Cosa leggere per imparare a scrivere?

Si inaugura il nostro Laboratorio di scrittura creativa e parallelamente vogliamo proporre una bibliografia ragionata di testi sul tema per chi volesse avvicinarsi alla scrittura attraverso la strada delle esperienze dei grandi autori. La medesima via che proponiamo nei nostri incontri, perché nessuno può veramente possedere e trasmettere la formula magica per creare un capolavoro letterario, ma gli autori migliori posso e sanno comunicare la propria preziosa esperienza, trasformandola in una vera e propria scuola.

Raymond Carver
Il mestiere di scrivere

Un omaggio alla scrittura, alla capacità di narrare, di creare un testo originale; è la storia di una passione, forte, intensa che Carver cerca di trasmettere altrettanto intensamente al lettore, narrando soprattutto la genesi della sua ispirazione creativa. Racconta infatti le sue esperienze, il suo iter di "scrittore in cerca di editore", inframmezzandolo con le letture, le conoscenze, le amicizie, la famiglia, il lavoro... tutto ciò che dall'esterno ha influito sulla sua evoluzione di narratore.
Una parte del volume è dedicata alla trascrizione di una lezione tenuta da Carver il 14 marzo 1983 presso l'Iowa Writers' Workshop, il prestigioso corso di scrittura creativa dell'Università dell'Iowa, da cui si deduce abbastanza bene il metodo di insegnamento dello scrittore, molto aperto al dialogo e generosissimo nei suggerimenti.
E alla fine non sarà "solo" un manuale quello che ritroviamo in queste pagine, ma un insegnamento sul modo in cui uno scrittore vede la realtà, la memoria, la vita: scrittori si nasce.

XVI-172 pag., 8,00 Euro - Einaudi, (Einaudi Tascabili. Stile libero n.454)
ISBN: 88-06-14349-2

Anton Cechov
Senza trama e senza finale. 99 consigli di scrittura

Le tesi dell'autore sulla scrittura e sulle tematiche narrative sono ricavate da lettere inviate nel tempo a vari corrispondenti: dall'editore Suvorin al fratello Aleksandr a Maksim Gor'kij, tra i tanti. I testi sono stati suddivisi in vari gruppi, a seconda del tema trattato. Una prima parte si riferisce alle questioni di carattere generale: Perché scrivere; Per chi scrivere; Cosa scrivere, e come; Quando e quanto scrivere. Nella seconda parte sono raccolte le considerazioni su questioni particolari: Veridicità; Descrizioni; Personaggi; Sentimenti; Cose da evitare; La società letteraria; Ultime cose.
Com'è naturale le considerazioni ruotano principalmente attorno all'opera di Cechov, alle esperienze personali di fronte al testo e alle scelte fatte dallo scrittore "in corso d'opera", ma molti sono anche i commenti che si riferiscono al lavoro di altri autori (come Tolstoj o Turgenev), nonché le esortazioni e i consigli destinati agli amici. A Lidija Avilova, ad esempio, nel 1895 suggeriva: "Scrivete un romanzo. Scrivetelo per un anno intero, poi abbreviatelo per mezz'anno, e poi pubblicate. Voi limate poco, mentre una scrittrice deve non scrivere, ma ricamare sulla carta; che il lavoro sia minuzioso, laborioso".
A Aleksandr Lazarev-Gruzinskij ricordava che "prima d'esser messa sulla carta, ogni frase deve restarvi in testa un paio di giorni per rimpolparsi". Con l'editore Suvorin (destinatario di molte delle lettere pubblicate nel volumetto) le discussioni erano spesso di carattere personale: "un artista non deve impegnarsi in cose che non capisce", scriveva nel 1888, e nel 1890, polemizzando: "Voi mi rimproverate la mia obiettività, e la chiamate indifferenza al bene e al male, mancanza d'ideali e d'idee, e via dicendo. Vorreste che io, descrivendo i ladri di cavalli, dicessi: "Rubare i cavalli è male". Ma questo è già noto da un pezzo, anche senza di me. Li giudichino pure i giurati, a me spetta soltanto di mostrarli come sono". Insomma, una serie di interessanti spunti di riflessione, senza certezze, ma comunque con punti fermi a cui fare riferimento per capire cosa e come scrivere. Senza dimenticare, però, che "soltanto gli imbecilli e i ciarlatani sanno e comprendono tutto".

