Horror: la paura tra musica e cinema

Un saggio sui Goblin, mitici autori della colonna sonora di Profondo Rosso, è l’occasione per parlare del rapporto tra musica e film “de paura”

Goblin. La musica, la paura, il fenomeno di Giovanni Aloisio, ripercorre la storia di una band che ha incrociato il suo destino con quello del cinema horror. Dalle esperienze progressive degli anni Settanta al successo quasi inaspettato come compositori di colonne sonore. La monografia è quanto di meglio si possa trovare in circolazione sull’argomento. Restituisce la giusta dimensione storica al gruppo, ricostruendo dettagliatamente le origini, l’evoluzione, i passaggi fondamentali fino a Profondo Rosso. Colma una lacuna bibliografica dettata dalla scarsa considerazione critica rivolta ai Goblin, una delle formazioni più conosciute all’estero, che ha venduto milioni di dischi, e ha mostrato nel suo percorso una grande versatilità artistica. La seconda parte del volume analizza nel dettaglio la produzione musicale, sia quella argentiana, sia il resto delle colonne sonore. Per Argento la band ha realizzato la colonna sonora di Profondo Rosso (’75), Suspiria (‘77), Phenomena (’85), e dopo alcuni anni Non ho sonno (2001). Scandaglia poi la produzione di ogni componente, che ha avuto una sua dimensione autonoma. Primo fra tutti Claudio Simonetti che dopo l’esperienza Goblin diventa uno dei più importanti produttori nell’era della disco music. Interessanti sono poi le interviste che fanno da corollario ai ritratti di ciascun componente del gruppo. Un libro che non c’era quindi di per se stesso utile e che tenta, riuscendoci, di non cadere in apologismi considerando sia i successi, sia i flop.

IL FENOMENO MUSICALE

Le origini del fenomeno
Sono passati quasi trent'anni da quando in Italia cinque musicisti poco più che ventenni pubblicarono il loro primo album. Copertina rossa, di un rosso intenso e sanguigno, penetrante, ormai inconfondibile. Un album di musica rock, spinto, dalla libertà espressiva tipica del progressive di quegli anni, verso sonorità mutuate dal jazz, dal funky, addirittura dalla musica classica. Un lavoro proiettato verso soluzioni stilistiche molto vicine ai modelli inglesi, arricchite e rese più particolari da una creatività personale, desiderosa di dare vita ad atmosfere di panico, di angoscia, di inquietudine. Era solo una semplice colonna sonora, niente di più, ma andava a incorniciare splendidamente un film thriller, già di per sé molto rivoluzionario, visionario, violento, innovativo nella sua estetica: Profondo rosso. Loro avevano un nomignolo che in inglese significa folletto, ma che può voler dire anche diavoletto o spiritello maligno (e tutto sommato, nel contesto, ci stava pure bene) e avevano incrociato le loro strade artistiche, allettati dall'ottima occasione di poter lavorare con un regista già molto famoso, Dario Argento, un maestro del cinema. Il grande successo dell'operazione, assolutamente inaspettato quanto travolgente, fu all'origine di un vero e proprio caso musicale (e cinematografico) e d'improvviso aprì loro le strade della fama e della notorietà, ma si dimostrò difficile da gestire perché lasciato nelle mani di strumentisti tanto talentuosi quanto inesperti e in quelle di una casa discografica che, seppur specializzata in musiche da film, fu colta del tutto impreparata di fronte a questo enorme riscontro di massa.

© 2005, Edizioni Unmondoaparte
I Goblin sono traccia evidente di come la musica elettronica industriale abbia percorso varie strade. Quella più comune è stata sicuramente la dance. Un’altra via è quella del dirge (canto funebre), un pezzo d’atmosfera, con pochissime tracce di ritmo, utilizzo di rumori, frusci che aiutano l’ascoltatore creare delle immagini mentali. Si tratta, insomma, di una musica che richiede il totale coinvolgimento dell’ascoltatore. È una musica molto simile al cinema horror che pretende dallo spettatore una concentrazione particolare.

Dario Argento

Dario Argento ha sempre considerato importantissima la componente musicale all’interno dei suoi film (e qui è forse evidente la scuola di Sergio Leone) tanto da coinvolgere sempre nomi di altissimo livello. Alle colonne sonore dei suoi horror hanno lavorato personaggi come Ennio Morricone (L'uccello dalle piume di cristallo, Il gatto a nove code, Quattro mosche di velluto grigio, La sindrome di Stendhal, Il fantasma dell'opera), Giorgio Gaslini, musicista jazz di fama internazionale (Profondo Rosso), Keith Emerson (Phenomena), Bill Wyman, bassista dei Rolling Stones per più di tre decenni (Opera), Brian Eno (Opera), Pino Donaggio, autore di Io che non vivo, 60 milioni di copie in tutto il mondo, cover di Elvis Presley (Due occhi diabolici - Il gatto nero, Trauma, Do You Like Hitchcock). L'incontro di Donaggio con la musica cinematografica avviene già nel 1973, quando Nicholas Roeg gli propone di realizzare la colonna sonora del suo film A Venezia ... un dicembre rosso shocking. Nel 1976 anche Brian De Palma lo contatta per le musiche di Carrie, dando inizio ad una lunga collaborazione (Dressed to kill, Blow out e Raising Cain).

