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Ernesto Guevara de la Serna è il "Che" di Steven Soderbergh

Il "Che" del film presentato a Cannes vuole sgombrare il campo da tante vuote mitologie e ridare verità a una delle figure storiche più interessanti del secolo scorso. L'interpretazione di Benicio del Toro è poi così intensa e autentica (non a caso ha vinto la Palma d'Oro come miglior interprete maschile) da affascinare e attrarre anche i più scettici.


Quattro ore e mezzo di film, una seria e per nulla epica epopea sugli ultimi turbolenti 12 anni di vita e di attività politica di Che Guevara che il prossimo 14 giugno avrebbe compiuto ottant’anni. Nell’immaginario collettivo però è, e sarà sempre, il giovane uomo della fotografia di Alberto Korda fatta all’Avana il 5 marzo 1960 in cui il suo bel viso sapeva esprimere coraggio, forza morale ed energia positiva. Gli eroi sono tutti giovani e belli, diceva Guccini, e mai espressione fu più rispondente all’icona in cui il Che è stato trasformato da più di una generazione.

Il film è diviso due parti autonome che saranno proposte separatamente al grande pubblico.
La prima, L’Argentino, ha come centro il percorso del Che negli anni della lotta che si concludono con l’ingresso a Santa Clara e con il  “triunfo de la revolución” a Cuba. Vediamo Ernesto Guevara, Fidel Castro, Raúl Castro e i tanti guerriglieri nella Sierra Maestra che combattono la dittatura instaurata a Cuba da Fulgencio Batista, la fatica, il coraggio, le alterne vicende, le difficoltà, il rapporto e il sostegno della popolazione cubana. Una storia con risvolti epici che si alterna con le immagini della presenza del Che negli Stati Uniti quando, nel 1964, fece un memorabile discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e concesse alcune interviste alla televisione americana.


La seconda parte, Guerrilla, comincia con la rinuncia da parte di Guevara degli incarichi politici a Cuba e con la lettura da parte di Fidel Castro della lettera di addio del Che che va in Congo e poi parte per la Bolivia. Si sottolineano anche le tante difficoltà affrontate dal Che e dai cubani nel cercare di iniziare un processo rivolucionario in questi paesi. Ci si sofferma poi sul periodo di vita trascorso dal Che in Bolivia che si conclude con la sua morte nel 1967.


"Ha sempre scelto la strada più difficile” ha sottolineato il regista che non nasconde di subire il grande fascino di questa figura di cui si è impegnato di trasformare “una maglietta in Storia”, stanco di così poca conoscenza dei processi storici da parte di molti giovani che indossano magliette o comprano gadget con l'effige del Che.

Benicio del Toro nella sua straordinariai interpretazione ha dovuto anche compiere un lavoro sul proprio accento: cambiare gradualmente l’accento da argentino a cubano non è stato facile, ma Benicio si è seriamente impegnato su questo fronte, anche perché il regista considerava prioritario mantenere lo spagnolo come lingua in cui il film fosse girato e possibilmente riprodurre i vari accenti nazionali. Del Toro ha saputo calarsi molto bene nei panni del Che, scegliendo di "abbassare il tono" del personaggio, sdrammatizzandolo (come tutto il film fa) e sapendo renderlo un eroe dai modi affabili, simpatico, solitario, senza presunzione o velleitarismi, atteggiamento che risponde perfettamente alla famosa frase del guerrigliero che indicava la necessità di utilizzare se necessario la forza ma “senza perdere la tenerezza”.


Camilo Guevara, il figlio maggiore del Che, che apprezza molto Benicio del Toro come attore, anche senza aver visto il film (che è stato concluso poche ore prima della proiezione al Festival) ha dato il suo totale sostegno all’attore e, conosciuta la vittoria ottenuta a Cannes, gli ha mandato le sue congratulazioni e ha anche sottolineato come i tanti governi di sinistra che si stanno affermando in America Latina siano una specie di tributo alla figura di suo padre.

Ricordiamo infine che la collaborazione tra Benicio del Toro e Steven Soderbergh ha già ottenuto prestigiosi riconoscimenti con il film Traffic nel 2001 e precisamente:
Miglior Regia Oscar Steven Soderbergh,
Miglior Attore non Protagonista Oscar Benicio Del Toro,
Miglior Sceneggiatura non Originale Oscar Stephen Gaghan
Miglior Montaggio Oscar Stephen Mirrione,
Miglior Sceneggiatura Golden Globe Stephen Gaghan
Miglior Attore Non Protagonista Golden Globe Benicio Del Toro
Orso D'Argento - Miglior Attore Festival di Berlino Benicio Del Toro




Cast Artistico


Ernesto "Che" Guevara - Benicio del Toro
Tamara Bunke -
Franka Potente
Fidel Castro -
Javier Bardem
Camilo Cienfuegos -
Benjamin Bratt
Alejandro -
Yul Vazquez
Miguel -
René Lavan


Intervista a Benicio del Toro, il "Che" che ha conquistato Cannes
Il "Che" nei libri e nei film


29 maggio 2008 Di Grazia Casagrande

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