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Recensione

20 ottobre - Première

Youth Without Youth 
Un’altra giovinezza


Regia di Francis Ford Coppola con Tim Roth (Dominic Matei), Alexandra Maria Lara (Laura/Veronica/Rupini), Bruno Ganz (professore Stanciulescu), Andre M.Hennicke (dott. Josef Rudolf), Alexandra Pirici (donna della stanza 6), Marcel Iures (professore Tucci)

“Fare un film è come fare una domanda e quando hai finito, la risposta è il film” 


Un’altra giovinezza, tratto dall’omonimo romanzo di Mircea Eliade, nasce da un’esigenza del regista che a 66 anni cominciava a sentirsi quasi finito. Non riusciva a completare la sceneggiatura di un film che da tempo aveva in mente, Megalopolis, e così ha pensato che l’unica soluzione fosse ritornare giovane: reinventandosi come se fosse un esordiente alle prime armi. Certe cose infatti, ha dichiarato, si fanno solo con un pizzico di incoscienza e molta inconsapevolezza, la prudenza non aiuta di certo la creatività. Dopo aver mandato il copione di Megalopolis a una vecchia amica, docente di mitologia comparata e di induismo all’Università di Chicago, ebbe in risposta sia alcune citazioni sul tempo scritte da Mircea Eliade che il suggerimento di leggere un racconto dello storico e scrittore  rumeno Un’altra giovinezza
Coppola capì subito di aver trovato il suo soggetto anche perché rispondeva a temi centrali per il regista: il tempo, la coscienza e l’aspetto fantastico della realtà.



“Proiettare in anteprima mondiale l’attesissimo nuovo film di un maestro come Coppola — ha detto il sindaco Veltroni — è un evento planetario che da solo conferma l’eccellente prestigio internazionale di cui gode la Festa di Roma. Ringrazio di cuore Francis Ford Coppola, uno dei grandi protagonisti del cinema contemporaneo, per averci voluto onorare con la sua scelta.”
Il regista aveva infatti dichiarato la sua soddisfazione per l’anteprima romana di  Youth Without Youth.




In breve la storia


Dominic Matei (Tim Roth), un anziano professore di linguistica, sopravvive a un terribile incidente e scopre di essere incredibilmente ringiovanito. Il suo rinnovamento fisico si combina con una sorprendente evoluzione intellettuale; il fenomeno attira l'attenzione degli scienziati nazisti e Dominic è costretto alla fuga. Durante il suo esilio si ricongiunge col suo amore perduto, Laura, e lavora per concludere la sua ricerca sulle origini della lingua umana. Quando i suoi studi diventano una minaccia per la vita di Laura, Dominic deve scegliere tra il lavoro e il suo grande amore.


“C’è una scissione, sottolinea Coppola in un intervento su La Repubblica, nella natura del protagonista Dominic (interpretato da Tim Roth), tra lo scienziato che cerca una spiegazione per tutto, la parte fredda, e l’uomo che incontra una donna e vuole continuare a vivere, vuole amarla, cioè la parte calda. È un modo stupendo per rappresentare la consapevolezza interiore e la coscienza di sé.”


Il regista

Nato nel 1939 a Detroit, Francis Ford Coppola discende da una famiglia di italiani immigrati a New York. Con il film You are a big boy now (Buttati Bernardo, 1966) partecipa per la prima volta al Festival di Cannes, dove in seguito si aggiudicherà la Palma d'Oro con The Conversation (La conversazione, 1974 e Apocalypse Now, 1979). Nel 1970 dirige The Godfather (Il padrino), tratto dal romanzo di Mario Puzo. La pellicola ottiene un clamoroso successo e stessa sorte spetta a The Godfather, Part II (Il Padrino, Parte II, 1974), che vince 6 Oscar. Nel 1976 Coppola realizza Apocalypse Now, finanziandolo in prima persona. Aspirando ad ottenere maggiore autonomia produttiva, dà vita agli studi Zoetrope. La seconda metà degli anni ottanta sono un periodo di riflessione e rinascita, il cui frutto sono The Godfather, Pt III (Il Padrino, Parte III, 1990), Dracula (1992), Jack (1996) e The Rainmaker (L'uomo della pioggia, 1998).

19 ottobre 2007 Di Grazia Casagrande

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