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ARTICOLO

Breve filmografia tematica: l'omosessualità e il cinema


Un film e un dibattito aperto: discriminazioni e diritti dell'universo gay


Ecco qualche titolo di film in cui è presente il tema dell’omosessualità e che introduce alcuni spunti originali al dibattito e alla riflessione. I film sono segnalati in ordine alfabetico.



L'appartamento spagnolo di Cédric Klapisch (2003)

Il giovane francese Xavier si trasferisce a Barcellona per proseguire gli studi di economia con il progetto Erasmus. Qui condivide un appartamento con un italiano, un'inglese, un'andalusa, un tedesco e una belga: all'inizio fatica non poco a integrarsi, ma col tempo imparerà a conoscere i suoi coinquilini e le diverse culture a cui appartengono. Qui è introdotto il tema del lesbismo con il personaggio di Isabelle interpretato da Cécile de France. Isabelle "educa" Xavier ad amare le donne e questo rapporto d'affetto tra lei e il ragazzo francese mostra quale rapporto ricco di scambi può esistere tra persone di diverso orientamento sessuale. 
Da un'intervista al regista:
"Quando ero negli Stati Uniti ho avuto una storia con una ragazza lesbica, che assomiglia abbastanza alla storia di Isabelle. La scena in cui lei gli dichiara di essere lesbica l'ho vissuta nello stesso modo! Mi sono spesso chiesto perché questa cosa mi avesse tanto interessato.
L'impossibilità del desiderio è un tema che mi interessa molto. Perché si può amare qualcuno senza desiderarlo? Inoltre è stata proprio un'altra lesbica a insegnarmi questa lezione! L'ho trovato abbastanza interessante da volerla raccontare.
E lei ha imparato la lezione?
È molto efficace! Penso che sia la stessa cosa per una ragazza che parla con un omosessuale. Può insegnarle molte cose su quello che prova un ragazzo. Tutti dovrebbero condividere questo genere di esperienze."  



Il bagno turco di Ferzan Ozpetek (1997)

Logorato dal lavoro e dal matrimonio stanco con Marta, compagna e socia nella professione, Francesco, giovane architetto romano, va a Istanbul dove ha ereditato una vecchia casa da un'eccentrica zia materna. Il soggiorno gli cambia la vita, facendogli scoprire nuovi valori e lo rende consapevole della propria omosessualità. Un film puntiglioso nel disegno psicologico dei personaggi, attento alle sfumature dove il recupero dell'istintualità diventa una conquista di libertà.
Un brano della recensione di Marco Lodoli, apparsa su Diario nel 1999: "Il viaggio in Turchia non è una fuga nell’esotismo, quel godere della differenza che fa scattare fotografie e rinfranca. In quel soggiorno - prima di una settimana, poi di un mese, e fino alla morte - il giovane si troverà improvvisamente costretto a obbedire alla propria segreta natura, leale e omosessuale: e niente è più straziante e gioioso che diventare se stessi. Il banco di prova è quel vecchio bagno turco in disuso. L’immagine simbolica è perfetta, giacché è nella nudità e nei vapori del bagno turco, là dove si perdono abiti e punti di riferimento, che quel giovane può recuperare un sentimento nuovo, più largo, capace di intendere la nudità e la vaghezza di ogni creatura."



La bestia nel cuore di Cristina Comencini (2005)

Sabina è bella, fa un lavoro che le piace e ha un compagno, Franco, che la ama. Ma strani incubi la tormentano e comincia a domandarsi se è veramente felice. Quando scopre di aspettare un bambino, Sabina come in un flashback ripercorre le fasi della sua vita e comincia a recuperare i ricordi legati alla sua infanzia passata in una famiglia borghese, severa e rassicurante, che nasconde però un segreto angosciante che le ha rovinato e minato l’infanzia. Sabina decide di nascondere la gravidanza al marito e parte per gli Stati Uniti dove vive il fratello Daniele che l’aiuterà a riflettere e a recuperare il rapporto con il marito Franco. Il tema dell'omosessualità non è centrale in questo film ma è solo accennato nel rapporto tra la protagonista e la sua migliore amica.


Le fate ignoranti di Ferzan Ozpetek (2001)

Antonia e Massimo sono una coppia sposata da più di dieci anni, vivono in una bella villetta nella periferia residenziale di Roma e sono felici. Un giorno Massimo muore all'improvviso in un incidente stradale. Antonia non riesce a riprendersi, si chiude nel suo dolore fino a quando scopre per caso che il marito aveva da sette anni una relazione. Con l'unica traccia che ha, facendosi forza, inizia ad indagare e arrivare alla casa dell'amante. Lì la sorpresa sarà sconvolgente. Anche Antonia rimane dapprima sconvolta, poi sente la sincerità di in altro modo di relazionarsi e di condivisione di tanti momenti della vita.


