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HOME | sabato 11 febbraio 2012 |
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Nel numero 2 di Satisfiction: un testo inedito di Boris Vian
Utilità di una letteratura erotica
Questo testo, in assoluta anteprima per Wuz.it, sarà pubblicato per la prima volta in Italia da Satisfiction, il primo free press letterario esistente in Italia. Il secondo numero di questa rivista (che prima era visibile solo online) sarà in libreria il prossimo 12 febbraio
“Se ci si potesse procurare una donna tanto facilmente quanto un bicchiere di gin o un pacchetto di gauloises e se ci si potesse
concedere il lusso, come nel caso dell’’alcol e della sigaretta, di degustarli all’aria aperta senza aver l’obbligo di rinchiudersi in una
camera sudicia e poco invitante, l ’alcolismo e l’intossicazione sparirebbero immediatamente, o ritroverebbero quantomeno delle
proporzioni accettabili. Un divertente paradosso è insito nel fatto che il governo incoraggia con tutti i mezzi i cittadini a bere cognac
e far bruciare dell’erba puzzolente,ma nel con tempo arresta e condanna i satiri che in fin dei conti non fanno altro che tentare di
praticare una funzione del tutto normale ma variamente complicata da pregiudizi e altri regolamenti…” (Boris Vian, 1948)
 | Boris Vian con Jean-Paul Sartre
 | Cosa si prefigge ogni autore di romanzi? Offrire al pubblico una distrazione? Forse.
Interessare il pubblico? Far soldi?
Anche, forse, ma per questo c’è un solo modo: interessare il pubblico.
Diventare famoso? Assurgere all’immortalità? Farsi un nome? Sempre lo stesso problema, che si interessi beninteso, c’è una soluzione piuttosto facile: si tratta di fare semplicemente ricorso all’etimologia; ma così facendo, bisognerebbe considerare come letteratura erotica ogni opera che tratti dell’amore; quanto poi a sapere se le sole opere di pura finzione meritino questa determinazione, o se vi si debbano includere anche le opere di pura erudizione, come l’eccellente Manuale di erotologia
classica di Forberg, è un’altra questione; e non abbiamo fatto altro che spostare il problema; perché un’altra definizione, questa volta finalista, della letteratura erotica, nella quale si misuri la qualità di tale letteratura in base all’azione che eserciterà sulla nostra immaginazione e sui nostri sensi, risulta in tal modo contraddetta dalla precedente: in questo raggruppamento non potremmo più includere né l’opera di Forberg (eppure già soltanto le citazioni che riporta lo meriterebbero) né la Storia
dell’amore greco di Meier, «la cui lettura» come osserva il commentatore, «è piuttosto austera, considerando il punto di vista molto generale assunto dall’ autore».
E se manteniamo il senso etimologico, cos’è più erotico di questi due libri, dei quali uno classifica minuziosamente tutte le possibilità fisiche, e l’altro tratta con scientificità ed erudizione infinite l’amore che non osa rivelare il suo nome. Così, etimologicamente, siamo di fronte a due esempi perfetti; e dal punto di vista finalista che confonde generalmente - e non senza qualche ragione- letteratura erotica e
letteratura eccitante, non abbiamo più nulla. Perché sorprendersi allora, posto che lo scrittore è qualcuno che pretende di darvi sensazioni a sua scelta, se i suoi sforzi si rivolgono verso i punti che in voi offrono minore resistenza? Perché lo scrittore non dovrebbe trarre profitto dal pregiudizio universale in favore dell’amore (amore-emozione, per esempio in Un duro inverno, capolavoro di Raymond Queneau, o amore-azione, in Il piccolo campo di Erskine Caldwell?
Come potete vedere, mi riferisco anche a esempi contemporanei. Ora, i sentimenti e le azioni che trovano nell’amore la loro origine comune - che abbiano la forma bruta del desiderio o quelle più raffinate del flirt intellettuale con citazioni e filosofia di sottofondo- sono senza dubbio alcuno (insieme a quelli che riguardano la morte, che poi sono molto affini) quelli che l’umanità prova con maggiore intensità e violenza. Alla maggior parte di voi sovverrà certamente un’obiezione. Quanti tra voi tentano di
considerare il resto dei loro concittadini con imparzialità sanno che una delle passioni più diffuse nel mondo moderno è l’uso di stupefacenti nella loro forma nobile (oppio, haschisch) o in quella degradata: alcol e tabacco, per non parlare delle forme chimiche e ipodermiche, cocaina e morfina, che sono senz’altro da censurare. Risponderei che se ci si potesse procurare una donna tanto facilmente quanto un bicchiere di gin o un pacchetto di gauloises e se ci si potesse concedere il lusso, come nel caso dell ’alcol e della sigaretta, di degustarli all’aria aperta senza aver l’obbligo di rinchiudersi in una camera sudicia e poco invitante, l'alcolismo e l’intossicazione sparirebbero immediatamente, o ritroverebbero quantomeno delle proporzioni accettabili.
