Teatro, cinema, librerie, televisione...
I comici sono dappertutto Claudio Bisio, Ficarra e Picone, Paolo Migone
Alcuni attori comici hanno saputo esprimere la loro versatilità in diverse forme di comunicazione. Molti sono emersi grazie al successo televisivo, altri sono partiti dal teatro, quasi tutti sono approdati al cinema e hanno trascritto le loro performances pubblicando libri di grande successo. Ecco come alcune personalità, molto note al grande pubblico, hanno espresso la loro comicità nei più diversi ambiti.
Claudio Bisio: anche ma non solo un comico Per conoscere uno dei maggiori attori italiani bisogna procedere con metodo: troppe e troppo varie le sue forme espressive per cui è opportuno dividere gli ambiti.
Partiamo dal cinema:
Nel 1989 appare in un film di Giuseppe Bertolucci, I cammelli, al fianco di Diego Abatantuono, di Sabina Guzzanti, di Ennio Fantastichini e di Laura Betti. Inizia la sua collaborazione con Gabriele Salvatores ed eccolo nel 1990 in Turné, nel 1991 è nel cast del film vincitore dell'Oscar, Mediterraneo, nel 1992 in quello di Puerto Escondido, nel 1993 in Sud, nel 1996 in Nirvana.
Un altro regista importante e un ruolo da protagonista: Asini di Antonello Grimaldi (1998), ma con Grimaldi aveva già lavorato nel 1996 in Il cielo è sempre più blu.
Passiamo ad anni più recenti. Il classico film di Natale con un cast stellare: Natale a New York del 2006 sbanca il botteghino.
Nello stesso anno eccolo interpretare un ruolo diverso, drammatico in un giallo d'autore: La cura del Gorilla, tratto dal romanzo di Sandrone Dazieri lo vede protagonista.
Ultimo in ordine di tempo, Manuale d'amore 2, il film girato da Giovanni Veronesi, proprio quest'anno.
E passiamo al teatro:
Formato alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano inizia a lavorare come attore nel Rocky Horror Picture Show, riproducendo lo spettacolo sul palco durante la proiezione del film. Ma eccolo interpretare opere della grande tradizione teatrale: Sofocle, Pirandello e poi (con la regia di Salvatores) Shakespeare con Sogno di una notte d'estate. Inizia un rapporto con il regista di amicizia e di collaborazione costante che farà intrecciare a Bisio, da quel momento in poi, cinema e teatro. È di questi anni anche il debutto al cabaret nel mitico Derby club milanese. Importante l'incontro (1985-87) con Dario Fo, "un grande maestro" dirà sempre Bisio, che gli dà un ruolo in Morte accidentale di un anarchico. Ed eccolo inaugurare quel locale che gli darà un successo straordinario: Zelig
Iniziano i suoi mitici one man show: si parte da Guglielma e poi si arriva a Aspettando Godo.
Il teatro viene per un po' messo in un angolo e solo quando il regista Giorgio Gallone lo convince ritorna sulle scene raccogliendo un grande successo con Monsieur Malaussène fino al recente I bambini sono di sinistra, tratto dal libro omonimo e a Grazie, il primo testo teatrale di Daniel Pennac. Ultimo grande impegno è la riduzione teatrale di Seta di Baricco.
Tra teatro e musica:
Siamo nel 1989 e esce il primo cd di Elio e le Storie Tese. C’è un Claudio Bisio giornalista che fa le domande (le più stupide che un giornalista possa fare) e il gruppo risponde a suo modo. Ecco poi la collaborazione con Rocco Tanica sfociata in Rapput, lungo monologo di chi è stato tradito dalla fidanzata partita senza di lui per una vacanza in Grecia, monologo che finì nell'album Paté d'animo. Tanica è anche uno degli autori di Zelig, la trasmissione che ha dato una immensa popolarità proprio al nostro Claudio e tra loro la collaborazione artistica è unita a una grande amicizia.
È del 2006 lo spettacolo Coèsi se vi pare, a metà tra musica e cabaret con gli amici Elio e le Storie Tese.