The Hours di Stephen Daldry (2002)

The Hours traccia il misterioso ritratto di come tre donne di tre periodi diversi vengono unite da un capolavoro di letteratura. Virginia Woolf, vicino a Londra, nei primi anni venti, vuole cominciare a scrivere La signora Dalloway, lottando allo stesso tempo contro la malattia, la depressione, il male di vivere, che la sta logorando. Laura Brown, una giovane moglie e madre nella Los Angeles post seconda guerra mondiale, sta iniziando a leggere La signora Dalloway ed è talmente toccata dal romanzo da iniziare a mettere in discussione la vita che finora ha scelto. Clarissa Vaughan che vive nella contemporanea New York, vede se stessa come una moderna signora Dalloway mentre organizza l'ultima festa in onore del suo amico ed ex amante Richard, che si sta spegnendo a causa dell'AIDS. Le storie di queste tre donne, vissute in periodi diversi, si intrecciano misticamente fra loro, per confluire, alla fine, nella meravigliosa condivisione di un attimo di trascendente identificazione. 
In ogni caso è il romanzo e la personalità di Virginia Woolf l'elemento centrale di tutta la riflessione.



La mala educación di Pedro Almodóvar (2004)

È la storia di due compagni di collegio che si ritrovano dopo diversi anni. Ignacio ed Enrique hanno condiviso i primi turbamenti adolescenziali e la scoperta della loro omosessualità. Direttore era don Manolo, un sacerdote dominato dalla passione per Ignacio, cosa che segnerà per sempre il ragazzo. La vicenda è proiettata nel presente: Ignacio, attore in cerca di un ruolo, ed Enrique, regista in cerca di una storia, instaurano un ménage omosessuale cui fornisce il pretesto un soggetto cinematografico, intitolato "La visita", scritto dallo stesso Ignacio e che racconta i loro anni passati in collegio. Come evocato da una terribile magìa, ricompare anche don Manolo, ora ridotto allo stato laicale e sposato con figli. Nonostante ciò, l'ex prete nutre ancora una torbida passione per Ignatio. Ma chi si fa chiamare Ignacio (e/o Angel) non è Ignacio; è Juan, suo fratello. Ignacio è un travestito drogato, che per alimentare il suo vizio comincia a ricattare l'ex prete.


La mala noche di Gus Van Sant (1985)

Walt fa il commesso in un negozio a PortIand nell’Oregon. Quando incontro Johnny, immigrato clandestinamente dal Messico, se ne innamora. Ma Johnny ne rifiuta le proposte, anche quando Walt gli offre del denaro. Walt finisce a fare l’amore di notte con Pepper, un amico di Johnny, che di giorno però non gli presta la minima attenzione. Per conquistare l’amore di Johnny, Walt invita i due a una gita in macchina. Ma Johnny scompare e Pepper è ucciso dalla polizia.
Le ossessioni degli altri sono per chi le osserva spesso divertenti, piuttosto che tragiche. Come aveva capito Feydeau, c’è qualcosa di intrinsecamente buffo in un individuo, peraltro razionale, che persegue ciecamente il proprio desiderio. È un segno del talento di Gus Van Sant che il suo primo film, Mala Noche, sappia conservare quell’asciutezza e forza propria dell’ambiente in cui la storia si svolge, a Portland nell’Oregon.
Girato con appena 25.000 dollari, in uno sgranato bianco e nero (...), Mala Noche è un film di tutto rispetto, secco e senza fronzoli, ben fotografato da John Campbell e diretto con graffiante umorismo. Dopo esserci stato assieme per un po’, Walt dice a Pepper: «Gli altri non hanno fantasie nel sesso, ma credo che non sia colpa loro». Tim Streeter, che ricorda un po’ Richard Gere, offre nel ruolo di Walt un’interpretazione intelligente e partecipe, dando vita ad un personaggio duro come la pietra fino ad un certo punto, oltre il quale diventa perdutamente sentimentale, mansueto e quasi auto‑distruttivo.
(da Vincent Canby, in New York Times, 4/5/1988)



