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Daniel Vázquez Sallés

Ottimo narratore ha alle spalle l’impegnativa fama del padre che rappresenta un grande modello letterario (Daniel ha però, a differenza del mitico Manolo, una formazione cinematografica rilevante) ma in ugual misura un riferimento etico e culturale. Al suo primo romanzo, Daniel Vázquez Sallés ha già alle spalle importanti prove come regista e produttore oltre che come critico cinematografico e giornalista.

Quanto pesa il nome di tuo padre?

Era più pesante un paio di anni fa. Col tempo si impara a prendere le cose più tranquillamente e senza complessi.

Ti sei dedicato al cinema e alla scrittura. Che rapporto c’è fra queste due arti?

Dipende da quale cinema piace. Ho scritto molta sceneggiatura ed è un’esperienza che mi è servita per riuscire a costruire una storia. Per il romanzo è stata utile senza dubbio la mia formazione cinematografica.

Come sei abituato a costruire i personaggi?

Per me è fondamentale trovare un protagonista forte.
Ho pensato: che cosa sarebbe successo se una persona come Roddick, che aveva partecipato alla guerra fredda, fosse entrato in coma nell'89 e si fosse risvegliato nel 2000? Il mondo che avrebbe ritrovato sarebbe stato completamente diverso e vi si sarebbe sentito completamente perso. Nasce per questo l'idea di collocarlo in un ristorante che rappresenta per lui un’isola di pace.

Il rapporto con Elena, il senso di protezione, l'amore per lei: emerge dal contesto che il sentimento paterno può non essere necessariamente “fisiologico”. Questo é un bel messaggio.

Quando Roddick conosce Natasha se ne innamora subito. Si trova poi in un momento della vita in cui prova disagio nei confronti del lavoro. Elena, la figlia che Natasha gli affida, diventa una nuova ragione di vita e lo induce ad abbandonare tutto per ricominciare una vita diversa.

Ricominciare è molto difficile. Quanto il passato condiziona il nostro futuro?

Il peso del passato c'è sempre. L'importante è vivere con la coscienza tranquilla.

C'è molta azione nel romanzo. Un giallo deve nascere prevalentemente dai fatti? sono gli eventi che attraggono il lettore?

Sì, c’è molta azione. Ma a me interessa maggiormente l'aspetto psicologico dei personaggi proprio perché non penso che l'azione sia determinante nel coinvolgimento dei lettori. Credo invece che nel romanzo giallo i personaggi siano importantissimi proprio perché hanno sempre una psicologia un po’ particolare.

Ci sono due mondi: quello che precede la caduta del muro di Berlino e quello che la segue. Ma quella data fatidica non sembra aver risolto tutti i problemi.

No. Credo che spesso li abbia ingigantiti: tutto è stato così rapido, non c'è stato tempo di capire, di sedimentare.

Quindi nel libro c’è della psicologia, ma anche della storia e della sociologia, proprio perché vengono presentate le varie difficoltà di cui parlavi. Come sei riuscito a combinare tutti questi elementi?

Per me é importante andare al fondo delle cose. Proprio per questo sono fondamentali anche i personaggi secondari perché attraverso loro si conosce meglio il protagonista e l’ambiente che lo circonda.

Tre realtà: Russia, Germania e Spagna, o meglio Catalogna. Significa che tutto il mondo é imprescindibilmente collegato?

La differenza sostanziale tra il mondo contemporaneo e quello degli anni Ottanta nasce dal fatto che oggi l'Occidente non ha un nemico chiaro. L’esistenza del Patto di Varsavia metteva in gioco poteri ed equilibri politici e militari. Oggi l'America non ha alcun contrappeso e questo mi sembra molto più pericoloso.

Oggi la Spagna sembra molto più avanti di altri paesi europei, tra cui l'Italia. Come mai?

Nel 1977 la Spagna era un paese di second'ordine per questo siamo andati avanti più rapidamente: c'erano tante cose da fare, da recuperare. Adesso credo che il ritmo sia molto più equilibrato. La Chiesa, ad esempio, oggi ha un peso inferiore che in Italia, forse perché il ricordo, in Spagna, del suo potere durante il franchismo é ancora troppo vicino e funziona da deterrente.
Gli ultimi quattro anni di Aznar hanno rappresentato però un gran passo indietro: si voleva riportare, ad esempio, l'insegnamento obbligatorio della religione a scuola...

Le tue figure femminili sono molto diverse tra loro. Come giudichi il ruolo della donna oggi?

Metà del governo di Zapatero è composto da donne.
La parità è molto lenta ad attuarsi, anche se da noi, negli ultimi venticinque anni, la situazione é davvero cambiata. Ma questo mutamento non si è verificato parimenti nelle imprese dove il ruolo femminile é ancora incerto e il salario spesso più basso di quello degli uomini. Così possiamo vedere anche nel mio romanzo che il ruolo di Marta é importante, ma lavora sempre nell'ombra.

Barcellona è un po’ diversa dal resto della Spagna, è molto più europea...

La Spagna è cambiata tutta, in generale. Però la mia impressione è che negli ultimi anni Barcellona stia un po’ regredendo, stia diventando una città troppo turistica, mentre dieci anni fa era fondamentale da un punto di vista culturale.

Progetti per il futuro?

Sto scrivendo un altro romanzo che non ha nessuna attinenza con questo. Non è un giallo: mi piace scrivere cose molto diverse tra loro.

Di Grazia Casagrande




11 giugno 2004