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ARTICOLO

Primi e secondi e dessert: il film è servito!





Non solo nei film italiani, dove l'arte culinaria più o meno raffinata, è quasi sempre presente, ma anche nella cinematografia internazionale, i grandi pranzi, la buona cucina, le conversazioni nei ristoranti, fanno parte integrante di molte sceneggiature.
Ecco alcuni spunti per ricordare dei film molto noti e per copiare, o reinventare delle ricette stuzzicanti.
 


Nel cinema italiano poi è stata messa in scena anche la fatica di conquistarsi un pasto, la fame e la storica nostrana arte di arrangiarsi...
Ma il piacere della buona tavola ha spesso unito i diversi ceti sociali a dimostrazione di una tradizione ricchissima e tramandata con amore di generazione in generazione.    


Se una tavola imbadita o un piatto elaborato sono un piacere per gli occhi, oltre che per il palato, evidentemente il cinema rappresenta una naturale vetrina per le doti dei cuochi nazionali e internazionali.

Due recenti pubblicazioni delle edizioni Cooper sono totalmente dedicate a questo particolare modo di cogliere in un film (soprattutto in quelli famosi) spunti da riprodurre poi tra le pareti delle nostre case.


Ecco alcuni film e le relative  ricette tratti da Il gusto del cinema italiano e Il gusto del cinema internazionale, entrambi di Laura delli Colli.
Naturalmente i suggerimenti sui primi piatti sono tratti da film italiani, mentre per i secondi abbiamo dato qualche chances anche alla cinematografia internazionale...


I soliti ignoti
Regia: Mario Mantelli (1958)
Con Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Renato Salvatori, Totò, Carla Gravina, Claudia Cardinale, Tiberio Murgia, Capannelle, Memmo Carotenuto, Lella Fabrizi.

Una delle più simpatiche bande di ladri del cinema di tutti i tempi: sognano il colpo della vita ma, invece che sbucare all'interno del Monte di Pietà, finiscono in una cucina. Si consoleranno con un piatto di minestra annegando in una pentola di pasta e ceci il sogno impossibile della rapina mancata e regalando al cinema una delle più riuscite commedie all'italiana. La fame aleggia come un fantasma su tutte le scene del film fin da quando Mastroianni è alle prese, prima del colpo, con la pappa del figlio che non riesce a imboccare. Poi con il rito della mangiata dopo il furto mancato. E anche dopo, quando Capannelle, perennemente affamato, trova nel frigo gli involtini al sugo... Perché la pasta e ceci? Semplice: era uno dei piatti preferiti di Marcello Mastroianni. Che al momento di girare, sul set, la propose al posto della pasta e fagioli.

Minestra di posta e ceci
150 gr di pasta (cannolicchi, lasagnette o pasta mista per minestre), 200 gr. di ceci, 1 spicchio d'aglio, un rametto di rosmarino, olio d'oliva, sale, pepe, dado vegetale (mezzo, o un misurino scarso se in polvere), conserva di pomodoro.

Tenere i ceci a bagno in acqua (meglio insieme al rosmarino) per 12 ore, poi lessarli in acqua appena salata, scolarli e frullarne una parte insieme ad un po' d'acqua di cottura. Soffriggere poi i ceci interi e quelli frullati in un'ombra d'olio d'oliva con lo spicchio d'aglio intero e una punta di conserva di pomodoro. Allungare il soffritto con l'acqua di cottura e aggiungere dado, eventualmente sale e rosmarino. Far cuocere per un quarto d'ora. La pasta può essere cotta in questa minestra oppure a parte in acqua leggermente salata. Si può aggiungere una spolverata di pepe. Per una versione veloce, si possono usare ovviamente anche i ceci in scatola ma non andranno lessati e al posto dell'acqua di cottura si utilizzerà brodo di dado vegetale.


