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Madres y Abuelas de Plaza de Mayo
Il mio nome è Victoria di Victoria Donda L'intervista a Marco Bechis, il regista di Garage Olimpo e di Hijos Buenos Aires: La Escuela de Mecanica de la Armada - l'E.S.M.A.
Una battaglia che ha inizio nel 1977, la testardaggine, il dovere di "vincere la morte". Questo è l'impegno che si sono assunte insieme a quello di non accettare mai che il silenzio cali sulla sorte dei loro figli desaparecidos. Le sparizioni iniziarono nel'74 e nel '75 (ci sono ben 600 casi relativi a quegli anni), ma dal 1976, quando si instaura la dittatura il loro numero cresce a dismisura e le madri di questi giovani scomparsi iniziano a muoversi e iniziano anche a conoscersi tra loro, incontrandosi nei vari luoghi dove tutte andavano a chiedere spiegazioni e notizie dei loro figli. Vedendo che nessuna di loro riceveva risposta prendono la decisione di scendere in piazza, la piazza principale di Buenos Aires, e così un sabato 30 aprile, si ritrovano in Plaza de Mayo e lo faranno da allora tutti i giovedì alle 15,30: sempre, immancabilmente chiedendo verità.
Cercando interlocutori durante le visite ufficiali di personalità straniere, partecipando alle manifestazioni, indette dalla Chiesa, trovando spazio sui giornali stranieri (la censura impediva che questo avvenisse in patria) le madri si sono sempre più unite e hanno trovato stretegie comunicative comuni. Hanno anche cercato qualche elemento che le facesse identificare, e la scelta è caduta su di un fazzoletto bianco che avrebbe coperto le loro teste e si sarebbero presentate sempre tenendo in mano ognuna un ritratto del figlio scomparso. I Mondiali di calcio del 1978 furono un periodo di particolare repressione, ma anche di contatti con la stampa di altri paesi. Nell'anno successivo iniziarono in viaggi in Europa e negli Stati Uniti delle Madres, ma anche la più brutale repressione dagli inizi della dittatura. Iniziano i rapporti e i sostegni internazionali. La guerra delle Malvinas e il sostegno alle madri dei soldati dislocati là: "Las Malvinas son argentinas, los desaparecidos también"! Nel 1982 vengono intervistate nella sede dei Radicali argentini e a ogni incontro politico (tutti erano in qualche modo responsabili dei 30.000 desaparecidos) iniziano a distribuire documenti e testimonianze scritte.
Nelle elezioni del 1983 vince Alfonsín che le riceve con molta cortesia, ma le speranze sulle istituzioni delle madri sono sempre più deboli: la loro lotta continua. Nasce il loro primo giornale su cui scrive un nutrito gruppo di giornalisti qualificati, con il passare del tempo oltre alla continua ricerca della verità sui loro figli e la ricerca dei nipoti sottratti alle giovani donne prigioniere politiche, le madri iniziano a combattere per ogni tipo di ingiustizia e di sopruso e si fanno parte attiva nell'opposizione politica ai governi. Ecco le Abuelas, le Nonne di Plaza de Mayo: la ricerca dei nipoti ha già condotto ad oltre 500 ragazzi che erano stati presi da famiglie di militare e che sono stati ora restituiti alle vere famiglie, ma sono oltre 2000 i neonati sottratti subito dopo il parto a donne gettate poi, ancora vive, nel Mar de la Plata con i famigerati "voli della morte".
La centralissima sede delle Madres
Le battaglie sociali e politiche, gli scontri, la testimonianza delle madri
Nella loro sede è attiva una importante frequentatissima Università Popolare che ha ottenuto anche riconoscimenti internazionali
Una bella libreria al piano terreno della sede delle Madres
Nella cafeteria-ristorante delle Madres, si mangia, si discute, si legge
Alcune fotografie dei 30.000 desaparecidos custodite dalle madri
Altre foto di figli desaparecidos
Ad ogni manifestazione le Madres portano con sé le immagini dei loro figli
Victoria Donda, Estela Carlotto, Presidente delle Abuelas e il presidente Hugo Chavez
| 08 febbraio 2010 | | Di Grazia Casagrande |
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