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War Horse. Steven Spielberg porta sul grande schermo il romanzo di Michael Morpurgo L'amicizia fra un ragazzo e un cavallo, negli anni drammatici della guerra. Nel nuovo film di Steven Spielberg un inno al più nobile dei sentimenti, e una durissima requisitoria contro l'insensata stupidità della guerra.
Leggi la recensione del romanzo di Michael Morpurgo pubblicato da Rizzoli.
Esce nelle sale War Horse, film di Steven Spielberg. Spielberg è una vecchia volpe, e certamente quando ha opzionato i diritti per trarre un film dal bel romanzo di Morpurgo deve aver intuito le potenzialità di un simile script, perfetto per far suonare al meglio tutte le note tipiche delle sue corde di regista: il gusto per le storie centrate sull'amicizia (pensiamo a E.T. L'extraterrestre, giusto per citare l'esempio probabilmente più celebre), la capacità di dipingere in maniera efficace i rapporti fra uomo e animale (... anche se questi non sono sempre idilliaci, come nel caso de Lo squalo) e - partendo dal giovanile Duel fino ad arrivare a tutte le produzioni più recenti - la maestria consumata nel girare scene d'azione dal potenziale drammatico formidabile. In War Horse c'è tutto questo. La fiducia e l'amicizia che sin da subito legano Albert e Joey sono gli ingredienti per far lievitare una storia che trova il suo apice nella cavalcata fra le barbe del filo spinato; una folle corsa in mezzo ai colori violenti della guerra trasfigurata in esperienza estetica solo dal ritmo plastico e forsennato del galoppo di Joey.
La storia è nota, ma ne riepiloghiamo i punti salienti: Joey è un bellissimo puledro che viene acquistato da Ted, un agricoltore dedito all'alcool. Il suo destino sembrerebbe scritto sin dal momento in cui mette le zampe nelle stalle della fattoria della famiglia Narracott. Ma il destino ha altri piani, in serbo per Joey: Albert, il giovane figlio di Ted, s'innamora di Joey non appena lo vede, e da quel momento lo prende sotto la sua egida, addestrandolo e diventandone il miglior amico. Scoppia la guerra. È il 1915, e l'Europa brucia. Joey, all'insaputa di Albert, viene venduto da Ted all'Esercito inglese. Il cavallo viene messo al servizio di un giovane capitano, che dietro le insistenze di Albert (ancora minorenne e impossibilitato ad arruolarsi) promette di prendersene cura e di riconsegnarglielo quando la guerra sarà finita. Ma il giovane ufficiale sarà fra i primi a cadere, durante il conflitto, e per Joey comincerà una staffetta fra diversi eserciti e diversi ufficiali. Attraverso l'Europa della Grande Guerra, Joey è un raggio di sole che rischiara le vite con le quali entra in contatto: soldati, uomini, donne e bambini sono come "salvati" dalla grazia mirabolante di questa bestia fedele, ostinata e intelligente. Albert intanto ha raggiunta la maggiore età: si arruola volontario in modo da poter ricongiungersi a quel meraviglioso cavallo, che non riesce a dimenticare...
Il film ha ricevuto alcune critiche, soprattutto per la sua incapacità di mostrare la radicale alterità dell'animale rispetto all'uomo. Spielberg - è stato detto - dota il suo Joey di una struttura morale che è tipicamente umana, compiendo un'operazione vecchia (almeno) quanto Esopo. Ma bisogna anche dire che il cinema vive di movimenti (quelli della macchina da presa, certamente: ma anche quelli che diventano coreografie davanti ad essa), e in questo War Horse non teme confronti, regalando sequenze emozionanti e inanellando alcune fra le inquadrature più belle che siano mai state dedicate a un cavallo.
War Horse. Un film di Steven Spielberg
Regia: Steven Spielberg
Sceneggiatura: Lee Hall - Richard Curtis Tratto dal romanzo di: Michael Morpurgo Musiche originali: John Williams Fotografia: Janusz Kaminski Montaggio: Michael Kahn Scenografie: Rick Carter
Con:
Jeremy Irvine Peter Mullan Emily Watson David Thewlis Niels Arestrup Tom Hiddleston Benedict Cumberbatch
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