Mio fratello è figlio unico

Regia: Daniele Luchetti (2007)
Con Elio Germano, Riccardo Scamarcio, Anna Bonaiuto, Angela Finocchiaro, Luca Zingaretti, Massimo Popolizio.

Accio e Manrico fratelli coltelli in un film ambientato a Latina, Roma e Torino tra gli anni Sessanta e i Settanta. Attraverso la loro storia, competitiva dagli affetti alla politica (sono diversi in tutto: uno fascista e l'altro comunista, uno moderato e l'altro estremista, uno rigido l'altro estremamente disponibile) il racconto di un Paese non riconciliato, alla ricerca di un'identità che non consente dialogo. Solo il finale, drammatico e segnato politicamente dalla storia dei nostri anni di piombo, li avvicina e li fa sentire davvero fratelli. Ma è tardi e la vita continua solo per uno di loro. I quadrucci con i piselli? Accio, che a casa non è abituato a tante delicatezze, li trova in una zuppiera a casa della moglie di Mario (Luca Zingaretti) di cui diventa l'amante ragazzino. A dispetto del rapporto filiale che da sempre ha con Mario.

Quadrucci con piselli

1 gallina ben pulita ed sviscerata (alternativamente 2, 3 petti di pollo disossati), cipolla, sedano e carota abbondanti, 300 gr. di quadrucci all'uovo e 250 gr. di piselli sgranati (anche surgelati). Possibile una versione più semplice con un dado e 1/2 vegetale (un misurino e mezzo se in polvere) al posto del brodo di carne.

Rosolare i piselli lessati in un battuto fine di odori (sedano, cipolla, carota). Metterli sul fondo di una pentola da minestra e aggiungere l'acqua. Far insaporire per cinque minuti quindi cuocere nella minestra i quadrucci in brodo. Per preparare il brodo "vero" lavare la gallina o i petti e metterli in pentola con acqua abbondante, cipolla, sedano e carota interi. Far cuocere il brodo schiumandolo per togliere le impurità. Nel caso del brodo di dado, una volta aggiunta l'acqua sui piselli rosolati con gli odori aggiungere il dado e completare la ricetta secondo le istruzioni già indicate.


Harry Potter e la pietra filosofale

Regia: Chris Columbus (Usa, 2001)
Con Doniel Radclffe, Richard Harris, Maggie Smith, Robbie Coltrane. 

È il primo capitolo delle avventure del maghetto inglese Harry Potter, arrivato sugli schermi grazie al successo planetario dei libri di J. K. Rowling. Harry, orfano dei genitori, è cresciuto con gli zii Vernon Griffiths e Petunia che lo trattano come un cameriere e lo fanno vivere nel sottoscala. Con l'avvicinarsi del suo undicesimo compleanno, iniziano a comparire per lui misteriose lettere, che gli zii sistematicamente gli impediscono di leggere. Sperando di interrompere il fenomeno, la famiglia fugge su un'isola sperduta, ma in una notte tempestosa, arriva il maestoso Hagrid, che rivela al ragazzo la verità. Harry ha ereditato dalla madre e il padre dei poteri magici e nella lettera c'è l'invito per andare ad affinarli nella prestigiosa Hogwarts, la scuola di magia che i suoi stessi genitori avevano frequentato. Davanti agli occhi di Harry si svela un nuovo mondo, popolato di professori autorevoli ma affettuosi, misteriosi stregoni e tanti nuovi amici, tra cui il goffo Ron e la studiosa Hermione. Il pollo, insieme ai buffet di leccornie che appaiono e scompaiono dai piatti, su tavole che si apparecchiano e si sparecchiano da sole, è una certezza tra le magie che animano la scuola. Parola del regista, ma forse anche del cappello parlante che resta uno dei personaggi più deliziosi del film.

Pollo "Hogwarts"
4 cosce di pollo (8 se piccole), 50 gr. di burro, pangrattato, altri 50 gr. di burro e un ciuffo di prezzemolo tritato per la salsa, un pugno di pangrattato, sale.