Maurice di James Ivory

Nelle pagine di Maurice, romanzo di Edward Morgan Forster scritto a botta calda nel 1913 e pubblicato postumo appena nel '70, James Ivory ha visto soprattutto la possibilità di raccontare una storia di amori omosessuali a lieto fine; o meglio l'iter, inusuale per l'epoca in cui fu immaginato al margine di un'esperienza reale, di una diversità che si sublima nell'accettazione di se stessa. Il senso del libro è che non bisogna essere “come gli altri”, ma semplicemente come si è. Oggi è più facile toccare con mano che l'omosessualità non è una malattia, ma ai tempi del giovane Forster tirava un'altra aria: e lo dimostra la scena stupenda, la più significativa del film, in cui Denholm Elliott medico all'antica rifiuta di parlare dei problemi sessuali di Maurice definendoli precipitosamente “spazzatura”.
(da Tullio Kezich, Il filmnovanta: cinque anni al cinema: 1986-1990, Mondadori, Milano, 1990)



Philadelphia di Jonathan Demme

Brillante avvocato di Philadelphia è licenziato per inefficienza e inaffidabilità dal prestigioso studio legale dove lavora. È una scusa, sostenuta con mezzi ignobili: in realtà hanno scoperto che è omosessuale e malato di Aids. Sostenuto dall'affettuosa famiglia e dal suo tenero compagno, difeso da un grintoso avvocato nero, fa causa agli ex datori di lavoro. Prima produzione di alto costo (25 milioni di dollari) sull'Aids, è una lezione di tolleranza, una requisitoria sui pregiudizi, un'arringa contro l'ingiustizia affidata a uno straordinario T. Hanks, interprete simpatico e “leggero”, e a D. Washington, l'avvocato che lo difende, fiero eterosessuale e a disagio con i gay, che a poco a poco disperde i suoi pregiudizi e le sue paure insieme a quelli dello spettatore. L'ottima sceneggiatura di Ron Nyswater affidata alla sobria regia di J. Demme diventa qualcosa di più di un onesto esempio di cinema civile: ne fanno testo alcune scene memorabili, la festa gay e la sequenza in cui Hanks ascolta Maria Callas in Andrea Chenier (4° atto) di Giordano, e la colonna musicale in cui Mozart, Spontini, Cilea, Catalani s'alternano a Bruce Springsteen, Peter Gabriel, Neil Young. Oscar a T. Hanks attore protagonista e a Springsteen per la canzone “Streets of Philadelphia”.
(da Il Morandini)



Querelle de Brest di Rainer Werner Fassbinder (1982)

Querelle è un bellissimo marinaio omosessuale del Vengeur, ancorato nel porto di Brest, agli ordini del tenente di vascello Seblon, che di lui è segretamente invaghito mentre Querelle sembra non accorgersi di lui. A Brest il punto di ritrovo di quasi tutti i marinai e i portuali è La Feria, un bordello per prostitute e omosessuali, gestito da Nono e da sua moglie Lysiane. È qui che Querelle esplorerà gli abissi della società tra spacciatori e assassini.
Il film è tratto da un controverso romanzo di Genet.  
Lo stile è marcatamente antirealistico: il film è girato interamente in teatro di posa, con scenografie espressionistiche e barocche con marcate suggestioni falliche, una fotografia (di Xavier Schwarzenberger) che ne accentua l'innaturalezza esaltando i toni del rosso, ampio l'uso della voce fuori campo, dialoghi letterari.
Il film venne presentato al Festival del Cinema di Venezia del 1982 pochi mesi dopo la morte del regista. Il presidente della giuria, Marcel Carné, lo propose per il Leone d'oro e lottò strenuamente per la consegna del premio che però non venne assegnato.
Il testo della canzone intonata da Lysiane è tratto dal componimento La ballata del carcere di Reading, di Oscar Wilde. La musica è di Peer Raben.



I segreti di Brokeback Mountain di Ang Lee (2005)

Negli anni Sessanta nello stato del Wyoming si incontrano Ennis e Jack, guardiani delle greggi al pascolo sulla montagna di Brokeback. Fra i due ragazzi si instaura un rapporto cameratesco che ben presto si trasforma in un'intimità inattesa e profonda. Alla fine dell'estate, giunge il momento di separarsi: Ennis sposa la fidanzata, mentre Jack si trasferisce in Texas e sposa una ricca reginetta dei rodei. Quattro anni dopo Ennis riceve una visita improvvisa di Jack, ed è subito evidente come il tempo e la lontananza abbiano rafforzato il rapporto fra i due uomini. Negli anni successivi Ennis e Jack manterranno vivo il loro legame segreto, si troveranno sulle montagne del loro primo incontro e affronteranno le problematiche della fedeltà, della fiducia e dell'impegno reciproci. Il film ha ottenuto i maggiori riconoscimenti, tra cui l'Oscar come miglior regia e come miglior colonna sonora e ha per la prima volta introdotto il tema dell'omosessualità in una realtà che nell'immaginario internazionale era dominata dal "machismo"


20 gennaio 2009 Di Grazia Casagrande


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