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"La parola ai giurati" e "12" a confronto

Cinquant’anni dividono l’uscita di questi due film: uguale la trama, notissima al grande pubblico. Dodici giurati sono chiusi in una stanza e devono decidere la sorte (si tratta della vita o della morte) di un giovane imputato. All’inizio tutti appaiono distratti e frettolosi, la sentenza di colpevolezza sembra già scritta.  C’è un solo giurato che vota contro e inizia a sottoporre agli altri la sua lunga e intensa disanima degli atti accusatori facendo ad uno ad uno crollare gran parte delle cosiddette prove e instillando in tutti un “ragionevole dubbio”. Alla fine nessuno sarà più favorevole a quella pena, la morte, che quando era entrato nella stanza del consiglio aveva già deciso per il giovane imputato.





"La parola ai giurati" di Sidney Lumet

"12" di Nikita Michalkov
"Twelve angry men" di Reginald Rose, regia di Alessandro Gassman  


04 luglio 2008 Di Grazia Casagrande


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