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Africa
Nel mondo in questi giorni soffia il vento dell’Africa, dallo straordinario concerto Live 8 al vertice del G8 in Scozia. Un continente dimenticato anche dal punto di vista culturale. Ecco alcuni riferimenti che non vogliono e non possono essere esaustivi, tra letteratura, musica e cinema (volutamente selezionati in varie nazioni) per conoscerlo di più.Sono ormai molte le case editrici che pubblicano testi di autori africani (escludendo i grandi “bianchi”, naturalmente), colmando in parte una grande assenza che per anni ha impedito ai lettori italiani di conoscere un mondo straordinario in continua e affascinante evoluzione, in un equilibrio tra passato e presente tutto da scoprire. La stessa cosa sta accadendo per la musica nuova di quelle nazioni, anche se i grandi circuiti internazionali ancora ignorano molti artisti davvero significativi sino al punto di inserirne pochissimi nel grande concerto Live 8 paradossalmente proprio dedicato a questo continente e realizzato per sensibilizzare opinione pubblica e governi sulla questione africana. Molto anche il cinema africano che passa quasi esclusivamente attraverso il circuito dei festival internazionali (da ricordare quello del Cinema Africano di Milano, ad esempio) e non arriva, o lo fa in modo discontinuo, nelle nostre sale. Anche in questo caso vi suggeriamo qualche titolo, in alcuni casi disponibile almeno in dvd, tra i tantissimi che si potrebbero citare nella storia di quest’arte in Africa che ormai conta cinquant’anni. Leggere
Un omaggio alla scrittura, alla capacità di narrare, di creare un testo originale; è la storia di una passione, forte, intensa che Carver cerca di trasmettere altrettanto intensamente al lettore, narrando soprattutto la genesi della sua ispirazione creativa. Racconta infatti le sue esperienze, il suo iter di "scrittore in cerca di editore", inframmezzandolo con le letture, le conoscenze, le amicizie, la famiglia, il lavoro... tutto ciò che dall'esterno ha influito sulla sua evoluzione di narratore.
Zakes Mda è sudafricano: un altro scrittore (ma anche poeta, giornalista, pittore, drammaturgo) che ha vissuto il calvario dell’emigrazione (nel suo caso negli Stati Uniti dove ancora per una parte dell’anno insegna Creative Writing e Literary Theory alla Ohio University), ritornando poi in patria nel 1995. La sua è una scrittura che prende sempre spunto dalla realtà, dalla quotidianità del suo Paese. In questo caso le radici della vicenda affondano nell’Ottocento, quando una bambina veggente annuncia al popolo Xhosa che dal mare arriveranno gli antenati per liberarli dalla schiavitù dei bianchi e dalla fame, ma a condizione che vengano distrutte le coltivazioni e ucciso il bestiame. La popolazione si divide in chi crede nelle parole della bambina e i Miscredenti. Una divisione che rimarrà nel tempo sino ai giorni nostri, quando, attorno alla costruzione di un polo turistico con casino e resort nel villaggio di Qolorha, nel Sud Africa del post-apartheid, si ritroveranno di nuovo ad affrontarsi i due schieramenti, tra mito e necessità.
Un altro punto di vista sull’Africa, più venato di umorismo e capace di allargare la propria visione letteraria anche ai generi più tradizionali della letteratura occidentale, come la fantascienza (ai tempi del liceo aBrazzaville leggeva Asimov e Verne) è quello di Emmanuel Dongala, scrittore originario del Congo, paese da cui è fuggito nel 1997 in seguito alla guerra civile, diventando poi docente di Letteratura africana francofona nello stato di New York (in una interessante intervista indica alcuni autori imperdibili in quest’ambito). Ormai un classico della letteratura africana, un titolo che i giovani volevano leggere anche quando il governo congolese lo aveva messo tra quelli proibiti, Jazz e vino di palma raccoglie 8 racconti molto diversi fra loro, dalla satira politica alla vita grande musicista di jazz John Coltrane, ma tutti legati dalla scrittura caustica e divertente che ci mostra l’Africa con occhi disincantati.
Stesso autore, approccio diverso al continente africano. La prima parte di questo romanzo infatti è una discesa assoluta nella foresta ancestrale e nei miti del Continente Nero, densamente popolata dai personaggi e gli elementi tipici della civiltà africana non ancora contaminata dall'Occidente. Nella seconda parte, invece, compare l'ordine coloniale che con le sue regole, incomprensibili nell’assoluta maggioranza dei casi, si sovrappone alla “situazione già critica di un ordine ancestrale perturbato, che si ostina a perpetrare soprusi nel nome della tradizione”. E sono proprio i drammatici anni successivi all'arrivo dei colonizzatori a distruggere un passato per non creare un futuro. Perché anche l’agognata indipendenza non potrà essere risolutiva.
