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ARTICOLO

Donne che parlano di donne

"Donne non si nasce, si diventa"



Il mese di marzo deve essere dedicato a una riflessione sulle donne, donne che non vogliono più cadere nel "tranello" del mazzo di mimose o della cena tra amiche come omaggio alla loro identità, donne che sanno riflettere su di sé, scrivendo, discutendo, battendosi per conquistare tutti quei diritti che ancora sono loro negati esplicitamente o semplicemente nei fatti.
I saggi che vi proponiamo affrontano in diversi modi la questione e ne danno letture stimolanti e originali, così come interessante e originale è l'intero universo femminile.

8 marzo 1908 - 8 marzo 2008: basta mimose!


Donne e potere

Ritanna Armeni – Prime donne
Dalla giornalista Ritanna Armeni, popolare per la sua conduzione di Otto e Mezzo su La7 accanto a Giuliano Ferrara, arriva questa fotografia sulla situazione che potremmo definire “tragica” della presenza femminile nella vita politica italiana, ma non solo. Da Rosy Bindi a Ségolène Royal, da Hilary Clinton al Parlamento Ruandese ecco come si spartiscono il potere donne e uomini e le enormi difficoltà che devono affrontare (e che hanno dovuto affrontare da sempre) per ritagliarsi uno spazio non segnato dall’egemonia maschile o da un ruolo “fotocopia”.
“Mi piacerebbe che le donne che fanno politica avessero un’idea più alta e profonda della loro libertà. – scrive Ritanna Armeni - Mi piacerebbe che dicessero quello che sono, che cosa vogliono, che pensassero innanzitutto e soprattutto a se stesse. Che cercassero di diventare un modello per le altre. E quindi provassero, almeno provassero, a proporre un diverso modello di potere. Che non può nascere se le donne non credono profondamente in se stesse e non affermano – rischiando molto – la loro identità politica”.
119 pag., 10,00 € - Edizioni Ponte alle Grazie 
Per saperne di più: l’intervista all’autrice


Elena Molinari – Potere rosa. Donne al comando del mondo
Stesso tema, altro punto di vista: quello di Elena Molinari, corrispondente dagli Stati Uniti per Avvenire e Radio Vaticana e collaboratrice di Panorama. L’autrice traccia una cronaca della politica femminile mondiale attraverso numerosi aneddoti spesso anche curiosi, divertenti, molte volte non troppo edificanti e talora decisamente esemplificativi. Qual è la realtà? Cosa ha significato essere donne in politica a cavallo tra il XX e il XXI secolo? Perché le donne non possono prescindere dal loro aspetto e devono fare sempre i conti con abbigliamento, pettinatura (significativa la storia dei capelli di Angela Merkel), eleganza e bellezza? E non parliamo poi del caso in cui una donna sia anche di colore, come Condoleeza Rice… Indipendentemente dal giudizio politico (quello deve essere assolutamente obiettivo) le donne al potere devono combattere con giudizi e pregiudizi enormi. Scrive Madeleine Albright, prima donna Segretario di Stato negli USA durante il secondo mandato Clinton: “Un uomo è sicuro di sé, ha iniziativa ed è votato al suo lavoro, una donna è autoritaria, aggressiva, troppo coinvolta. Fino a quando?”.
“Credo che un politico debba dedicare un’ora alla cura della propria persona e ventitré al lavoro” ha detto Rosy Bindi, ma poi deve fare i conti con frasi come quella pronunciata da Berlusconi in occasione della presentazione di una candidata evidentemente più avvenente: “Mica come la Bindi, quella che è più intelligente che bella”. Sarà un complimento? “Il danno maggiore che una battuta del genere può fare non è alla persona a cui è diretta, ma alle donne, che così si sentono marginalizzate dalla politica”.

Quanto ancora la misoginia, le idee preconcette, la mancanza di parità nel giudizio analizzando la figura di un uomo e di una donna condizioneranno le elezioni politiche come stanno facendo in parte nella campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti a danno di Hillary Clinton?
Siamo ancora ai tempi in cui Francesco Crispi diceva: “La donna è regina dei cuori finché resta estranea alle lotte politiche, ma se la spingete nella politica non sarà più il tesoro della famiglia”?
172 pag., 14,00 € - Edizioni L’Ancora del Mediterraneo (Le gomene n.62)


Francesca Zajczyk – La resistibile ascesa delle donne in Italia
"Il risultato dei crescenti ritmi di lavoro e dell'assenza di politiche di sostegno alle donne è ciò che potrebbe evocativamente essere definito la sindrome della top performance: le donne tentano di fare tutto, e bene; di essere lavoratrici affidabili e dedite; mogli solidali; madri perfette se possibile."
La recensione continua…


Inchieste - Biografie e autobiografie

David Brun-Lambert - Nina Simone. Una vita
"Lo aveva detto più volte a Gerrit: Morirò a settant'anni, perché dopo c'è solo dolore. A Roger Nupie, Nina aveva confidato: Non ho avuto la vita che volevo, come la volevo. Ma morirò quando lo desidererò."

