L’American Beauty di John Cheever

Recensione di Claudia Bonadonna

Romanziere e virtuoso di short stories, John Cheever ha cantato la vuotezza emozionale e spirituale del sogno americano. Ha cesellato ritratti carichi di humour e ironia nera della classe media residenziale (quella insidiatasi dal dopoguerra in poi nelle enclaves di tranquillità e ricchezza intorno a New York e nel Connecticut); ha messo a nudo i modi manierati e le molte morali dei piccoli professionisti ai confini della città: persone con “una media di reddito, posizione e rispettabilità soddisfacente”, che guardano con cortese sospetto chi riceve “gente di tutti i tipi, l’optometrista, il veterinario, l’agente immobiliare o il dentista”. Baluardo tormentato e scettico della borghesia midbrow, insomma, ha messo in scena le contraddizioni di certo successo sociale e le deformità indotte dal controllo: il distacco irresolubile da ciò che è veramente vitale, la forzata repressione degli istinti, l’insorgere dei dilemmi esistenziali e la loro spinta compulsiva verso improvvise esplosioni di irrazionalità, quando non di autentica follia.

I libri in commercio di John Cheever


Giudizio Universale

Barbapapà. La flessibilità? Roba da alieni


Recensione di Diego De Silva

Dei cartoni di Barbapapà ricordavo appena la sigla. Quando arrivarono sugli schermi televisivi italiani, dovevo essere già abbastanza grandicello da snobbarli. E così devo aver fatto, perché soltanto pochi giorni fa, quando ho ricevuto un libro illustrato appena uscito da Piemme, intitolato semplicemente Barbapapà - immediatamente sequestrato dalla mia bambina, che ha iniziato a consultarlo con l’avidità di un disoccupato che si avventa sull’Abc dei concorsi - ho appreso che Barbapapà è un alieno. Come altrimenti definire una creatura gigantesca e deforme, con occhi, naso, bocca e mani, che viene fuori dalla terra mentre un bambino sta innaffiando i fiori? Déjà vu: il ritrovamento dell’alieno da parte di un piccolo essere umano innocente (che vorrebbe tanto tenerselo in casa, adottandolo) è il plot di E.T.: non so chi dei due venga prima, ma poco importa. Le favole non si fanno concorrenza.

I libri di “Barbapapà”


La Rivista dei Libri

Costose oligarchie

Recensione di Gianfranco Pasquino

Le democrazie che conosciamo sono basate su un principio costitutivo essenziale. I governi, a tutti i livelli, e le assemblee rappresentative, ugualmente a tutti i livelli, derivano la loro legittimità da procedimenti elettorali liberi, che si svolgono periodicamente, che hanno caratteristiche di equità, che producono conseguenze politiche, la più importante delle quali va sotto l'etichetta di alternanza fra partiti e/o coalizioni. Tutte le democrazie di questo tipo sono democrazie politico-elettorali. Senza queste premesse, non è neppure immaginabile fare passi nella direzione di: democrazie costituzionali, nelle quali i diritti dei cittadini siano tutelati; e sociali, nelle quali il benessere complessivo dei cittadini sia protetto e promosso in maniera significativa e duratura.

Il costo della democrazia di Cesare Salvi e Massimo Villone
Pag.184, Euro16,50 - Edizioni Mondadori

La Terza Repubblica. Partiti contro Presidenti di Mauro Calise
Pag. 162,Euro 10,00 – Edizioni Laterza




Miracolo a colazione di Elizabeth Bishop


Articolo di Francesco Rognoni

In vita, la poetessa americana Elizabeth Bishop (1911-1979) ottenne ogni possibile premio letterario e godette della stima di tutti i suoi colleghi, ma restò essenzialmente una voce d’élite, appartata e un po’ eccentrica, uno “scrittore per scrittori per scrittori” (come la definì John Ashbery). Poi, con la pubblicazione, a quattro anni dalla morte, dei Complete Poems 1927-1979 (1983) con una bellissima copertina rosa e la riproduzione di un acquarello della stessa Bishop – lo scorcio di un villaggio messicano, diverse sfumature di verde, un marrone chiaro, un giallo, un azzurro (viene in mente l’ultimo verso d’una sua poesia giovanile e quasi programmatica, La carta geografica: “Con più delicatezza degli storici, scelgono i cartografi i loro colori”) –, la sua reputazione è andata crescendo in modo esponenziale sia tra gli addetti ai lavori sia tra i semplici lettori di poesia e non solo…

Miracolo a colazione di Elizabeth Bishop
Traduzione di Riccardo Duranti, Damiano Abeni e Ottavio Fatica
Pag. 288, Euro 27,00 – Adelphi





Tetrarca, l’accidioso che parla d’amore

Recensione di Roberto Carnero

L’ultimo libro di Marco Santagata, L’amore in sé, oltre che come un romanzo potrebbe essere definito un prosimetro, cioè un componimento misto di prosa e versi, un po’ come la Vita nuova di Dante, per intenderci. Solo che in questo caso i versi riportati nel testo non sono di Santagata, ma di Francesco Petrarca, oggetto di vasti studi da parte dell’autore che, oltre a essere apprezzato scrittore (nel 2003 ha vinto il Super Campiello con Il Maestro dei santi pallidi, Guanda, ma già prima aveva pubblicato Papà non era comunista, Guanda, 1996, e Il copista, Sellerio, 2000), è anche professore di Letteratura italiana all’Università di Pisa e, tra l’altro, curatore del "Meridiano" Mondadori del Canzoniere. Ed è proprio a partire da Petrarca, in particolare dal sonetto CCLXXII dei Rerum vulgarium fragmenta, che si sviluppa la vicenda narrata.

L’amore in sé di Marco Santagata
pagg. 182, Euro 13,00 – Edizioni Guanda

I libri in commercio di Marco Santagata



31 marzo 2006