Un divertente paradosso è insito nel fatto che il governo incoraggia con tutti i mezzi i
cittadini a bere cognac e far bruciare dell’erba puzzolente, ma nel con tempo arresta e condanna i satiri che in fin dei conti non fanno altro che tentare di praticare una funzione del tutto normale ma variamente complicata da pregiudizi e altri regolamenti. O magari non c’è nessun paradosso, si tratta di due aspetti di una cospirazione nociva. Perché è assolutamente sano, sul piano fisico, esplorare insieme alla compagna che abbiamo scelto tutte le possibilità offerte dal gioioso mistero, secondo la divertente formula coniata dai nostri padri. Mentre a bere alcol si prende la cirrosi. Questa è dunque la giustificazione dell’amore come tema letterario, e di conseguenza dell’erotismo: la carenza alla quale uno Stato condanna uno sport che, fino a prova contraria, mi intestardisco a considerare più razionale dello judo e più soddisfacente della corsa o delle parallele (attività, queste, dalle quali deriva, condividendone alcuni aspetti. E poiché l’amore, che è comunque, lo ripeto, al centro degli interessi della maggior parte della gente sana, è ostacolato e impedito dallo Stato, perché dovremmo sorprenderci se il movimento rivoluzionario assume oggi la forma della letteratura erotica?
Non bisogna farsi illusioni. Il comunismo è buono e caro, ma è diventato una specie di conformismo nazionalista. Il socialismo ha messo tanto vino nell’acqua che si è convertito all’abbondanza… quanto al resto, sorvolerò perché ignoro cosa sia la politica, che mi interessa ancor meno del tabacco… Sì, i veri propagandisti dell’ordine nuovo, i veri apostoli della rivoluzione futura, futura e dialettica, come è ovvio, sono i cosiddetti autori licenziosi. Leggere libri erotici, diffonderli, scriverli, significa preparare il mondo di domani e segnare la strada della vera rivoluzione.
Boris Vian da: Escrits Pornographiques by Boris Vian, 1980 Christian Bourgois/Cohérie Boris Vian; 2002 Librairie Arthéme Fayard pour l’édition en oevres complètes; 2007 : duepunti edizioni
L'autore
Boris Vian (Ville d’Avray 1920- Parigi 1959). Nei soli tredici anni di carriera letteraria che la malattia gli ha concesso, Boris Vian è riuscito a giocare un’incredibile quantità di partite diverse con la cultura del Novecento: se anche non le ha vinte tutte, rimane tuttavia unica la sua poliedricità. Fu infatti drammaturgo («Teatro», Einaudi, 1978), jazzista e chansonnier, traduttore e romanziere, saggista e poeta. Profondamente affascinato dalla cultura pop americana, oltre ad essere il traduttore francese di Raymond Chandler, Vian è stato musicista e autore di canzoni per artisti come Juliette Gréco, Nana Mouskouri, Yves Montand, Magali Noel, Henri Salvador e Ivano Fossati. Serge Gainsbourg ha affermato che vedere Boris Vian all’opera lo ha ispirato a tentare di scrivere lui stesso delle canzoni. Appassionato di jazz, è stato il “contatto” (tra gli altri) di Duke Ellington e Miles Davis a Parigi. Ha scritto su diverse riviste francesi di jazz (Le Jazz Hot, Paris Jazz) ed ha pubblicato numerosi articoli sull’argomento anche in America. Tra i suoi romanzi e racconti: Sputerò sulle vostre tombe, Perché non sanno quello che fanno, La schiuma dei giorni, Tutti i morti hanno la stessa pelle (tutti pubblicati da Marcos y Marcos), Autunno a Pechino (Sellerio), Favole per gente comune (Stampa Alternativa) e Scritti pornografici ( :duepunti edizioni) da cui è tratto lo scritto inedito che abbiamo presentato. Ringraziamo Mme Ursula Vian- Kùbler e ":duepunti edizioni" per il testo concessoci.
Satisfiction: la rivista
 | Jacques Brel, Léo Ferré, Georges Brassens
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