Era una bambina prodigio, a detta di tutti davvero straordinaria con il pianoforte, seguita con affetto dall’intera cittadina in cui era nata Tryon (North Carolina) e amatissima dalla sua insegnante, ma non erano gli anni giusti…
Traduzione di Laura Cecilia Dapelli
La recensione continua...


Giancarlo Governi - Nannarella. Il romanzo di Anna Magnani
"Perché dopo tanti anni si parla ancora di Anna Magnani? Perché è stata l’attrice simbolo del cinema italiano del dopoguerra, il cinema della ricostruzione e del riscatto, e una delle più grandi attrici di tutti i tempi, capace di comicità sfrenata e di profonda drammaticità. Di lei gli italiani, da più di cinquant’anni, hanno nella mente, negli occhi e nel cuore quella corsa disperata dietro il camion tedesco che metteva la parola fine al suo più grande personaggio, ma anche la sua risata ora irridente, ora canzonatoria, ora gioiosa: la risata di Nannarella.
Questa biografia – già uscita con grande successo nel 1981, ora riveduta e integrata da nuovi documenti e testimonianze – narra i suoi amori drammatici, esclusivi, travolgenti; i suoi dolori laceranti, le sue gioie sfrenate, le sue improvvise voglie di giocare e il suo drammatico disincanto." (dal sito minimum fax)
250 pag., 15,00 € - Edizioni minimum fax (hardcover)


Immaculée Ilibagiza con Steve Erwin – Viva per raccontare. La storia di una donna sopravvissuta al genocidio in Ruanda
Con una prefazione di Wayne W. Dyer
L’autrice è stata in prima persona vittima di uno dei genocidi più atroci e dimenticati della storia, che ha visto la devastazione anche morale del Ruanda. Immaculée ha perso quasi tutta la sua famiglia in quei terribili giorni del 1994. Quattro anni dopo è emigrata negli Stati Uniti dove tutt’ora vive e lavora per le Nazioni Unite, ma non ha mai scordato quei momenti e non vuole che il mondo si dimentichi delle vittime. Ha fondato, anche per questo scopo, la Left to Tell Charitable Fund che intende aiutare i sopravvissuti ai genocidi, in modo particolare i bambini orfani. In questo libro ci racconta la sua esperienza, i momenti drammatici in cui la sua famiglia è stata braccata e trucidata e in cui lei, miracolosamente salva, ha dovuto affrontare il “dopo” nelle condizioni di giovane donna sola.
“Udii gli assassini chiamare il mio nome. Erano al di là della parete, ci separavano meno di tre centimetri di gesso e legno. Avevano voci fredde e determinate. È qui… Sappiamo che è qui da qualche parte… Trovatela. Trovate Immaculée”.
Traduzione di Raffaella Asni
274 pag., 15,60 € - Edizioni Corbaccio


Ingrid Betancourt – Lettera dall’inferno a mia madre e ai miei figli
È stato pubblicato in questi giorni un documento davvero straordinario: la lettera che il 24 ottobre Ingrid Betancourt aveva scritto alla madre e ai figli e che è stata recuperata insieme a un video e ad alcune foto quando alcuni guerriglieri sono stati arrestati a Bogotà. Nel dicembre scorso una copia è stata trasmessa dal Governo colombiano ai familiari a cui la lettera era indirizzata. Quella pubblicata da Garzanti è la prima traduzione integrale e autorizzata di questo documento.
La lettera è seguita dalla risposta di Mélanie e Lorenzo, i due figli di Ingrid, e da un’Appendice che fornisce informazioni precise sulla realtà degli ostaggi che le Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia) utilizzano come strumento politico di contrattazione con il governo colombiano.
Traduzione di Oliviero Ponte di Pino
La recensione continua...


