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ARTICOLO

Berlino 1989-2009 

Henning Wagenbreth da "1989. Dieci storie per attraversare i muri"

Conservatori o progressisti, cristiani o musulmani, di pelle bianca, gialla o nera, a nessuno può sfuggire la gravità di un’azione spietata come quella di separare un popolo con un muro invalicabile. Strappare con forza una persona ad un’altra in nome di un concetto troppo difficile da accettare: l'appartenenza a un diverso asse politico.
Il ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino deve essere un’occasione per riflettere davvero sull’importanza della libertà di movimento e di aggregazione nel mondo. Il suo smantellamento ha portato all’incontro di culture appartenenti a mondi diversi ma, da un punto di vista artistico, capaci di  amalgamarsi e continuare una tradizione solida e unica nel campo della musica, del cinema, della letteratura e delle arti visive. A Berlino c’è spazio per tutto, dalle grandi opere architettoniche, come la cupola di Foster del Reichstag, alle opere di Renzo Piano, Giorgio Grassi, Hans Kollhoff a Potsdamer Platz, alla musica, l’arte o la letteratura di artisti noti o emergenti, grazie ai tanti spazi che vengono loro concessi.


Le arti visive

Henning Wagenbreth da "1989. Dieci storie per attraversare i muri"
Il muro stesso è stato voce di quell’arte di strada che a Berlino sembra trovare il suo luogo naturale e, da simbolo di divisione, in qualche modo, è riescito a farsi luogo di una stravagante esposizione di murales e di scritte. Molti degli autori dei celebri graffiti, esposti all’aria aperta presso la cosiddetta East Side Gallery sono ora considerati artisti a tutti gli effetti ed espongono in giro per il mondo. Tra questi Kiddy Citny, intervistato per l’occasione da wuz  e ora impegnato in tutta Italia in una serie di work shop sulla pittura a muro e l’allestimento di esposizioni e  installazioni temporanee.
Anche l’Istituto Italiano di Cultura, nella capitale, trova un terreno fertile per la promozione della nostra cultura in Germania. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è complimentato ufficialmente con il direttore Angelo Bolaffi per il lavoro svolto dall’Istituto a Berlino, una serie di attività culturali come mostre, concerti, spettacoli teatrali.

Leggi l’intervista a Angelo Bolaffi
Leggi l’intervista a Kiddy Citny


La musica

David Bowie negli anni Settanta riteneva che Berlino fosse al centro di tutto ciò che stava accadendo e sarebbe accaduto in Europa negli anni a venire. Proprio nella capitale tedesca, il rocker inglese diede vita alla sua trilogia berlinese composta dagli album Low, Heroes e Lodger, frutto di tre anni di sperimentazione che aprirono le porte alla musica new wave e il synth pop anni Ottanta. Avanguardia elettronica e rock’n roll si incontrano nella musica di Bowie e influenzeranno molti musicisti della scena berlinese e europea. (La storia di Bowie a Berlino è raccontata nel libro Bowie Trilogia Berlinese di Thomas Jerome Seabrook, Arcana). In particolar modo, negli anni Ottanta vi fu un’esplosione di idee, contaminazione, un crescendo di produzioni artistiche ispirate a una realtà urbana ricca di stimoli, giovane, estrema. Altri accolsero quegli stessi stimoli e si fecero promotori diretti della scena underground dell’ovest della capitale: Nick Cave, gli Einstuerzende Neubauten, gli Sprung aus den Wolken e molti gruppi che, nonostante il passare del tempo, ancora ricalcano la scena musicale della città e portano avanti progetti musicali all’avanguardia.

Leggi l’intervista a Blixa Bargeld, leader degli Eistuerzende Neubauten



Il cinema

Henning Wagenbreth da "1989. Dieci storie per attraversare i muri"
Sarebbe interessante narrare la storia di Berlino tramite una serie di proiezioni, una sorta di cineforum nel quale si inizia proiettando Cabaret, poi Germania anno zero, Uno due tre, Il cielo sopra a Berlino, Le vite degli altri, Lola corre, Berlin Calling… Il cinema è forse il mezzo più chiaro ed efficace per raccontare la storia di un paese o di una città. Berlino ha la fortuna di essere rappresentata in un’ampia selezione di film girato da registi di altissimo livello come Wim Wenders, Roberto Rossellini, Bob Fosse, Billy Wilder e molti altri. Il 1900 è stato un secolo ricco di eventi che hanno rivoluzionato l’aspetto e l’anima della capitale e si sono rivelati una preziosa fonte di ispirazione per veri capolavori cinematografici.


Una scena del film Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders





La letteratura

Tanti di noi si sono ritrovati a girovagare con la mente in un immaginario tetro, squallido ma irresistibile nei dintorni di uno zoo, all’uscita di una discoteca o in un lurido bagno pubblico mentre sfogliavano avidamente le pagine di Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino. Il libro cult di fine anni Settanta, rappresenta un fervido esempio di libro la cui trama è influenzata dal suo contesto geografico, la realtà urbana nella quale si svolgono gli eventi.
Ebbene, in occasione del ventesimo anniversario della caduta del muro, molti autori sono tornati con il cuore e la memoria in quella stessa città e ne hanno parlato, rivivendo alcuni episodi della sua storia:

Berlin di Eraldo Affinati sulla storia e le attrattive della città.
I Berlinesi di Sven Regener, sulla Berlino degli anni Ottanta.
1989, dieci storie per attraversare i muri, dieci racconti che hanno come soggetto muri materiali o immaginari.
La vita ai tempi del comunismo, interviste vent’anni dopo, testimonianze di chi ha vissuto le conseguenze dei regimi socialisti dell’Europa dell’Est prima della caduta del muro. 
Oltre il muro. Berlino e i linguaggi della riunificazione. Interessante per il "dopo-muro" questo libro edito da Franco Angeli e curato da Anna Chiarloni.



30 ottobre 2009 Di Anna Zizola


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