme, affronta uno dei temi oggi più dibattuti in ambito economico e non solo: la realtà in vorticosa espansione dei paesi giudicati dall’Occidente fino a pochi anni fa “arretrati”.
Cina e India: una sfida senza quartiere con Europa e Stati Uniti,  che modificherà in pochi anni tutti gli equilibri, non solo quelli economici, ma anche politici e sociali.
Ci sono indizi che potrebbero far prevedere un “11 settembre” economico per gli Stati Uniti? Il dollaro perderà sempre più terreno a favore ora dell’euro e, un giorno, di altre monete? Il tenore di vita degli americani dovrà forzatamente abbassarsi? E l’Europa? Riuscirà a sopravvivere? si chiede l’autore in un viaggio di ritorno da Cina e India, passando per Francoforte e Parigi. Poi ricorda però che il treno a levitazione magnetica di Shanghai è stato costruito in Europa perché è il Vecchio Continente ad avere un rapporto economico privilegiato con il frenetico Oriente.
Certamente, crollato il Muro di Berlino, c’è stato l’impatto con tre miliardi di nuovi capitalisti e la cosa non poteva non creare problemi e avere enormi conseguenze storiche. Il panorama geopolitica necessariamente si sta trasformando: senza paure o allarmismi, ma con consapevolezza iniziamo a conoscerlo.


L’impero di Cindia di Federico Rampini edito da Mondadori ormai da settimane è presente nella classifica dei libri più venduti, cosa non frequente per un saggio, ma l'interesse per le superpotenze asiatiche è giustamente molto vivo, e l'autore è uno dei maggiori esperti sul tema, vivendo ormai da anni a Pechino come corrispondente di "Repubblica". Dopo aver raccontato Il secolo cinese, eccolo ora mettere a confronto Cina e India, le specificità e gli elementi che danno maggiori probabilità di successo all'un Paese o all'altro. In conclusione: è importante che l'Occidente osservi con molta attenzione l'evoluzione vertiginosamente veloce di queste economie ben più che emergenti, e che capisca che "il destino del mondo si gioca qui".  


Una serie di interviste a donne e uomini cinesi, giovani e meno giovani, che raccontano le proprie esperienze di vita, e in questo modo raccontano la Cina contemporanea. A raccogliere le loro parole era Sang Ye, cinquantenne giornalista di Pechino che poi ha avuto difficoltà insormontabili volendo far pubblicare in Cina il volume China Candid. Il popolo sulla Repubblica popolare, ora uscito in Italia per Einaudi. Ecco così i nuovi capitalisti raccontare il loro stile di vita e le loro grandi ricchezze, o il pastore di una chiesa critiana clandesitna la sue difficoltà. La prostituta, la commessa, l'hacker dissidente, i bambini: insomma un mondo che si svela agli occhi dell'Occidente (impossibilitato a farlo così crudamente in patria) con assoluta sincerità.

In Ricchi tra i poveri di Maria Pace Ottieri (Longanesi) a essere intervistati sono 13 imprenditori dei paesi più poveri la cui ricchezza, in forte contrasto con la povertà che li circonda, è maturata o da eredità familiari o dalla vivacità della loro iniziativa. Si parte dall'India dove a essere intervistato è un grande produttore di birra e alcolici, il secondo gruppo nel mondo, che vive in un lusso da favola, ma che lavora con straordinaria energia. Poi ecco un altro ricco indiano di origini iraniane che produce innumerevoli tipi di prodotti, tanto che è impossibile per un indiano passare un'intera giornata senza acquistare qualcosa nato nelle sue aziende. Ma non manca una donna, una pioniera della biotecnologia che ha fatto da sé la sua grande fortuna. C'è poi chi ha fatto rapidamente fortuna della telefonia. Tutti mecenati e benefattori: criteri che vanno a sostituire in India quelli di giustizia sociale.
Ed ecco la Cina e un grande allevatore di pesci, Giacarta con un industriale delle sigarette e di infiniti altri prodotti e via così da intervista a intervista, da Paese a Paese aprirsi un mondo e abitudini di vita davvero ben poco conosciuti e molto, molto interessanti. 


Altri libri per l'estate

  • Tutti i colori dell'amore
  • Donne da leggere 
  • Un'estate gialla italiana
  • Voglio leggere solo noir 
  • Dalla cronaca nera al libro



  • 28 luglio 2006 Di Grazia Casagrande


    Condividi su:


    Copyright © 1996/2010 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati.
    Wuz è un marchio registrato. Licenza SIAE n. 513 / I / 06-359.
    Concessionaria di pubblicità MYads.it
    Con la collaborazione di Argentovivo per il settore editoria libraria
    Dati audience certificati Audiweb
    Internet Bookshop Italia è una società di Giunti & Messaggerie
    Eventuali comunicazioni e segnalazioni utili possono essere inviate alla redazione