E infine la televisione:
Ma chi tra tutti gli italiani non ha vista almeno qualche volta Zelig? credo nessuno. E infatti dopo il successo di Facciamo cabaret, partendo dalle varie edizioni di Mai dire gol, fino a Teatro 18 e a Le iene show, ecco arrivare Zelig off e poi Zelig Circus: per Bisio è la grande, enorme popolarità. Dalla seconda serata lo spettacolo viene promosso alla prima, e da Italia1 alla rete ammiraglia di Mediaset, Canale5. Dalla trasmissione ecco poi il dvd Zelig for Emergency.
Ma non mancano i libri:
Ecco entrare nelle librerie nel 2002 con Quella vacca di nonna Papera (Baldini Castoldi Dalai), una raccolta di soliloqui davvero divertentissimi. Sempre nello stesso anno eccolo pubblicare sempre per lo stesso editore Prima comunella poi comunismo. Romanzo di formazione , monologhi teatrali che alternano comicità e riflessione. L'anno successivo esce Che simpatico umorista. Con videocassetta, per Mondadori. Una serie di performance che vanno da Teatro 18 a Zelig. L'ultimo libro, in ordine di tempo, è del 2005 ed è il testo da cui ha poi tratto lo spettacolo teatrale I bambini sono di sinistra ispirato a una serie di scritti di Michele Serra e Giorgio Teruzzi, ma anche all'album Storia di un impiegato di Fabrizio de Andrè.
Il sito ufficiale di Claudio Bisio
Parliamo ora di due attori della generazione di comici successiva a quella di Bisio, ma che proprio alla partecipazione alla fortunata trasmissione di Claudio devono gran parte del loro successo.
Ficarra e Picone sono Nati stanchi
Il teatro
La loro carriera ormai è più che decennale. Li vediamo infatti dal 1993 al 1995 in teatro in uno spettacolo da loro scritto, Certe notti di notte, e poi nel biennio successivo calcare le scene in In tre sull'arca di Noè di Zuzzurro e Posani e in Vai avanti tu che io ti perseguito, scritto da loro così come i due successivi spettacoli, Diciamoci la verità e Sono cose che capitano. Il successo maggiore tra i vari ambiti da loro attraversati è sicuramente quello teatrale, almeno fino all'ultimo film di cui sono stati interpreti e registi.
La televisione
Iniziano a lavorare per alcune piccole reti televisive, poi approdano alla prima edizione di Zelig e da allora saranno sempre presenti in tutte le successive.
Eccoli poi a RaiTre, prima con Gnu, poi nell'Ottavo nano con i fratelli Guzzanti.
In quest'ultimo periodo entrano quotidianamente nelle case degli italiani come conduttori di Striscia la notizia.
I libri
Il loro primo libro, che sfrutta la popolarità ormai acquisita, è del 2003 e si chiama Stanchi, edito da Kowalski. Nel libro hanno scritto, oltre a moltissimi pezzi del loro repertorio già noti al pubblico televisivo, anche numerosi inediti.
Con il dvd più libro Diciamoci la verità del 2005 (edizioni Mondadori) hanno proposto il loro ultimo spettacolo in cui, con la consueta “stanchezza” e flemma, commentano l’attualità politica con una satira acuta e spesso dissacrante.
Il cinema
Ecco un aspetto poco noto, una piacevole sorpresa, doti fino ad ora non conosciute: Ficarra & Picone sono ottimi registi, oltre che ottimi attori!
Stiamo parlando del film uscito lo scorso marzo nelle sale cinematografiche, Il 7 e l'8.
Ecco il cast: regia di Valentino Picone, Salvatore Ficarra e Giambattista Avellino. Con Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Eleonora Abbagnato, Barbara Tabita, Arnoldo Foà, Remo Girone, Consuelo Lupo, Andrea Tidona, Lucia Sardo, Tony Sperandeo.
Nomi importanti per un film piuttosto "pirandelliano" e molto divertente. È notizia di questi giorni che è in corsa per la vittoria del Nastro d’argento nella categoria registi esordienti. Il film è una specie di sfida: vuole essere una commedia brillante e densa di emozioni che fa riflettere oltre a divertire.