Elisabetta Rasy – L’estranea
Estranea alla vita è la morte, ed estranei ai vivi diventano coloro che si trovano nel paese di una malattia inesorabile. L’intenso legame tra una figlia e la madre viene improvvisamente travolto e sfigurato quando la madre è colpita dall’irrompere del male. In un racconto incalzante in cui il passato diventa presente, tutta la storia di una vita, la giovinezza tempestosa, gli amori, il fascino e le battaglie di quella donna che ora le appare irriconoscibile, sfilano davanti agli occhi della figlia, mentre entrambe avanzano nella terra ignota della malattia, scoprendosi diverse da prima, abitate da sentimenti sconosciuti, incapaci di comunicare. Troppo vicine e insieme troppo lontane, dovranno poi condividere il confronto con medici e ospedali. Diario, riflessione, colloquio intimo con l’idea della separazione e della morte.
136 pag., 15.00 € - Rizzoli (La scala)


Milana Terloeva – Ho danzato sulle rovine
Ho danzato sulle rovine prende avvio nel dicembre del 1994, quando la quattordicenne Milana si prova l’abito da indossare al ballo della scuola. Un abito che non indosserà mai, perché la Cecenia quel giorno viene invasa dai russi.
Dapprima nei villaggi si è rifugiata la gente scacciata da Groznyj dai carri armati, poi, “normalizzata” la situazione nella capitale, sono stati i villaggi ad essere rasi al suolo. Senza più acqua né elettricità, è toccato a Milana e alla sua famiglia vivere da rifugiati a Groznyj.
Giovane, cecena, giornalista: storia di una donna che combatte per la libertà del suo paese.
“È il momento di leggere il libro di Milana Terloeva. È il momento di leggere questo bel libro scritto da una giovane cecena. Coraggio!” (Bernard-Henri Lévy)
Traduzione di Francesca Gori
188 pag., 14,00 € - Edizioni Corbaccio
L’intervista all’autrice firmata da una scrittrice, Daniela Pizzagalli


Giuliana Sgrena – Il prezzo del velo
La guerra dell’islam contro le donne
Il velo come simbolo dell’oppressione della donna nel mondo islamico, come strumento di una vera e propria guerra contro le donne, contro il loro corpo, contro la loro indipendenza e personalità. Un retaggio del passato che sembrava perdere lentamente significato in alcuni decenni del Novecento e che sul finire del secolo ha ripreso vigore. Il velo è il simbolo estetico, ma la realtà sociale e morale è ancor più umiliante e castrante nei confronti della donna
156 pag., 13,00 € - Edizioni Giangiacomo Feltrinelli (Serie Bianca Feltrinelli)
L’intervista a Giuliana Sgrena


Ombretta Ingrascì – Donne d’onore. Storie di mafia al femminile
“L’analisi del ruolo delle donne all’interno del mondo della mafia, o meglio delle mafie, è importante non solo per un mero motivo conoscitivo, ma perché questioni di genere, così come di generazione, hanno un’influenza determinante per la configurazione e per la forza delle organizzazioni criminali di stampo mafioso. Per molto tempo la percezione, nonché l’interpretazione del fenomeno mafioso sono state influenzate dalla non visibilità delle donne in tale ambiente. Ignorare questo vero e proprio lato oscuro della criminalità mafiosa ha fatto sì che si sottovalutassero la capacità relazionale della mafia, la sua capacità di fare rete e la sua agilità nel muoversi abilmente tra sfera legale e sfera illegale dell’economia, della società civile e delle sfere della politica […] Come lettrici e lettori si renderanno conto, la questione femminile arricchisce enormemente la comprensione di un fenomeno così complesso e articolato come quello delle mafie oggi. Così come la comprensione e l’interpretazione della criminalità femminile in generale hanno molto a che fare con la definizione di ciò che si intende per criminale, ma, altresì, anche di ciò che si intende per femminile.” Dalla Prefazione di Renate Siebert
200 pag., 18,00 € - Edizioni Bruno Mondadori (Sintesi)


Difendersi e farsi valere

Eva Kant - Senza paura. Tecniche e strategie per proteggersi e difendersi
Un’idea divertente delle dizioni BD, specializzate in fumetti e graphic novel. Solo una donna preparata come Eva Kant poteva fornire alle altre donne suggerimenti pratici e molti consigli per una efficace autodifesa… ma il discorso è davvero serio, anche se affrontato in modo divertente.
Si tratta di un vero e proprio manuale che oltre a spiegare alcune tecniche di autodifesa, forse un po’ troppo difficili da mettere in pratica quando ci si trova improvvisamente in una situazione pericolosa con di fronte un avversario certamente determinato e probabilmente più forte, ma soprattutto molti stratagemmi e piccoli consigli di comportamento a cui non avevamo mai pensato e che potrebbero rivelarsi utili. In ascensore o davanti a un bancomat, in ufficio o al parco, minacciate da un coltello o una pistola, in un parcheggio o in treno… la compagna di Diabolik (nata nel 1963 dalla fantasia di Angela a Luciana Giussani) ci dice come difenderci al meglio sconfiggendo l’aggressore o come evitare che la situazione degeneri ulteriormente.
95 pag., ill., 10,00 € - Edizioni BD (Alta Fedeltà)