103 pag., 6.50 Euro - minimum Fax (Filigrana n.29)
ISBN 88-87765-50-2

Vincenzo Cerami
Consigli a un giovane scrittore

Se dovessi rispondere “di getto” alla domanda qual è il libro che consiglierebbe tra i tanti?, direi questo bel testo di Cerami. Non è facile, non è una lettura “leggera”, ma è talmente ricco di consigli veri, di suggerimenti dati dall’esperienza, dalla pratica e dalla preparazione personale dell’autore, che non può non rivelarsi una base quasi imprescindibile per un narratore, ma anche per capire i meccanismi che stanno alla base della scrittura per il cinema, il teatro, la radio, mezzi che necessitano, ovviamente, di approcci differenti. Il discorso organico di Cerami interseca i vari linguaggi e li mette a confronto analizzando nel dettaglio elementi centrali della costruzione della storia come l’uso della prima o della terza persona, la costruzione del dialogo e dei personaggi, la coerenza della trama. Il libro si chiude con qualche divertente esercizio che vuole essere un “ripasso generale”. Tutta l’opera vuole dimostrare che la scrittura non è facile che “non tutti i film sono cinema, non tutti i romanzi sono letteratura, non tutti i testi teatrali sono teatro e così via”. “Chi scrive dovrebbe da un lato avere una profonda conoscenza e coscienza dei diversi linguaggi e dall’altro non dimenticare mai di evocare le dimensioni che ogni linguaggio costituzionalmente esclude. Egli deve far vedere con la radio; far udire con il cinema (muto); far udire e far vedere con la letteratura, cioè con le parole senza suoni, scritte e non recitate”.

196 pag., 7.00 Euro – Garzanti (Gli elefanti saggi)
ISBN 88-11-67685-1

Francis Scott Fitzgerald
Nuotare sott’acqua e trattenere il fiato

"Non si scrive per dire qualcosa; si scrive perché si ha qualcosa da dire." Osservazioni, riflessioni, pensieri estratti dai suoi romanzi, dai racconti e dalle lettere, che tracciano un filo rosso attraverso l'opera di uno dei più importanti autori americani del Novecento. Per chi ama la scrittura di Fitzgerald è un libro di approfondimento che può aiutare e comprendere meglio le scelte narrative, lo stile, il linguaggio e lo spirito con cui quei capolavori furono scritti. Ma anche chi cerca spunti di riflessione sul mestiere di scrivere non sarà deluso. Perché brevi, pungenti, sagaci, talvolta col taglio dell'aforisma, gli appunti e le considerazioni dell'autore sono senza dubbio un ottimo punto di partenza per comprendere cosa significhi "fare lo scrittore", come scrive alla figlia Frances nel 1940: "È un lavoro terribilmente solitario e, come sai, non ho mai desiderato che lo intraprendessi; ma se proprio ti ci vuoi mettere, voglio che tu lo faccia conoscendo in anticipo quel genere di cose che io ho impiegato anni per imparare".

102 p., 7,23 Euro - minimum Fax, 2000 (Filigrana n. 23)
ISBN: 88-87765-17-0

Patricia Highsmith
Come si scrive un giallo. Teoria e pratica della suspense

L'autobiografia di una giallista di successo, zeppa di ricordi e di annotazioni personali, avvincente quasi come un vero giallo e ricca di "colpi di scena", perché la scrittrice esprime sempre convinzioni non ovvie e fornisce spesso suggerimenti originali. Non mancano riferimenti a testi di altri scrittori e soprattutto vengono analizzate le strutture di un romanzo o un racconto di suspense, con tutte le tappe in cui si deve suddividere la narrazione (mano a mano che la storia si evolve) e le domande che l'autore si deve porre per creare una trama efficace. Sebbene la grande giallista nell'Introduzione del volume scriva "Non c'è alcun segreto per una scrittura di successo, se non l'individualità - o chiamiamola personalità", dopo la lettura di questo manuale l'aspirante scrittore avrà senza dubbio una traccia più chiara da cui partire e il lettore potrà capire meglio come nasce un romanzo giallo.

143 pag., 7,75 Euro - minimum fax (Filigrana n.14)
ISBN 88-86568-40-1

Lu Ji
L’arte della scrittura

Dal non essere nasce l’essere;
dal silenzio,
lo scrittore genera una canzone.

