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ARTICOLO

Con lui finisce un'epoca

© Syd Barrett.org

Syd Barrett



Syd Barrett, fondatore dei Pink Floyd è morto.

La notizia è stata data ufficialmente dal portavoce della band, senza tuttavia precisare le cause del decesso.
"È morto in maniera serena un paio di giorni fa. Ci sarà un funerale privato per i famigliari."
Questo è tutto.
Barrett aveva 60 anni. Il musicista fondò i Pink Floyd nel 1965 e scrisse molte delle loro prime canzoni. Nel 1968 lasciò la band per problemi legati al suo consumo di droghe. Negli ultimi anni ha vissuto recluso in una casa alla periferia di Cambridge.

Sul sito ufficiale del musicista troverete una biografia dettagliata e completa, con moltissime fotografie che lo ritraggono bambino, adolescente, nel pieno del successo e alla fine della sua esistenza, uomo ormai debole e vulnerabile.


Syd Barrett - La discografia di Wuz

Pink Floyd - La discografia di Wuz

The Pink Floyd And Syd Barrett Story. The Definitive Edition, il dvd

Syd Barrett. Under Review, il dvd

Syd Barrett. Un filmato


Nel 2005 la casa editrice Arcana ha ripubblicato il libro Mind over Matter. The Images of Pink Floyd, già edito nel a998 con il titolo Spirito e Materia. L'arte visionaria dei Pink Floyd.
Il bel volume, firmato da Storm Thorgerson, fotografo e designer fondatore nel 1968 dello studio Hipgnosis, l'atelier grafico da cui sono uscite le più famose copertine dei Pink Floyd e dal suo collaboratore Peter Curzon, è ora in libreria come Pink Floyd. Visioni.

Vi propoponiamo la bellissima Introduzione del volume, una vera e propria lettera aperta a Syd Barrett, che assume un significato ancor più forte letta oggi.


La discografia di Wuz
ALL'INIZIO FU SYD.
In realtà non è vero. All'inizio furono The Abdabs, The Tea Set, Sigma 5 e altre incarnazioni precoci dei Pink Floyd. All'inizio Roger, Rick e Nick erano insieme alla facoltà di Architettura, formavano una band e suonavano R'n'B.
Prima dell'inizio, però, fu Cambridge, città universitaria e sede della grammar school della contea. Roger a un anno, io un anno sotto e Syd un anno sotto ancora. David Gilmour era a una scuola vicina. Ma Syd non faceva mai sport come lo facevamo noi, perché si interessava di pittura e dei Beatles molto prima che lo facessimo noi, e aveva ragazze ed era bello, e, cosa ancora più particolare, suonava la chitarra. Un vecchio modello spagnolo, o un'acustica con corde d'acciaio, o qualsiasi altra cosa gli capitasse tra le mani. E suonava le canzoni dei Beatles, chiedendo con entusiasmo: "Avete sentito questa?", mentre strimpellava e cantava Please Please Me. Suonava anche canzoni sue, come Effervescing Elephant, una specie di stravagante mix tra una nenia da balia e un pezzo rock, e le suonava alle feste, nelle quali spesso ci intrufolavamo senza invito. Mi ricordo chiaramente Syd cantare a casa di Ponji Robinson; i suoi sforzi erano apprezzabili, ma non davano molte indicazioni della grandezza a venire.
Un pomeriggio di sole, nel giardino di David Gale, che assomigliava a un piccolo frutteto, eravamo seduti sull'erba e ci facevamo del "succo d'arancia". Per parecchie ore Syd si dimostrò preoccupato di tre oggetti - una scatola di fiammiferi, una prugna e un'arancia - che tenne vicino a sé per tutto il giorno. Sembravano destare in lui un'attrazione profonda e senza fine, come fanno le cose quando uno è sotto l'effetto degli stupefacenti. David Gale compare con Syd nelle foto sull'altra pagina, che ho scartato io in un'altra occasione - i primi esperimenti con le pellicole in bianco e nero, condizioni di luce bassa e la sensualità di giovani nudi con le chitarre. Cupe.
Una delle cose straordinarie di Syd era il fatto che non fosse così straordinario, almeno non a quel tempo. Sembrava normale, come lo era chiunque di noi, e solo uno di un numeroso gruppo di amici i cui altri membri come Paul Charrier o Emo, Willa o David Henderson, sembravano altrettanto particolari. La grandezza sotto il naso di tutti. È incredibile quante cose non si notino solo perché sono vicine.
Forse è più giusto dire che all'inizio dei Pink Floyd fu Syd. Prima del suo arrivo, la band composta da Roger, Nick e Rick, da Bob Klose e Juliette, da Chris Thomson e da altre figure ora dimenticate che andavano e venivano, non solo veniva chiamata con altri nomi, ma faceva anche un diverso tipo di musica. Dopo una serie di vicende troppo complesse da approfondire, a meno che non abbiate un paio di giorni, emersero i Pink Floyd con quattro demo, un contratto con la EMI e il primo singolo, Arnold Layne, pubblicato nel marzo 1967.