Chin-Ning Chu – L’arte della guerra per donne. Le antiche strategie di Sun Tzu applicate alla vita quotidiana
Chin-Ning Chu ha un sito internet http://chinningchu.com/2007/ dove ci accoglie sorridente ma anche con un taglio professionale, da consulente quale è. Cinese di nascita ma statunitense d’adozione, è presidente dell’Asian Marketing Consultants Inc. e dello Strategic Learning Institute. Inoltre ha fondato il Women WorldWide, un’organizzazione no-profit con finalità educative. Nella home page oltre al suo sorriso troviamo anche un impressionante elenco di loghi di società di primo piano con le quali ha collaborato. È chiaro che il desiderio di affermarsi, di farsi valere, di risultare vincente è una caratteristica della sua stessa esistenza. Ed è dunque evidente che questo manuale, che trae ispirazione dall’Arte della guerra di Sun Tzu, sarà uno strumento utile per tutte le donne che vorranno seguire i suoi passi verso il successo che non significa popolarità ma affermazione personale, equilibrio, soddisfazione, qualsiasi compito o professione si svolga, fuori e dentro casa.
“Ho scelto l’Arte della guerra di Sun Tzu – scrive l’autrice – un tempo utilizzato per determinare le sorti delle nazioni, per insegnare alle donne a utilizzare alcune delle sue efficaci strategie, affinché vincano le battaglie contro la disuguaglianza dei sessi, dell’accettazione di sé e dei pregiudizi sul luogo di lavoro… Non l’ho scelto unicamente per la sua popolarità; l’ho fatto per la sua forza, per il suo fenomenale grado di successo.”
301 pag., 16,60 € - Edizioni Corbaccio


Mary Wollstonecraft - Sui diritti delle donne
“Una rivendicazione dei diritti della donna con osservazioni di carattere politico e morale".
È giunta l’ora di dare inizio a una rivoluzione nei costumi delle donne e far sì che esse si adoperino per riformare se stesse e per riformare il mondo”: queste dichiarazioni non risalgono agli anni del femminismo più acceso ma a un’intellettuale anticonformista dalla vita privata tempestosa, sostenitrice dei diritti delle donne e nemica di ogni forma di iniquità, dispotismo e oppressione, vissuta nella seconda metà del Settecento. Oggi, a ragione, è considerata un’anticipatrice di tutte le battaglie condotte dalle donne per conquistare semplicemente i loro diritti.
143 pag., 5.00 € - Edizioni Bur (Pillole)


Anne Kreamer – Io non mi tingo. Che cosa ho imparato su autenticità, bellezza, sesso, lavoro, maternità, e quello che conta davvero.
Farsi valere per quello che si è? Sembra facile, ma… decenni di trucchi, tinture, chirurgia estetica hanno lasciato una traccia profonda sulle scelte e sulla personalità delle donne. E chi ha superato i quarant’anni e si trova con le prime rughe e i capelli grigi corre immediatamente ai ripari (anche le meno “modaiole” e superficiali), pensando che così in qualche modo la società ci accoglierà meglio. Ma è vero? Anne Kreamer in questo libro smonta queste idee attraverso esperimenti “sociali” che lei stessa ha svolto, sulla propria persona. Con i capelli grigi ha riscontrato più successo in tutti i campi, dal gradimento maschile alla carriera professionale. Naturalmente se non siete attrici di Hollywood… anche se anche in questo ambito ci sono eccezioni vincenti come Meryl Streep o Jamie Lee Curtis. Buttando via tinture e botulino ne guadagneremmo tutte in autostima, affidabilità e salute. Pensiamoci!
A 49 anni, dopo un fine settimana Anne guarda una sua fotografia e vede come i suoi capelli abbiano un'aria molto falsa. Decide così di non tingersi più. Ma questa scelta innesca altre considerazioni su di sé e altre riflessioni. Pensa anche di aprire un dibattito tra le donne americane, invita le amiche alla discussione e cerca di scoprire in sé e nelle altre un nuovo fascino.
Nell'era dell'eterna giovinezza e della chirurgia plastica, Anne Kreamer si muove controcorrente: è un viaggio alla scoperta di sé, dell'ossessione della giovinezza a ogni costo e delle trappole dell'industria cosmetica.
Traduzione di Marina Petrillo.
203 pag., 13,00 € - Cairo Editore



29 febbraio 2008  


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