Brian De Palma

Con Il fantasma del palcoscenico (1974) realizza un vero e proprio rock-horror unico nel suo genere. Nel film un potente industriale del disco vuole aprire un nuovo music-hall: il "Paradise". Ruba la musica a un giovane cantautore e lo fa rinchiudere a Sing-Sing. Il ragazzo evade ma rimane gravemente sfigurato d a una pressa per dischi. Dietro una maschera si aggira nei meandri del "Paradise"… Autore delle musiche e protagonista del film è il sonwriter Paul Williams (Evergreen, interpretata da Barbara Streisand)

George A. Romero

La notte dei morti viventi (1968), Martin...Wampyr (1978), Creepshow (1982), Il Giorno degli Zombi (Day of the Dead) (1985), Monkey Shines (1988), Bruiser (2000), La terra dei Morti Viventi (2005)

Anche Romero utilizzò in Zombi (1978), presentato in Italia da Dario Argento, la musica dei celeberrimi Goblin.

John Carpenter

Halloween (1978), La Cosa (The Thing) (1982), Christine - la macchina infernale (1983), Il Signore del Male (1987), Essi vivono (1988), Body Bags (1993), Il Seme della follia (1995), Vampires (1998), Fantasmi da Marte (Ghosts of Mars) (2001)

Figlio di un insegnante di musica moderna eredita dal padre la passione per la musica. Dopo aver studiato i classici forma un complesso rock, i Coup de villes, riscuotendo un discreto successo nei panni di bassista-vocalist. Carpenter, é uno dei pochi che oltre alla regia firma sceneggiatura, soggetto, montaggio, ma soprattutto la musica.

Lucio Fulci

Non si sevizia un paperino (1972), 7 note in nero (1977), Zombi 2 (Zombie Flesh-Eaters) (1979), Paura nella città dei morti viventi (1980), Black Cat (1980), E tu vivrai nel terrore - L'aldilà (1981), Quella villa accanto al cimitero (1981), Manhattan Baby (1982), Aenigma (1987), Zombi 3 (1988), Demonia (1989), Voci dal profondo (1990), Gatto nel cervello, Un (1990), Le Porte del Silenzio (1992)

Lucio Fulci si è affidato per le colonne sonore dei suoi film a musicisti come Vince Tempera, Keith Emerson, Riz Ortolani, lo stesso Claudio Simonetti, Pino Donaggio, Nico Fidenco, Fred Bongusto, Ennio Morricone.

David Cronenberg

Il Demone sotto la pelle (Shivers) (1975), The Brood- La Covata Malefica (1979), Videodrome (1983), La Mosca (The Fly) (1986)

Più che ventennale è la sua collaborazione con Howard Shore, compositore, autore delle musiche della Trilogia de Il signore degli anelli, e di The Aviator.

Lamberto Bava

Macabro (1980), Casa con la scala nel buio, La (1983), Shark rosso nell'oceano (1984), Demoni (1985), Demoni 2: L'incubo ritorna (1986), Casa dell'orco, La (1988), Body Puzzle (1991)

Scorpions, Mötley Crüe e Saxon offrono la loro musica a Demoni di Lamberto Bava, film scritto e prodotto da Argento, così come il successivo Demoni 2.

Wes Craven

L'ultima casa a sinistra (1972), Le Colline hanno gli occhi, (1978), A Nightmare on Elm Street, (1984), Dovevi essere morta (1986), Scream (1996), Scream 2 (1997), Scream 3 (2000)

In Scream è presente Nick Cave con il brano Red Right Hand.

Victor Salva

Jeepers Creepers (2001), Jeepers Creepers II (2003)

Jeepers Creepers è anche il titolo di una vecchia canzone di Louis Armstrong registrata per la prima volta nel 1938.

Un rapporto simbiotico quello tra rock e horror quindi. Sinteticamente potremmo dire che questo genere cinematografico ha stimolato molte band. Per esempio i Cannibal Corpse, quintetto originario di New York, cult band del death metal, nei ringraziamenti in copertina del loro album di esordio, Eaten Back to Life , citano Dario Argento e Lucio Fulci, accanto a personaggi dell'universo cinematografico splatter. Gli Iron Maiden si ispirano al film Il presagio (The Omen) (1976) con Gregory Peck, per la composizione del loro album The Number Of The Beast (1982). Negli Stati Uniti il disco solleva le reazioni indignate di varie associazioni religiose. Tra l’altro The Omen vinse l’Oscar per la colonna sonora composta da Jerry Goldsmith.

Di Francesco Marchetti
27 ottobre 2005