THE PIPER AT THE  GATES OF DAWN

Sono passati trent'anni! Ricordo che quando ero un giovane focoso pensavo che parlare con qualcuno sopra i trent'anni fosse già una jattura, per non dire poi dello scorrere di trenta interi anni. Mi sono dovuto rassegnare.
Syd scrisse i primi due singoli e gran parte del primo album, The Piper At The Gates Of Dawn. Era opera sua (pensiamo) anche la grafica del retro di copertina dell'album, ma non il lettering, sospetto. [...] Non penso che la fotografia sia stata fatta con trasparenze sovrapposte o con una stampa multipla; più probabilmente con esposizioni multiple direttamente in macchina, anche se posso sbagliarmi. Il quadro finisce per evocare la sensibilità del tempo - un ammiccamento alla psichedelia - e da il senso degli amabili capelloni (sulla scia dei Beatles), come Nick ama chiamare i primi Pink Floyd. E fa lo stesso effetto lo stile alla moda delle giacche floreali e delle cravatte. Gli stessi Floyd erano con ogni probabilità troppo esaltati dal ruolo di star per metterci qualcosa di loro. Vie Singh, dove sei ora, per raccontarci la genesi di questo lavoro?
Sfoggiare vestiti alla moda è tipico dell'industria rock, se non di rigore, in ogni tempo. Nelle questioni di guardaroba i Floyd non erano diversi da chiunque altro. Molti gruppi indossavano velluto, camicie ricamate e giacche floreali o di pelle, alcuni portavano strani cappelli e alti stivali! di pelle. Fibbie e sciarpe. Il nostro amico Nigel Gordon era il più sgargiante di qualsiasi musicista. Forse era solo una! questione di audacia e di interesse. Chi non aveva né l'uno  né l'altra, e io mi metto tra questi, finiva per essere sciatto, indossava sempre la stessa T-shirt e una giacca di pelle, scamosciata o a coste, tenendo il velluto per il fine settimana e i caffettani per gli eventi all'aria aperta. Fiiico.
I Floyd non proseguirono su questa strada. Già nel '69, il loro look era in gran parte misurato, persino ordinario, mentre le fotografie ufficiali e quelle della stampa erano diventate meno frequenti e meno ricercate.
La band si era stancata di questa solfa e, di conseguenza, il loro aspetto rimase poco conosciuto.
Persino dopo Dark Side, quando divennero dei fenomeni, famosi in tutto il mondo e conosciuti da tutti in ogni angolo del paese, a differenza degli Stones potevano ancora scendere per strada senza essere riconosciuti e importunati. Una vera impresa, a pensarci.
Per allora, comunque, Syd se n'era andato da tempo, per esplorare regioni selvagge che altri di noi non hanno visitato. Spero che la sua eredità sia in qualche modo
onorata dal nostro modesto tentativo di rendere visivamente la sua esuberante energia nel libretto della nuova edizione. Dopo averci riflettuto, considero un po' troppo scontati alcuni degli elementi grafici, tuttavia penso che questo sia un difetto minore, più che compensato dalla decisione di riprodurre i testi e di metterli al centro della ribalta, con i capolettera elaborati e tutto il resto.
Spero che tu stia bene, Syd, ovunque tu sia, anche se ho dei forti dubbi. Intanto, per ricordarti, abbiamo la tua musica e la purezza delle tue parole. Che Dio ti aiuti.

© 2006, Fazi Editore

© sydbarrett.org

11 luglio 2006 Di Giulia Mozzato


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