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Agca mente? Fu la Banda della Magliana a rapire Emanuela Orlandi? | il manifesto che apparve nelle vie romane nei giorni successivi alla scomparsa della ragazza
 | Dopo 27 anni dalla scomparsa della giovane Emanuela Orlandi le indagini proseguono con ricostruzioni complesse e rese ancor più difficili dal passare del tempo, ma possibili grazie alle testimonianze di persone informate sui fatti come Sabrina Minardi, la supertestimone chiamata in causa anche dalla trasmissione televisiva Chi l'ha visto. Le piste seguite sono state molte, ma ora sembra chiudersi il cerchio attorno alla Banda della Magliana, con i primi indagati, grazie anche alle testimonianze di due componenti stessi della banda, Fabiola Moretti e Antonio Mancini.
Banda della Magliana vuol dire criminalità romana, potere economico, legami forti con strutture potenti, strani intrecci con il Vaticano. Tra fiction e realtà molti sono stati anche i libri che ne hanno raccontato la storia, più o meno romanzata: i racconti del Giudice presso la Corte d'Assise di Roma Giancarlo De Cataldo, soprattutto Romanzo criminale, poi i saggi con ipotesi e ricostruzioni come Storie di alti prelati e gangster romani di Riota di Giovacchino ed Emanuela Orlandi. La verità. Dai lupi grigi alla banda della Magliana di Pino Nicotri, gli ultimi in ordine di tempo, usciti nel 2008 in occasione dei 25 anni dalla scomparsa.
Ma cosa lega la Banda della Magliana alla sparizione di Emanuela Orlandi e perché la storia è tornata al centro della cronaca?
22 giugno 1983 Emanuela Orlandi, una cittadina vaticana di quindici anni, sparisce al termine dell'abituale lezione di musica, nello stesso complesso in cui si trova la Basilica di Sant'Apollinare. Sono passati pochi giorni dalla sparizione di un'altra coetanea, Mirella Gregori, ma solo in seguito si scoprirà quanti legami esistono tra le due vicende. Si capisce quasi immediatamente che non si tratta di un allontanamento volontario e la capitale viene tappezzata da migliaia di manifesti con il suo ritratto e la scritta "Scomparsa", manifesti che tutti gli italiani che hanno vissuto quel momento hanno negli occhi e non possono dimenticare, consapevoli che non si scompare nel nulla al centro di Roma. Qualcuno ha visto, qualcuno sa. Ma dopo quasi 27 anni da quel giorno la ragazzina non è ancora stata ritrovata, né morta né viva. E a distanza di tanti anni continuano a chiedere una risposta non solo i suoi famigliari (la madre Maria, il fratello Pietro e le sorelle Natalina e Federica - nel frattempo il padre Ercole, commesso della Prefettura della Casa Pontificia è morto), ma tutti gli italiani che non l'hanno dimenticata perché il suo non è solo un caso di cronaca, ma un enigma insoluto.
Gli inquirenti non si sono mai fermati e le indagini hanno preso molte strade: Marcinkus e lo IOR, Ali Agca e i Lupi Grigi, il KGB. Nel giugno del 2008, però, si apre una pista inaspettata: Sabrina Minardi - ex moglie di un noto calciatore ma soprattutto amante storica di Enrico De Pedis, capo della Banda della Magliana, detto "Renatino" - dichiara che Emanuela è stata rapita dal boss e in seguito uccisa e gettata in una betoniera. Potrebbe essere una dichiarazione fantasiosa, ma le coincidenze non mancano: De Pedis, ammazzato nel '90 - si parla proprio in questi giorni di Antonio D'Inzillo, il killer latitante della banda della Magliana condannato all'ergastolo per l'omicidio di Renato De Pedis per i suoi legami con l'imprenditore Gennaro Mokbel - è stato sepolto (tra cardinali, principi e artisti) in una cripta proprio nella Basilica di Sant'Apollinare vicino alla quale tutto sembra essere cominciato; inoltre la voce di una persona che telefonò in casa Orlandi nei giorni successivi al rapimento, facendo affermazioni che solo chi conosceva la ragazza poteva fare, viene riconosciuta come quella di un altro noto esponente della banda...
Ora c'e' un nuovo indagato nell'inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. È Sergio Virtù, indicato da Sabrina Minardi come l'autista di fiducia di Renatino. L'uomo è indagato per i reati di omicidio volontario aggravato e sequestro di persona. Secondo quanto riferito ai pubblici ministeri dalla donna - e riportato oggi sui principali quotidiani italiani -, "Virtù sarebbe stato l'autista di fiducia di De Pedis, e in particolare, avrebbe avuto un ruolo operativo nel sequestro della ragazza".
Se la ricostruzione degli eventi fatta da Sabrina Minardi - che a suo dire partecipò anche attivamente al rapimento - portasse a riscontri effettivi e definitivi si rivelerebbero farneticazioni prive di fondamento le dichiarazioni di Alì Agca, che ancora recentemente ha affermato che la ragazza è viva, ma all'estero. Ipotesi ritenuta credibile da Ferdinando Imposimato ex magistrato e ora legale della famiglia Orlandi. Purtroppo senza prove effettive (né un corpo né la testimonianza diretta della sua esistenza in vita) ancora non c'è una verità definitiva e nemmeno un perché.
Non solo la famiglia ma tutti gli italiani sperano che prima o poi si sveleranno i reali motivi del rapimento (ricatto finanziario, riscatto politico, la liberazione dello stesso Agca...) e si scriverà la parola fine a questa storia.
Per ora l'indagine prosegue e certamente si scriveranno ancora molti libri su questo e sugli altri misteri che hanno squassato le viscere dell'Italia tra gli anni Settanta e Ottanta e che sembrano legati da un filo invisibile ma fortissimo, come la tela di un ragno.
 | | dopo 25 anni dalla scomparsa le famiglie di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori riproposero le immagini delle ragazze per non dimenticare |
| 11 marzo 2010 | | Di Giulia Mozzato |
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