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ARTICOLO

Fratellanza - Brotherhood un film di Nicolo Donato


Il regista danese di origini italiane affronta il tema dell'omosessualità calandolo in contesto assolutamente originale: la realtà neonazista in Danimarca.
Il film ha vinto nel 2009 il Marc'Aurelio d'Oro alla Festa del Cinema di Roma.


Prima di tutto il contesto. La democratica Danimarca sta vivendo un periodo di profonda difficoltà, quasi di crisi identitaria. L'arrivo di numerosi stranieri ha suscitato un clima di preoccupazione che lo svilupparsi di movimenti di estrema destra che si richiamano al nazismo ha ben saputo sfruttare. Dalla paura nei confronti del diverso all'odio razzista in realtà il passo non è poi così lungo e nel film si può cogliere come fomentare il primo sentimento sia estremamente funzionale al successo delle posizioni del gruppo neonazista intorno al quale si muove la vicenda del film.


Eppure non è il contesto, non è la motivazione "politica" a dominare questo film che è, e vuole essere, un film di sentimenti. Il contesto semmai ha il carattere di mostrare come l'amore, in una situazione di rifiuto sociale e di opposizione alla morale del gruppo, si fortifichi fino a raggiungere la forza di affrontare anche le prove peggiori pur di non rinunciarvi.
Le scene di violenza, molto crude, nei confronti di tutti coloro che sono considerati diversi, stranieri (pakistani in particolare) o omosessuali, certo machismo imperante nel pensiero nazista, negli anni trenta/quaranta come oggi, sono in realtà spesso l'altra faccia di un'omosessualità rifiutata, inconscia ma espressa in certa iconografia e certa estetica fortemente misogena, tanto che le donne ne sono quasi sempre escluse. Così quando Jimmy si trova ad affrontare quello che mai avrebbe voluto, in un rifiuto violento della propria identità, vediamo come è su di sé che infierisce, quel sé che rifiuta ideologicamente ma che ha una voce, anche se repressa.


Diversa la figura di Lars, un ragazzo costretto a lasciare l'esercito in cui era arruolato e reclutato in un gruppo neonazi, che nella sua incoscienza romperà gli schemi e si farà trasportare dalla propria passione senza porvi ostacoli e trascinando anche il duro, il fratello maggiore, il camerata più rigido e violento in una storia troppo difficile.





Pur denunciando alcuni limiti, questo film ha un respiro veramente europeo perché è l'aria che tira in questo continente che vi si respira, un'aria malata e violenta. Ma, come si è detto, in primo piano c'è una storia di sentimenti ed è questa che va più di ogni altro analizzata e valorizzata.



Cast Artistico


Thure Lindhardt - Lars
David Dencik - Jimmy
Nicolas Bro - Michael
Morten Holst - Patrick
Claus Flygare - Ebbe
Hanne Hedelund - La madre
Lars Simonsen - Il padre
Michael Grønnemose - Laust
Anders Heinrichsen - Lasse
Jon Lange - Bo
Johannes Lassen - Kenneth
Sophie Louise Lauring - Sygeplejerske
Martin Metz - Jonas
Signe Egholm Olsen - Karina
Peter Plaugborg Sergent
Mads Rømer - Kim



  Cast Tecnico


Regia - Nicolo Donato
Produzione - Per Holst, Barbara Crone e altri
Sceneggiatura - Rasmus Birch, Nicolo Donato
Fotografia - Laust Trier-Mørch
Montaggio - Bodil Kjærhauge
Musica - Simon Brenting, Jesper Mechlenburg
Scenografia - Thomas Ravn
Trucco - Lone Bidstrup, Bjørg Serup, Lauge Voigt



06 luglio 2010 Di Grazia Casagrande


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