Spalmare col burro fuso le cosce di pollo e stenderle in una teglia ugualmente imburrata, spolverarle con il pangrattato, salare e aggiungere altro burro (un fiocco) su ogni coscia. Infornare per 45 minuti a 200°. Il prezzemolo tritato nel burro ammorbidito a temperatura ambiente è una guarnizione che può accompagnare le cosce sul piatto di portata. Il risultato è molto poco mediterraneo ma a Harry Potter e ai suoi amici piace così.


Galline in fuga

Regia: Peter Lord e Nick Park
(Usa, Gran Bretagna, 2000)

I maghi della plastilina, Peter Lord e Nick Park, già premiati con l'Oscar per i corti di Wallace e Gromit, passano al lungometraggio, finanziati dalla Dream-works di Spielberg e conquistano il grande pubblico. Nel pollaio-lager gestito dagli spietati signori Tweedy, le galline rinchiuse, per sottrarsi alla loro triste sorte, decidono di tentare un'evasione, sotto la guida della coraggiosa Gaia. Rocky, un gallo rubacuori piovuto dal cielo, le aiuterà a concepire il perfetto piano di fuga. A dare la voce ai due pennuti protagonisti, nella versione italiana, sono Christian De Sica e Nancy Brilly
II pasticcio di gallina, si sa, è l'incubo del pollaio: bi¬sogna sfuggire ad ogni costo al rischio di finire nella teglia, in quell'impasto mortale...

Pasticcio di gallina
1 gallina di 1 kg circa (meglio se già disossata), 100 gr. di fegatini, 100 gr. di polpa di manzo macinata, 100 gr. di salsiccia piccante, 1 barattolo di polpa di pomodoro (o 1 cucchiaio di conserva), olio, 50 gr di burro, 1 bicchierino di marsala secco, 1 tuorlo d'uovo, 1/2 cucchiaino di cannella in polvere, 4 chiodi di garofano, 1 confezione di pasta sfoglia surgelata, sale, pepe.

Pulire bene la gallina e fiammeggiarla sul gas, lavarla, disossarla e tagliarla a pezzi. Unirla alla carne macina¬ta e all'interno delle salsicce, e far rosolare il tutto in un po' d'olio. Aggiungere il pomodoro (nel caso della conserva, eventualmente diluire il cucchiaio di con¬serva in acqua calda). Salare, spolverare di pepe e far cuocere lentamente. Sbollentare intanto i fegatini e farli saltare con una noce di burro in un tegamino, sa¬lare e spruzzarli di marsala. Far ritirare il sugo di cot¬tura e far cuocere non oltre 10 minuti. Stendere la pa¬sta in modo da ottenere due dischi di diametro diver¬so. Foderare con il più grande una tornerà classica ben imburrata, riempirla con il pasticcio, al quale sa¬ranno stati aggiunti anche i fegatini, i chiodi di garo¬fano, la cannella, un pizzico di sale. Lasciar deborda¬re la pasta dalla circonferenza della tortiera, quindi chiudere il tutto con il secondo disco di pasta che an¬drà sigillato con una leggera pressione delle dita. Fo¬rare qua e là la pasta della copertura e infornare a 200° per 1/2 ora. Servire tiepido.


Per il dessert possiamo sbizzarrirci: film italiani e stranieri ne propongono di ottimi per gli spettatori più golosi.

Il piccolo diavolo

Regia: Roberto Benigni (1988)
Con Roberto Benigni, Walter Matthau, Nicoletta Braschi e Stefania Sandrelli

Commedia degli equivoci all'insegna di una comicità assolutamente irresistibile. Lo spunto è il tentativo di esorcismo che un prete americano (Matthau) viene chiamato a compiere sul corpo di una parrucchiera indemoniata. E i guaio incominciano quando dal suo corpo esce un diavoletto malizioso e irrefrenabile (Benigni) di nome Giuditta. Il prete e Giuditta diventano per Matthau e Benigni una strana coppia non solo cinematografica. Cosa c'entra la zuppa inglese? C'entra, c'entra... L'indemoniata infatti pare sia finita nello stato confusionale che partorisce Giuditta per un'indigestione di zuppa inglese.

