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ARTICOLO

AvaStars: i Vip di Second Life



Una delle particolarità del metaverso Second Life è che le classi medie non esistono. In questo mondo o sei qualcuno o ti smarrisci nella massa informe. Pare che su circa 6 milioni di utenti solo 60 mila persone siano considerate “Residenti premium”, arrivati prima degli altri o portatori di un progetto di successo. Tra questi solo 116 hanno un flusso positivo di denaro superiore ai 5 mila dollari mensili: sono gli AvaStars, ovvero quegli Avatar che figurano nella classifica di “Second Life leader boards”.

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In cima alla scala sociale ci sono senza dubbio i Linden, ovvero i programmatori padroni e signori del sito, poi arrivano gli utenti commerciali, veri e propri coloni delle Sims dove campeggiano sedi aziendali vuote ma con linee architettoniche all’avanguardia. Piuttosto in alto si collocano le celebrità che a vario titolo decidono di entrare in SL, sia come repliche dei personaggi reali, sia, nella maggior parte dei casi, costruendo la propria carriera e la propria reputazione dentro la realtà virtuale. Poco al di sotto ci sono le organizzazioni (studi di consulenza o architettura, riviste, collettivi di artisti) che offrono moltissimi servizi a coloro che tentano di entrare in SL e non hanno la minima idea su come realizzare i propri progetti. Infine la massa “plebea”, intrappolata nella propria ombra, forse per mancanza di una seria progettualità, forse perché non è poi così vero che Second Life offra pari opportunità a tutti i suoi iscritti. La notorietà si compra, così come si comprano i gadget che attirano l’attenzione degli altri utenti e il tempo speso a navigare. Solo chi può investire sul proprio Avatar può ambire a diventare un Virtual Important Person
Ma vediamo qualche esempio di chi ci è riuscito.


Anshe Chung 

Giovane cinese con nazionalità tedesca, il primo maggio 2006 è stata protagonista della copertina di “Business Week”, nel novembre dello stesso anno ha annunciato alla stampa di tutto il mondo di aver guadagnato il suo primo milione di dollari veri su SL. Come? Semplice, comprando terreni e costruendo vere e proprie città residenziali. Le sue Sims sono ormai un cult per gli appassionati. Eppure il successo di Anshe Chung non è frutto di speculazioni avventate, ma di anni di esperienza all’interno dei vari mondi virtuali. Protagonista di Asheron’s Call prima (dove faceva l’alchimista) e di Shadowbane dopo (dove era addirittura un capo di Stato), Anshe Chung ha saputo massimizzare la sua esperienza, costruendo quello che gli altri utenti sono solo in grado di immaginare. 



Urizenus Sklar 

Al secolo Peter Ludlow è docente di filosofia e linguistica alla University of Michigan oltre ad essere autore di numerosi saggi, ma nella sua seconda vita è il direttore del “Second Life Herald”, uno dei giornali più accreditati del metaverso SL. Tra interviste, servizi e curiosità Urizenus descrive ogni giorno i vizi e le virtù della rete e, con una platea di 3 o 4 mila lettori al giorno, conferma il grande feeling tra le comunità virtuali e la comunicazione multimediale.



Aimee Weber 

È una delle 58 persone al mondo che hanno deciso di trasformare SL nella loro professione. Le sue fragili ali azzurre e il suo fisico esile non devono ingannare, piuttosto bisogna soffermarsi sul piglio deciso per comprendere l’impresa di Aimee. Una linea di vestiti chiamata Preen, una sfilza di progetti importanti come il quartiere Midnight City e la filiale della boutique American Apparel, solo per citarne alcuni. Chiunque voglia conoscere le ultime tendenze della moda in SL non può non tener conto del parere di Aimee Weber. Semmai ci fosse un manuale in grado di stabilire dei canoni estetici per i mondi virtuali, di sicuro porterebbe in cima la sua firma.



Gazira Babeli  

Di recente apparizione in SL, è una di quelle persone che pur non facendo parte della schiera dei primi arrivati ha saputo farsi notare, portando scompiglio con le sue performances. Naturalmente ci riferiamo a un percorso artistico che ha comportato, ad esempio, un lancio di pizze nella galleria Ars Virtua o di lattine di zuppa Campbell (in omaggio a Andy Warhol). Lo scalpore e la notorietà sono assicurati, ma dietro questi gesti fuori dagli schemi c’è una riflessione molto profonda sull’affinità tra SL e il teatro, visto come spazio libero di azione in grado di coinvolgere ogni performer. Gazira sostiene di essere affascinata dal “vuoto” di SL. In questo caso, siamo d’accordo.



Marco Manray – Cadioli 

È il primo reporter virtuale, dunque la sua professione consiste nello scattare foto dai mondi sintetici. Nato come fisico, è lui che ha inventato il sistema per catturare immagini all’interno di scenari 3D. La frequentazione dei Mmorpg gli dà lo spunto per trovare il senso della sua missione: tra scenari di guerra e battaglie medievali Marco Cadioli diventa il Robert Capa della rete. Oggi che scatta reportage su commissione di importanti riviste internazionali (Libération, El Pais, Avastar) è il testimone dell’evoluzione di questa comunità che, a suo parere, ha come caratteristica fondamentale quella di costruire il mondo che la circonda. Dopo anni passati a immortalare guerre e distruzione on line, oggi è l’atto di costruzione il suo soggetto prediletto.