Vincitore nel 2004 (lo stesso anno in cui è stato pubblicato questo libro) del Grand prix de littérature d’Afrique noire non per un unico titolo ma per l’insieme della sua opera, Sami Tchak, nato nel 1960, è il maggior autore del Togo di questi anni, anche se ha vissuto a lungo a Parigi, dove ha conseguito il dottorato in sociologia alla Sorbona, ha pubblicato il suo primo romanzo con Gallimard e una serie di saggi sulla sessualità femminile in Africa, sulla prostituzione e sull’Aids, per L’Harmattan. Un romanzo viscerale, intenso, con molte citazioni letterarie e musicali, che mette in gioco sentimenti e sessualità dei personaggi con una serie di scoperte-confessioni. Definito un “malizioso e dolce requiem erotico per una società defunta”, La festa delle maschere è una nuova strada per la letteratura africana, più matura e completa, finalmente autonoma. Saggi sulla letteratura africana
Coscienza nazionale nelle letterature africane di lingua portoghese. Atti del Convegno internazionale, Milano 13-14 dicembre 1993, a cura di Ceccucci P., 1995, 200 p., Euro 13,94, "Cnr-Centro studio lett. aree emergenti" n. 2, Bulzoni (ISBN: 88-7119-773-9) Ascoltare musica Originari del Mali e già molto famosi sia in Africa che in Francia, sono stati “scoperti” dal pubblico italiano a Roma, in occasione del maxi concerto Italia Africa 2005. Boubacar Traoré Sempre del Mali Boubacar Traoré, prima molto famoso in patria e in seguito anche in Gran Bretagna, Canada, Stati Uniti e Francia, autore della splendida Je chanterai puor toi colonna sonora del film francese Riunione di condominio (2002) di Remi Watherhouse, storia ambientata nella Parigi multietnica di fine anni ’90. Un musicista completo, cantante, compositore, arrangiatore... ha velocemente superato i confini locali della Repubblica Democratica del Congo (che nel 1958, anno della sua nascita era ancora lo Zaire) per essere conosciuto in tutto il mondo. Con personaggi come Ismaël Lô, Baaba Maal e Geoffrey Oryema impersonifica brillantemente il rinnovamento della musica africana. Tra gli ultimi titoli Plus Vivant e 3. Pur essendo nata in Portogallo, Lura ha mantenuto le sue radici, quelle dei genitori capoverdini, che emergono nella sua musica, comunque aperta al pop. Colonia Euroopea dalle radici antiche, la musica di Capo Verde si caratterizza nello stretto connubio tra i ritmi dell’Africa Occidentale e quelli del Portogallo tradizionale. Maestra di questo stile l’insuperabile Cesaria Evora. Baaba Mal Cantante senegalese, Mal è assolutamente a suo agio suonando con la chitarra acustica sia musica tradizionale folk che dance music. Il suo curriculum conta una nomination al Grammy Award per la categoria World Music nel 1996. Per conoscerlo meglio vi consigliamo l’ascolto di Lam Toro, album del 2004. Qualche saggio sulla musica etnica africana
Bakongo! Il mondo è ritmo. Cuba, Africa, Haiti. Con CD Audio, 2000, 24 p., br., Euro 15,90, "Altri suoni" n. 43, Red Edizioni (ISBN: 88-7031-998-9) Vedere film Tra i paesi dell’Africa Nera il cinema ha avuto particolare importanza in Senegal, in Burkina Faso (grazie al suo presidente poi assassinato Sankara) e in Sud Africa. Proprio dal Burkina Faso arriva il regista Idrissa Ouedraogo (1954), autore di titoli come Tilai, Samba Traorè, Afrique, mon Afrique, La colère des dieux. In particolare ricordiamo la sua visione della catastrofe nel film a più mani 11 settembre 2001. Djibril Diop Mambéty Prematuramente scomparso nel luglio '98 il regista senegalese aveva dichiarato: "Fare cinema non è una cosa difficile. Quando chiudi gli occhi, vedi il buio, ma se li chiudi ancora più forte, comincerai a vedere delle stelline. Alcune sono persone, altre sono animali, cavalli, uccelli. Adesso, se dici loro come muoversi, dove andare, quando fermarsi, quando devono cadere, hai un copione. Finito questo, puoi aprire gli occhi e, ad occhi aperti, il film è fatto". Purtroppo al momento non sono in commercio dvd dei suoi titoli come Touki Bouki o Badou Boy. Mauritano, Sissako racconta spesso di nostalgia e di ritorno in patria. L’ha fatto con La vie sur terre ("La vita in terra") poetico saggio sul ritorno del regista al villaggio paterno, Sokolo in Mali, per un immaginario capodanno del 2000. La radio locale parla del passaggio al nuovo millennio, ma a Sokolo niente cambia, nell’immagine di un'Africa che rimane ai margini del mondo. Lo fa anche in Aspettando la felicità, questa volta ambientato in un piccolo villaggio di mare sulla costa della Mauritania, in cui le vite si intrecciano in attesa di un'ipotetica felicità. Mahamat Saleh Haroun Bye Bye Africa di Mahamat Saleh Haroun è il primo film prodotto nel poverissimo Ciad, distrutto economicamente e moralmente da trent'anni di guerra civile. Un titolo da segnalare perché racconta il ritorno di un regista in Ciad per la morte della madre, ma soprattutto il degrado del cinema in Ciad, dove non esiste neppure una sala funzionante, e allarga poi lo sguardo alla crisi del cinema dell'Africa tutta. Souleymane Cissé Un capostipite della cinematografia africana, considerato ormai non solo porta-parola del cinema africano, ma anche uno dei maggiori cineasti al mondo. Militante, anticolonialista e marxista l’autore del Mali ha subito persecuzioni politiche sino al carcere, censure, problemi economici... ma ha comunque realizzato film di grande impatto come Den Muso (La ragazza), Yeelen (La luce), Finye (Il vento) e Baara (Il lavoro). Qualche saggio per saperne di più
African cartoon, a cura di Bazzoli M. S., 2003, 138 p., ill., Euro 10,50, Il Castoro (ISBN: 88-8033-253-8) Navigare in rete
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