Zuppa inglese
200 gr. di pan di spagna, 2 bicchierini di rum e 2 di alchermes, crema pasticciera, meringa cruda (3 albumi montati e a neve e mescolati con 120 gr. di zucchero a velo), zucchero a velo, 100 gr. di frutta candita.

Mettere in due piatti il pan di spagna e bagnarne metà con l'Alchermes e metà con acqua e rhum. Versare intanto in un piatto da forno un po' di crema pasticciera (vedere ricetta) stratificando quindi, una sull'altra, le fette di pan di spagna e la crema dopo averla mescolata con la frutta candita. Il dolce deve avere la forma di una cupola coperta con la meringa cruda e spolverata di zucchero a velo. Il tutto va in formo a fiamma moderata.


II diario di Bridget Jones

Regia: Sharon Maguire (Francia, Gran Bretagna, 2001)
Con Renée Zellweger, Hugh Grant, Colin Firth, Jim Broadbent.

II personaggio creato dalla giornalista dell'«Indipendent», Helen Fielding, autrice di due romanzi di enorme successo, approda sullo schermo in una commedia dall'umorismo tipicamente inglese, vivace e caustico. La londinese trentenne Bridget Jones, impiegata in una casa editrice, è diventata, dal romanzo al film, il simbolo della generazione di trentenni single a caccia di un amore e di un po' d'ordine nella vita. Bridget deve vedersela con uno sconclusionato gruppo di amici, la quotidiana lotta con la bilancia e, soprattutto, la paura costante di rimanere single. Sorprendentemente, due uomini entrano nella sua vita: Daniel, il suo capo, tanto brillante quanto inaffidabile, e Mark, l'avvocato di famiglia, apparentemente burbero e scostante. Uno è il suo boss, l'altro l'ha scelto sua madre. E tra i due cade l'occasione di una cena di compleanno complicata dal fatto che, tanto per cominciare, nelle sue confusioni sconclusionate Bridget dimentica di togliere dai porri lo spago blu. Tanto da cucinare una zuppa di porri insolitamente azzurrina...

Sorbetto di arance

6 arance spremute, il succo di 1 limone, 150 gr. di zucchero, 1 bustina di vanillina, 2 uova (solo gli albumi da montare a neve). Per le scorze caramellate da usare come guarnizione: la buccia di 2 arance meglio se di coltivazione biologica, 50 gr, di zucchero e 1/2 litro abbondante d'acqua. Occorre una gelatiera, altrimenti si può tentare di fare il sorbetto gelando in freezer il composto e lavorandolo poi nel frullatore finché il composto da ghiacciato non diventi cremoso.

Mescolare il succo delle arance e del limone con lo zucchero e la vanillina, e solo alla fine aggiungere al composto, poco per volta, le chiare d'uovo montate a neve. Mettere il tutto in una gelatiera per 15 minuti e servire quando il composto assume la classica consistenza cremosa del sorbetto. Si può guarnire con scorze d'arancia caramellate; in questo caso tagliare la scorza di due arance a filetti molto sottili (eliminando la parte bianca sotto la buccia), lessarle in una pentola con acqua abbondante finché non saranno morbide, quindi scolarle e asciugarle. Far sciogliere lo zucchero con un po' d'acqua a fuoco basso in una pentola dove saranno aggiunte le scorze finché, bollendo, non assumeranno la classica consistenza lucida e caramellata.

Nelle pagine di Wuz.it:

A tavola con... gli scrittori
I romanzi e la cucina
Joanne Harris: la magia della scrittura e del cioccolato
Libri di cucina appena sfornati
Quel lettore goloso di Allan Bay


07 novembre 2007 Di Grazia Casagrande


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