Forseti Svarog  

Nella vita e in SL è il vice presidente del Business Development per l’Electric Sheep Company, una società che non si è limitata ad approdare nel metaverso in cerca di maggiore visibilità o per qualche complessa operazione di marketing. Al contrario gli Electric Sheep lavorano con la community e per la community. La loro grande famiglia ricorda le classiche aziende italiane, patriarcali e dall’aria aristocratica, tanto che la loro influenza in SL coinvolge tutti i campi. Si possono chiedere consulenze tecniche nei campi più svariati, dall’architettura alla pubblicità. È praticamente obbligatorio rivolgersi agli ES prima di lanciare qualunque progetto, a meno che non si voglia fare la figura dei provinciali.



Abbiamo visto una breve rassegna dei personaggi che godono di grande popolarità in SL. Tuttavia esistono milioni di altri Avatar che tentano con ostinazione di riuscire nell’impresa con risultati altalenanti. Abbiamo selezionato qualche esempio italiano di personaggi in grado di compiere il grande salto nell’empireo dei most wanted.



Bruno Cerboni – Echegaray   

Ingegnere con trent’anni di carriera nelle più importanti aziende italiane dell’ICT, dieci anni fa ha creato una delle prime applicazioni del virtual reality italiano. Fondatore di VIP (Virtual Italian Park), una società che crea parchi a tema, in SL ha costruito Parioli, il corrispettivo virtuale del famoso quartiere romano. Punto di riferimento per tutti gli italiani che nascono a seconda vita, ha il suo cuore pulsante in piazza Navona, dove ai 25 negozi si affiancano vecchie trattorie tipiche, locali notturni e ristoranti con terrazza panoramica. La ricostruzione del Colosseo e dei Fori serve da scenario per i numerosi convegni artistici ed educativi che trovano in Parioli un luogo in continuo fermento, quasi per ribadire la centralità degli elementi culturali dell’italian way of life.



Luca Nesti  

È balzato agli onori delle cronache guadagnandosi un pezzo d’apertura sulle più importanti testate nazionali grazie al suo concerto live in SL, lo scorso 14 dicembre. Ospite del Parioli, ha sbancato il botteghino anche grazie al lancio promozionale di un concorso al quale hanno partecipato quasi tutti i cantautori della community. Come inizio non c’è male. Ci auguriamo che, dopo aver conquistato la rete, mantenga le promesse anche nell’etere.



Antonio Di Pietro 

Se ci fosse vincerebbe la palma d’oro come miglior comunicatore della politica italiana. Dopo aver attivato un blog e aver lanciato i suoi video su YouTube per raccontare l’azione di governo, pochi mesi fa il Ministro per le Infrastrutture ha annunciato di aver acquistato un’isola su SL. Sulla scia di molti altri uomini politici di tutto il mondo, Di Pietro ha deciso di affrontare a viso aperto anche le nuove sfide tecnologiche. Pronta la reazione della Farnesina, che non molto tempo dopo ha aperto in Second Life un Istituto italiano di Cultura per promuovere le bellezze patrie. Non esistono dati certi sulla quota di elettori presenti nel metamondo (beneficiari di tanti investimenti) ma dato il tasso di cambio tra Dollaro e Linden pensiamo che le casse dello Stato non corrano grossi rischi.



Mario Gerosa  

Giornalista e redattore capo della rivista Architectural Digest, dopo aver pubblicato Mondi Virtuali (Castelvecchi, 2006) è uscito in questi giorni con Second Life (Meltemi), mettendo a profitto tutta la sua esperienza da internauta nei vari mondi paralleli. In SL si aggira con un cappello da Quacchero troppo piccolo per la sua testa e un pesciolino rosso in un minuscolo acquario attaccato al collo. Il suo progetto consiste nella creazione della prima agenzia di viaggi in grado di accompagnare gli utenti più curiosi alla scoperta dei vari mondi virtuali presenti in rete. Per ora la Synthravels ha un sito internet molto ben architettato (scusate il gioco di parole), non sono però pervenute notizie sui clienti, virtuali o reali che siano.



Smart ForTwo 

Il landscape ci ricorda qualcosa, tra canyon e grattacieli il nuovo spot della Smart non lascia dubbi e a confermarlo appare un angelo che segue dall’alto il percorso dell’automobile. Mentre le altre aziende si affrettano a esportare su SL le architetture della realtà con i loro brands ben in vista, la Smart importa lo stile tipico del mondo virtuale nella sua campagna pubblicitaria. La scelta ci sembra azzeccata, visto che il target vuole essere giovane e metropolitano, ma quanti sono quelli che hanno colto il riferimento?



Morris Gabetti  

Ovvero Maurizio Monteverdi, amministratore di una delle più importanti agenzie immobiliari italiane, ha deciso di seguire la scia di Anshe Chung (che dopo tutto è una dilettante) vendendo case su SL. Sulla sua isola, Gabetti Island, cinque agenti sono operativi ogni giorno per due ore al giorno per far girare il marchio in rete e per percepire i gusti virtuali dei residenti. Un’operazione di comunicazione e marketing dunque, come ammette lo stesso Monteverdi, ma chissà che non si possano tentare interessanti partnership tra mondi paralleli (ricordate l’E.T. di “Gabetti casa”?).



27 aprile 2007 Di Annalisa Veraldi


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