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L'Oscar, una storia di successi



Come nasce il premio più ambito nel "magico mondo del cinema": è la sera del 16 maggio 1929. La "Academy of Motion Picture Arts and Sciences" (da cui deriva il loro nome originale, "Academy Awards") premia i migliori professionisti del cinema americano della precedente annata 1927-1928.
Al Roosevelt Hotel di Hollywood, nella Blosson Room, dove si svolge la premiazione, affluiscono duecentocinquanta ospiti che hanno pagato 10 dollari a testa (cifra ragguardevole per quei tempi).
A presentare la serata è l'amatissimo William C. de Mille.

La statuetta, nota universalmente come Oscar, è stata creata nel 1928, da Cedric Gibbson, art director della Metro Goldwyn Mayer e realizzata dallo scultore G. Stanley in una lega di rame, peltro, nickel e argento.
La statuetta rappresenta un uomo con in mano una spada da crociato, in piedi sulla bobina di un film. Controversa l'origine del nome: fino al 1931 era semplicemente  "la statuetta", Bette Davis sostenne di aver coniato il nome "Oscar" in onore del suo primo marito, Harman Oscar Nelson jr., pare invece che quello stesso anno la bibliotecaria dell'Accademia, Margaret Herrick, abbia esclamato: "Assomiglia tutto a mio zio Oscar!" e, da quel momento, il nome gli restò per sempre.
La statuetta, alta 35 cm., è placcata in oro a 24 carati (durante la guerra è stata sostituita da un targa con la figura in rilievo) e pesa quasi 4 chili. Il suo valore commerciale è di 295 dollari. Nel caso non volessero tenerla, i vincitori sono invitati a non venderla e a restituirla all'Academy, che la riacquista al prezzo formale di 10 dollari. Nel corso degli anni però, alcuni Oscar sono passati di mano in mano a un prezzo molto alto. Si sa che nel 1988 l'Oscar vinto da "Un americano a Parigi" come miglior film nel 1951, fu acquistato da un collezionista svizzero per 15.760 dollari. In precedenza, l'Oscar vinto da Marlon Brando per "Fronte del porto", era stato venduto (non da Brando) per 13.500 dollari. Brando nel 1972 decise poi di non ritirare il premio ambitissimo da quasi tutti gli attori, attribuitogli per la sua interpretazione ne Il Padrino.

Nei primi anni non esisteva un tetto al numero di candidature per ogni categoria, cosa che avvenne solo negli anni Cinquanta, riducendo a 5 il numero delle nomination, scelta ufficializzata nel 1967.
Nel corso dei primi trent'anni, alcune categorie nascono, altre scompaiono, stabilizzandosi poi nelle categorie attuali.

Katherine Hepburn è in testa alla classifica con il maggior numero di vittorie (12 nomination e 4 vittorie).
William Wyler, come regista ebbe 12 nomination e 3 vittorie.
Non ebbero invece mai l’Oscar anche se universalmente giudicati di grandissimi meriti artistici: Charlie Chaplin, Greta Garbo, Stanley Kubrick, Marlene Dietrich, Alfred Hitchcock.
Ben Hur e Titanic hanno avuto il record delle vittorie, come film, con ben 11 statuette.


Premi e anno di istituzione delle varie categorie

Oscar al miglior film (Academy Award for Best Picture), dal 1928
Oscar al miglior film straniero (Academy Award for Best Foreign Language Film), dal 1947
Oscar al miglior film d'animazione (Academy Award for Best Animated Feature), dal 2001
Oscar al miglior documentario (Academy Award for Documentary Feature), dal 1942
Oscar al miglior cortometraggio (Academy Award for Live Action Short Film)
Oscar al miglior cortometraggio d'animazione (Academy Award for Animated Short Film), dal 1931
Oscar al miglior cortometraggio documentario (Academy Award for Documentary Short Subject), dal 1941
Oscar al miglior attore (Academy Award for Best Actor), dal 1928
Oscar alla migliore attrice (Academy Award for Best Actress), dal 1928
Oscar al miglior attore non protagonista (Academy Award for Best Supporting Actor), dal 1936
Oscar alla migliore attrice non protagonista (Academy Award for Best Supporting Actress), dal 1936
Oscar al miglior regista (Academy Award for Directing), dal 1928.

Nella prima edizione vennero assegnati due distinti Oscar, uno per la migliore regia di un film brillante (Academy Award for Comedy Direction) e uno per la migliore regia di un film drammatico (Academy Award for Dramatic Direction). Dalla seconda edizione non fu più fatta alcuna distinzione di genere.
Oscar alla migliore sceneggiatura non originale (Academy Award for Writing Adapted Screenplay), dal 1928
Oscar alla migliore sceneggiatura originale (Academy Award for Writing Original Screenplay), dal 1940
Oscar per le migliori didascalie (Academy Award for Best Title Writing), nel 1928
Oscar alla migliore fotografia (Academy Award for Best Cinematography), dal 1928
Oscar per il miglior montaggio (Academy Award for Film Editing), dal 1935
Oscar per la migliore scenografia (Academy Award for Best Art Direction), dal 1928
Oscar al miglior trucco (Academy Award for Makeup)
Oscar per i migliori costumi (Academy Award for Costume Design), dal 1948
Oscar per i migliori effetti speciali (Academy Award for Visual Effects)
Oscar per la migliore canzone (Academy Award for Best Song), dal 1934
Oscar al miglior sonoro (Academy Award for Sound)
Oscar al miglior montaggio sonoro (Academy Award for Sound Editing) dal 1963
Oscar Scientifico o Tecnico (Academy Award, Scientific or Technical) dal 1931 a
tre livelli: Oscar al merito tecnico-scientifico (Scientific or Technical Merit): una statuetta; Oscar alla conquista scientifica o ingegneristica (Scientific and Engineering Achievement): una targa; Oscar alla conquista tecnica (Technical Achievement): una citazione.

Oscar giovanile (Academy Juvenile Award), dal 1934 al 1960
Oscar alla carriera (Academy Honorary Award), dal 1928
Academy Special Achievement Award (Academy Special Achievement Award)
Premio alla memoria Irving G. Thalberg (The Irving G. Thalberg Memorial Award), dal 1938
Premio umanitario Jean Hersholt (The Jean Hersholt Humanitarian Award)
Premio Gordon E. Sawyer (Gordon E. Sawyer Award)


Il sito ufficiale degli Oscar


I film candidati all'Oscar


Babel, regia di Alejandro Gonzáles Iñárritu

The Departed, regia di Martin Scorsese

Lettere da Iwo Jima, regia di Clint Eastwood

Little Miss Sunshine, regia di Jonathan Dayton e Valerie Faris

The Queen, regia di Stephen Frears


16 febbraio 2007 Di Grazia Casagrande


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