Due bambini scambiati nella culla (il neonato della culla numero 7 finisce nella numero 8 e viceversa) si incontrano casualmente dopo molti anni. Daniele è figlio di un colonnello dei carabinieri mentre Tommaso è un taroccatore di professione. In una straordinaria commedia degli equivoci finiscono con lo scoprire la verità.
"Quello dello scambio delle culle è un’idea che abbiamo preso da C’era una volta in America di Sergio Leone. Ci chiedevamo sempre: chissà se fosse capitato a noi?", hanno dichiarato sottolineando poi che non hanno voluto esasperare l'accento siciliano, ma ogni attore poteva tenere il suo permettendo quindi maggior naturalezza.
Il sito ufficiale di Ficarra & Picone
Paolo Migone: "Vorrei dire la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità...ma non so a chi!”
Teatro
Il suo primo approccio col mondo dello spettacolo è proprio il teatro: frequenta vari corsi e poi la famosa scuola di Philippe Blancher e di Yves Lebreton. Lavora in alcuni spettacoli sotto la guida di G. Cobelli e K. Zanussi. Nel 1987 vince il Premio Scenario con lo spettacolo Manteniamo la calma.
È ancora vincitore con lo spettacolo Vuoti d'aria del concorso per nuovi comici Riso in Italy.
Siamo nel 1994 e Un pulcino di nome Attila, va in scena in tantissimi teatri italiani. Due anni dopo il successo è per lo spettacolo È inutile... non scendo.
Interessante anche la sua attività di regista: nel 2000/01 firma la regia dei nuovi spettacoli di Natalino Balasso e Gabriele Cirilli. Nel 2002 lavora alla commedia comica sui temi dell'amore Abbracciati da sola che c'ho d'andar via, insieme a Leonardo Manera e Diego Parassole, per la regia di Giancarlo Bozzo e alla regia dello spettacolo dei Pali & Dispari (Siamo rimasti sotto).
Completamente spettinato è lo spettacolo che mette in scena nella stagione 2003/2004 e che riscuote un consenso di pubblico e di critica straordinario. Dal novembre 2006 è in tournée con Don Chisciotte senza esagerare con Marco Marzocca, regia di Laura Cantarelli.
Libri
Con L'occhio nero al panda gliel'ho fatto io (Kowalski) entra a far parte della schiera di comici che vanno a ruba in libreria. Nel libro racconta con irresistibile comicità le frustrazioni e i tic di tutti noi.
Completamente spettinato, lo spettacolo che Migone aveva messo in scena nella stagione 2003/2004, diventa un dvd e un libro nel 2005. Qui viene descritto in modo esilarante l'eterno conflitto tra uomini e donne, pescando dalla propria autobiografia deformata dall'arguzia toscana spesso al vetriolo.
Ed eccoci al più recente spettacolo e al più recente libro: Abbracciati da sola che c'ho d'andar via in cui racconta la sua casa nuova, ogni locale è come il contenitore di scenette quotidiane dai risvolti assolutamente esilaranti.
Televisione
Come per tutti i comici ormai è la televisione che può dare la popolarità di massa. Se non si passa da lì è impossibile raggiungere un vasto pubblico che sarà poi quello che (solo dopo) affollerà le platee teatrali.
Ormai la fucina dei comici è Zelig, il locale milanese prima (che ha raggiunto i ventun anni di vita) e lo spettacolo televisivo poi. E propio nel 2000 Migone è considerato la rivelazione della trasmissione televisiva. Sempre nello stesso anno partecipa alla trasmissione de La7 Telerentola. Nel 2003 e nel 2004 Zelig diventa, visto l'audience, una trasmissione di prima serata, la notorietà di Magone diventa davvero di massa, proseguendo poi nel 2005 e ottenendo sempre maggiori consensi. Il sito ufficiale di Paolo Migone
Le interviste:
Ale & Franz
Beppe Braida
Pino Campagna
Geppi Cucciari
Maurizio Milani
Franco Neri
Checco Zalone
Le recensioni:
Ridere fa bene (Kowalski)
Del perché l'economia africana non è mai decollata (Kowalski)
| 08 giugno 2007 | | Di Grazia Casagrande |
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