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Ancora poche le "matite" femminili, il fumetto è terreno maschile
Le donne disegnate dagli uomini
8 marzo 1908 - 8 marzo 2008: basta mimose!
Se le donne in carne ed ossa non se la passano poi così bene, nonostante le numerose lotte in piazza e le piccole rivoluzioni tra le mura domestiche, le loro colleghe di carta non stanno poi tanto meglio.
Le donne delle fiabe, dolci, belle ed ingenue, sono quasi sempre vittime di altre donne (perché si sa che la solidarietà femminile non è mai esista…) brutte, vecchie ed invidiose. Per fortuna alla fine entra in scena l’amato cavaliere azzurro, l’unico capace di risolvere la situazione e in grado di far comparire la scritta happy end. Anche la storia del fumetto ci ha consegnato delle figure femminili stereotipate e, chiaramente, ad uso e consumo del pubblico maschile.
Sarà così perché anche in questo ambito la figura della donna è sempre stata in mano, o meglio nelle matite, degli uomini (fumettiste donne non ce ne sono poi molte nemmeno oggi, ahimè!) o perché, a quanto si dice, questo tipo di letture non interessano il pubblico femminile. Infatti, come dimenticare che le donne preferiscono struggenti romanzi d’amore e nel tempo libero sfogliare solo le riviste di moda e i giornali di gossip!
Se disegnatori e sceneggiatori non sono riusciti a cogliere la realtà femminile non si può nemmeno affermare che abbiano dimostrato tanta creatività quando hanno dato vita ai loro personaggi.
Nelle pagine dei fumetti compaiono gli angeli del focolare, le donne aggressive e quelle super sexy.
In pericolo, legate ai binari del treno, gridano perché il loro eroe le venga a salvarle, in casa mogli premurose ed impeccabili attendono il proprio uomo preparando deliziose cenette.
Eroine inguainate in tutine colorate, che in realtà somigliano più a dei body painting, combattono il male usando i super poteri e la violenza proprio come i loro colleghi maschi.
Ed infine appaiono le donne provocanti e sessualmente disinibite, mandate in fretta a rivestirsi e invitate a condurre una vita più austera dalla buon costume, che non pensano certo al matrimonio.
Fortunatamente è stata data la vita anche a figure femminili più originali e ancora indimenticabili.
Betty Boop, maliziosa, con la sua bocca a forma di cuore che ancheggia sui tacchi alti mostra la giarrettiera, purtroppo spesso censurata in passato.
Valentina, conturbante fotoreporter, un personaggio complesso protagonista di storie mai banali.
La quasi sua coetanea, per data di pubblicazione, la caustica Mafalda, una valida alternativa alle sdolcinate bambine dei cartoni animati.
Le più recenti creazioni degne di nota sono quelle di Giancarlo Berardi, un veterano del fumetto italiano, e la graphic novel diventata anche un film dell’iraniana Marjan Satrapi.
Il bonelliano Berardi ha ideato la criminologa Julia, una donna moderna, elegante, sensibile e molto intelligente.
Attuale è anche la storia di Persepolis della Satrapi che affronta il tema del rapporto religione-politica e società dal punto di vista femminile.
Si prospetta un futuro più roseo!?!
| 29 febbraio 2008 | | Di Emanuela Zamperoni |
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