Lo scrittore offre
la fragranza dei fiori freschi,
un’abbondanza di germogli che sboccia.

Venti vivaci sollevano le metafore;
nuvole si alzano
da una foresta di pennelli.


Il primo passo verso una ricerca delle radici e del senso della scrittura non può prescindere da un percorso storico. Il Wen Fu di Lu Ji è la prima grande dissertazione in cinese antico sull’arte della scrittura, una fonte preziosa di saggi suggerimenti e un testo fondamentale. “La parola wen è tra le più antiche della lingua cinese – scrive Sam Hamill nell’Introduzione – quando già significava arte, comprendendo sia la letteratura che le arti plastico-figurative”, ma non bisogna dimenticare che “Wen era il termine più comunemente usato per indicare la “cultura” in senso lato. La civiltà nasce dunque con la scrittura”. L’Introduzione termina con una importante riflessione sull’opera che ne riassume la validità e l’attualità:
“A Lu Ji non interessava promuovere alcuna scuola di scrittura, né affermarsi alla guida di alcun particolare movimento letterario. Il suo obiettivo era rivitalizzare la radice etica e spirituale dei grandi scrittori, ricollegarsi a coloro per i quali, prima di lui, l’arte della scrittura non era mai stata impresa facile né egoistica, articolare la vita interiore del poeta e della tradizione e comprendere ciò che tutto questo significa nel contesto di un’esistenza piena condotta all’insegna del qui e ora”.

58 pag., 8.00 Euro – Guanda (Quaderni della Fenice)
ISBN 88-8246-477-6

Giuseppe Scaraffia
Scrivere è un trucco del cuore

Può essere un approccio divertente all’idea della scrittura e alle forme che questa può prendere. Scaraffia, docente di Letteratura Francese all’Università di Roma, ha scelto una forma molto originale per proporre la visione della letteratura (e non solo) di 30 “giganti” della narrativa, da Proust a Céline, da Wilde a Diderot, da Evelyn Waugh a Chaderlos de Laclos: l’intervista immaginaria, realizzata con citazioni assolutamente puntuali.
Qual è il suo metodo di scrittura? Domanda a Proust
“Deporre sul foglio bianco come una scia di placenta e lasciarla germinare col tempo... forse l’informe è la forma migliore, più rispettabile, più pura, vergine e profondamente umana della prima ispirazione – quella meno mutilata dal linguaggio e dai trucchi della presentazione.”
Come lavora? è una delle domande fatte a Raymond Chandler
“Scrivo quando posso e, quando non posso, non scrivo. Sempre al mattino o all’inizio della giornata. Di notte vengono delle idee mirabolanti, ma non durano. L’ho scoperto molto tempo fa. Batto a macchina: voglio vedere le cose. Ho comprato un dittafono e detto le sceneggiature, ma non lo uso per i romanzi.”
Hemingway ci racconta il suo pensiero sui critici e sul suo stile narrativo, Fitzgerald cosa pensa della scrittura, Strachey parla del suo metodo di lavoro, e così via.
Terminata la lettura avremo sicuramente un approccio più confidenziale con questi autori e le loro opere.

XII-179 pag., 13.00 Euro – Ponte alle Grazie
ISBN 88-7928-612-9

Mario Vargas Llosa
Lettera a un aspirante romanziere

Attraverso numerose citazioni, passi e brani importanti per la formazione di un narratore, Vargas Llosa offre la traccia di quello che è il suo modo di pensare la letteratura e di farla. Consono allo spirito latino è il suo vivere la scrittura come azione viscerale, totalizzante. E questo è il messaggio che vuole inviare a tutti gli aspiranti romanzieri, prendendone uno a pretesto, con il quale immagina di intrattenere un carteggio.
Non è semplice trasmettere in poche parole la passionalità e l'intensità della vocazione che traspaiono dalle pagine di questo breve volume. Forse possiamo concludere con una frase dell'autore, assolutamente esplicativa: "chi ha fatto propria questa bella e assorbente vocazione non scrive per vivere, vive per scrivere".

119 pag., 7,23 Euro - Einaudi, (Einaudi Tascabili. Stile libero n.537)
ISBN 88-06-14936-9

Di Grazia Casagrande e Giulia Mozzato
11 marzo 2004